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Il popolo agrigentino sceglie Di Rosa: una decisione per il futuro della città

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giuseppe di rosa, una scelta del popolo

Il problema di Agrigento non sono le buche o l’immondizia. Non sono nemmeno i turisti che scappano da una città senza servizi e attrattive.
Forse, direbbe Pirandello, “Ogni cosa finché dura porta con sé la pena della sua forma” e quindi il peso della sua stessa esistenza.
Ma cosa significa?

La città di Agrigento è sempre stata il laboratorio politico della classe dirigente siciliana e di quella nazionale.
Qui si fanno gli esperimenti per poi riportarli su un piano più elevato, quasi istituzionale.

L’interesse ad avere un sindaco di “campo largo” oppure che “piace ai partiti” rivela l’arcano che molti cittadini non comprendono, perché è un’astuzia sottile, subdola, e la si presenta come la salvezza del cittadino, quando invece sarà il suo fardello.

Ecco come funziona da sempre.

Si sceglie un candidato che deve soddisfare le esigenze della classe politica. Solitamente una persona nota, con modi gentili e un buon lessico interlocutorio.

Si decide che sarà la nuova espressione del territorio e su questa scelta si faranno poi le misurazioni dei risultati per vedere se le alleanze tengono oppure sono cedevoli.

Interesse per il cittadino?
Ovviamente nessuno, è solo un esperimento che viene recitato così bene da sembrare vero.

La classe proletaria del popolo agrigentino viene affascinata e attratta nella rete con comizi e sermoni come fossimo in chiesa. Prediche su prediche si trasporta l’idea, e su questa falsa ideologia si costruisce il nuovo che avanza, mentre è il solito “vecchiume”, che da decenni distrugge la città.

Mi chiedo: come mai ogni primo cittadino è sempre stato osannato prima e durante le elezioni e poi, a fine mandato, lapidato senza pietà?

Non è colpa di chi ha fatto il sindaco ovviamente, ma del sistema.
Chi viene scelto da alleanze di campo largo o di coalizioni è servito all’esperimento.
Per quanto avesse voluto impegnarsi ha dovuto rispondere a logiche di partito che nelle elezioni comunali non dovrebbero esistere!

Oggi la scelta (direi imposizione) rispecchia la solita logica.
5 candidati, di cui 3 scelti dalla politica

  • Dino Alonge, Mpa, Fi, Fdi e destra in generale
  • Luigi Gentile, appoggiato da Lega e DC e liste civiche
  • Michele Sodano, 5 stelle ma senza il simbolo
  • Giuseppe Di Rosa, con liste civiche
  • Domenico Incardona, con una lista civica

Per carità, tutte brave persone. Nulla da dire.

Se però penso ai prossimi 5 anni sarebbe il caso che mi soffermassi su chi vuole veramente una città migliore e non deve fare rapporto ai capi politici per ogni singolo passo. La scelta non è difficile.

Opterei per chi concorre avendo dietro solo la forza della gente e non dei partiti. Per chi va in lista civica visto che nessun partito ha saputo domarlo e condizionarlo. Per chi ha sempre aiutato le persone a prescindere dal colore politico e dalla loro estrazione; insomma, sceglierei uno di noi, uno del popolo, uno di quelli che messo al posto giusto cambierebbe realmente le cose.

Oggi c’è una sola scelta che riguarda noi stessi, e quella scelta si chiama Giuseppe Di Rosa

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Fonte: Report Sicilia

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