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Pace e Vetro fuori dall’inchiesta sul presunto sistema di favori: verso l’archiviazione

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Pace e Vetro fuori dall’inchiesta sul presunto sistema di favori: verso l’archiviazione. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.

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La Procura di Palermo chiude una parte dell’indagine sul presunto “comitato d’affari” legato a Totò Cuffaro e, nel farlo, ridimensiona il quadro accusatorio iniziale. Tra i nomi che non compaiono nell’avviso di conclusione delle indagini ci sono quelli del deputato regionale Carmelo Pace e dell’imprenditore Alessandro Vetro: per entrambi si va verso una probabile richiesta di archiviazione.

La posizione di Pace era già stata valutata in precedenza: sia il giudice per le indagini preliminari sia il Tribunale del Riesame avevano escluso elementi sufficienti a sostenerne il coinvolgimento. Anche per Vetro, inizialmente accusato di aver versato una tangente da 25 mila euro per ottenere vantaggi in un appalto, le ipotesi accusatorie non hanno trovato conferma nelle verifiche giudiziarie.

L’indagine ipotizza un sistema di relazioni in grado di influenzare decisioni nella sanità pubblica, tra nomine e appalti. Al centro resta la figura di Totò Cuffaro, insieme ad altri indagati, tra cui Marco Dammone e Mauro Marchese. L’accusa contestata è quella di traffico di influenze illecite, con riferimento in particolare a una gara dell’Asp di Siracusa che, secondo gli inquirenti, sarebbe stata orientata a favore della società Dussmann Service.

Un secondo fronte dell’inchiesta riguarda il concorso interno all’ospedale Villa Sofia di Palermo per la stabilizzazione di operatori socio-sanitari. In questo caso sono coinvolti, tra gli altri, Roberto Colletti, Antonio Iacono e Vito Raso. Le accuse parlano di corruzione aggravata: secondo la Procura, alcune prove d’esame sarebbero state anticipate per favorire candidati segnalati, in cambio di vantaggi professionali.

L’inchiesta prosegue per otto persone e una società, mentre per Pace e Vetro il percorso giudiziario sembra avviarsi alla chiusura senza conseguenze. Cuffaro, nel frattempo, resta agli arresti domiciliari nell’ambito di uno dei filoni principali dell’indagine.

Fonte: Sicilia24h

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