Morte di Marco Chiaramonti, chiesto il processo per due funzionari del Comune di Agrigento: Sotto accusa una buca di oltre sei metri in via Emporium. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.
Cosa sta succedendo

La Procura contesta presunte omissioni nella manutenzione e nella messa in sicurezza della carreggiata. La tragedia del 20 settembre 2025 costò la vita al cinquantenne agrigentino, morto esattamente dieci anni dopo il fratello Gabriele. L’udienza preliminare è fissata per l’11 gennaio.
Una buca lunga oltre sei metri, profonda fino a dieci centimetri, già segnalata e, secondo la ricostruzione dell’accusa, mai adeguatamente eliminata o segnalata agli automobilisti. È attorno alle condizioni di via Emporium, ad Agrigento, che si sviluppa il procedimento giudiziario relativo alla morte di Marco Chiaramonti, il cinquantenne maestro di tennis e padel che perse la vita il 20 settembre 2025 in un drammatico incidente stradale.
La Procura della Repubblica di Agrigento, attraverso il pubblico ministero Gaspare Bentivegna, ha chiesto il rinvio a giudizio di due funzionari comunali: Alberto Avenia, all’epoca dirigente del settore Lavori pubblici, e Angelo Lezza, responsabile del servizio manutenzione strade.
L’ipotesi di reato contestata è quella di omicidio stradale, in relazione alle presunte omissioni nella gestione e manutenzione della carreggiata.
Sarà il giudice dell’udienza preliminare Giuseppe Miceli, nell’udienza fissata per l’11 gennaio, a valutare la richiesta della Procura e decidere se disporre il processo.
La tragedia di via Emporium e quella buca mai eliminata
Secondo la ricostruzione dell’accusa, Marco Chiaramonti stava percorrendo via Emporium in sella a un Beverly 300 quando, giunto in corrispondenza del tratto stradale dissestato, avrebbe perso il controllo dello scooter.
Il mezzo sarebbe finito prima contro il marciapiede e successivamente contro il tronco di un albero. Le lesioni riportate nell’impatto si rivelarono mortali.
Al centro della contestazione vi è una buca dalle dimensioni tutt’altro che trascurabili: 6,10 metri di lunghezza, 1,67 metri di larghezza e una profondità fino a 10 centimetri.
Secondo la Procura, il dissesto era già stato segnalato, ma non sarebbero stati adottati gli interventi necessari per eliminare il pericolo o renderlo adeguatamente riconoscibile agli utenti della strada.
Un particolare sul quale sarà la magistratura a fare chiarezza, ma che pone inevitabilmente una questione di responsabilità nella gestione della sicurezza stradale.
Le contestazioni della Procura e gli elementi sulla condotta di guida
La ricostruzione giudiziaria comprende anche aspetti relativi alla condotta della vittima.
Secondo quanto riportato da AgrigentoNotizie, gli accertamenti avrebbero evidenziato condizioni psicofisiche alterate dall’assunzione di alcol e sostanze stupefacenti, oltre a una velocità superiore al limite consentito di 50 chilometri orari.
Circostanze che, nella prospettazione accusatoria, avrebbero contribuito alla dinamica dell’incidente, senza tuttavia escludere le presunte responsabilità dei funzionari comunali per le condizioni della strada.
Sarà necessario accertare quale incidenza causale abbiano avuto i diversi fattori nella produzione dell’evento mortale.
Gli avvocati Daniela Principato e Diego Galluzzo, difensori rispettivamente di Avenia e Lezza, potranno contestare la ricostruzione accusatoria e chiedere il non luogo a procedere o prospettare eventuali ricostruzioni alternative.
I familiari di Marco Chiaramonti, assistiti dagli avvocati Salvatore Amato e Angelo Farruggia, potranno invece costituirsi parte civile e avanzare una richiesta risarcitoria.
La richiesta di rinvio a giudizio non costituisce un accertamento di responsabilità: entrambi i funzionari devono essere considerati innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
Due fratelli, due tragedie a dieci anni esatti di distanza
C’è un elemento particolarmente doloroso in questa vicenda.
Marco Chiaramonti morì esattamente dieci anni dopo il fratello Gabriele, anche lui vittima di un incidente stradale, avvenuto nel territorio di Menfi quando aveva appena 36 anni.
Due fratelli, due vite spezzate sulla strada, a distanza di un decennio esatto.
Una coincidenza tragica che ha profondamente colpito la comunità agrigentina e che rende ancora più dolorosa l’attesa di verità e giustizia per la famiglia.
Report Sicilia aveva già documentato la segnalazione del 28 febbraio 2025
Su questa vicenda Report Sicilia era intervenuto già nel settembre 2025, pubblicando documentazione relativa a una segnalazione del dissesto stradale risalente al 28 febbraio 2025, alle ore 14, in corrispondenza del civico 19 di viale Emporium.
Nell’articolo del 24 settembre 2025 avevamo evidenziato che la segnalazione risultava indirizzata anche agli uffici comunali competenti e avevamo sollevato interrogativi sulla tempestività degli interventi di manutenzione e messa in sicurezza.
Successivamente si era aperto anche un confronto tra il dirigente Avenia e AICA sulle rispettive competenze e sugli interventi effettuati. Avenia aveva respinto le accuse di inerzia, mentre AICA aveva contestato la ricostruzione fornita dal dirigente.
Oggi la richiesta di rinvio a giudizio rappresenta un nuovo e significativo passaggio giudiziario, senza anticipare naturalmente alcuna conclusione sulle responsabilità.
La domanda che resta: quante tragedie devono ancora verificarsi?
Al di là delle valutazioni che spettano esclusivamente alla magistratura, questa vicenda impone una riflessione che riguarda l’intera città.
La manutenzione stradale non può essere considerata un intervento secondario, da affrontare soltanto quando si verifica un incidente o quando le segnalazioni diventano pubbliche.
Una strada dissestata, una buca non segnalata, un avvallamento pericoloso possono trasformarsi in una minaccia per l’incolumità delle persone.
Come Report Sicilia continueremo a seguire gli sviluppi del procedimento, così come continueremo a denunciare le condizioni di pericolo presenti sulle strade agrigentine.
Perché la sicurezza dei cittadini deve essere garantita prima delle tragedie, non soltanto discussa dopo.
E perché la morte di Marco Chiaramonti merita verità, rispetto e un accertamento rigoroso di tutte le circostanze che hanno determinato quella drammatica sera del 20 settembre 2025.
Leggi anche: Altre notizie su Cronaca
Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

