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Polizia Locale di Agrigento, Sodano prometteva la rivoluzione. Ma quando comincia?

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Polizia Locale di Agrigento, Sodano prometteva la rivoluzione. Ma quando comincia?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Personale impiegato in incarichi diversi dai servizi operativi, dubbi sulle indennità, interrogativi sulla sicurezza del Comando di Villaseta e assenza di un comandante di ruolo. Tre inchieste di Report Sicilia raccontano criticità mai definitivamente chiarite. Dopo quattro mesi di amministrazione, quali provvedimenti ha adottato il sindaco? E quali risultati ha prodotto l’ex vicesindaco Crosta, al quale erano state affidate deleghe fondamentali?

Michele Sodano, durante la campagna elettorale, non prometteva semplicemente un cambiamento. Parlava di rivoluzione.

Una parola importante, impegnativa, che lasciava immaginare una radicale discontinuità rispetto al passato, una nuova stagione amministrativa nella quale trasparenza, legalità, efficienza e rispetto delle regole avrebbero finalmente trovato piena applicazione.

Sono trascorsi quattro mesi dall’insediamento della nuova Amministrazione comunale e Report Sicilia ritiene che sia arrivato il momento di porre una domanda tanto semplice quanto inevitabile.

Sindaco Sodano, quando comincia questa rivoluzione?

Non parliamo di grandi opere, finanziamenti milionari o progetti destinati a richiedere anni.

Parliamo di questioni amministrative che possono essere affrontate attraverso verifiche, provvedimenti organizzativi, controlli interni e assunzione di responsabilità.

Parliamo del Corpo di Polizia Locale di Agrigento.

Un settore sul quale Report Sicilia ha pubblicato nel tempo numerosi approfondimenti, evidenziando criticità che riguardano l’utilizzo del personale, il riconoscimento delle indennità, le condizioni della sede del Comando e l’organizzazione dei servizi.

Problemi che non nascono certamente con l’Amministrazione Sodano.

Ma che proprio un sindaco eletto promettendo una rivoluzione avrebbe dovuto affrontare tra le prime questioni della propria agenda politica.

Maggio 2025, gli agenti della Polizia Locale utilizzati per incarichi diversi dai servizi operativi

Il 2 maggio 2025 Report Sicilia pubblicava un’inchiesta dal titolo “Agrigento, personale della Polizia Locale con carenza di organico usato per ruoli non istituzionali”.

L’articolo prendeva spunto dagli ordini di servizio e dall’impiego di appartenenti al Corpo in attività diverse dai tradizionali compiti di controllo del territorio.

Tra le assegnazioni segnalate figuravano incarichi presso la segreteria del sindaco, servizi di autista, attività amministrative, Protezione Civile e altri uffici.

Occorre precisare che alcune di queste attività possono rientrare nelle attribuzioni istituzionali della Polizia Locale o essere legittimamente disposte per specifiche esigenze organizzative.

Ma il problema sollevato dalla nostra testata era un altro.

Come può un Comune che lamenta continuamente la carenza di agenti permettersi di destinare parte del personale a funzioni che potrebbero essere svolte da altre figure professionali?

Agrigento è una città nella quale il controllo del territorio appare spesso insufficiente.

Soste irregolari, occupazioni abusive di suolo pubblico, commercio non autorizzato, viabilità disordinata e numerose segnalazioni provenienti dai quartieri rappresentano problemi quotidiani.

Eppure una parte delle risorse umane disponibili viene impiegata in attività differenti dal presidio operativo delle strade.

Chi decide queste assegnazioni?

Sulla base di quali criteri?

Sono state effettuate verifiche sulla loro effettiva necessità?

Esiste una programmazione che tenga conto delle priorità del territorio?

Sono domande che ponevamo nel maggio 2025.

Oggi, nell’ottobre 2026, chiediamo al sindaco Sodano quali iniziative siano state adottate per affrontare la questione.

Perché una rivoluzione amministrativa dovrebbe cominciare proprio dall’utilizzo razionale delle risorse pubbliche.

Settembre 2025, il caso delle indennità e della gestione del personale

Il 9 settembre 2025 tornavamo sulla Polizia Locale con un secondo approfondimento dedicato alle indennità e alla gestione del personale.

Anche in quell’occasione l’analisi prendeva spunto dagli ordini di servizio e dalle differenti attività assegnate agli operatori.

Il problema riguardava soprattutto la corretta applicazione delle disposizioni contrattuali in materia di trattamento economico accessorio.

Le indennità previste per particolari servizi devono essere riconosciute esclusivamente quando ricorrono i presupposti stabiliti dalle norme e dai contratti.

Non possono dipendere da valutazioni discrezionali prive di fondamento, né essere attribuite prescindendo dalla natura effettiva delle prestazioni lavorative.

Report Sicilia non ha mai sostenuto che fossero stati necessariamente corrisposti compensi illegittimi.

Ha chiesto invece di verificare la corrispondenza tra le attività effettivamente svolte e le indennità eventualmente riconosciute.

Quali operatori percepiscono le indennità di servizio esterno?

Quali condizioni ne giustificano il pagamento?

Come vengono documentate le prestazioni?

Chi effettua i controlli?

E soprattutto, esiste un sistema uniforme che garantisca parità di trattamento tra gli appartenenti al Corpo?

La trasparenza non è un favore che l’Amministrazione concede ai cittadini.

È un obbligo che deve caratterizzare la gestione delle risorse pubbliche.

E allora chiediamo al sindaco Sodano se, dopo il suo insediamento, abbia disposto una ricognizione delle indennità e delle modalità con cui vengono riconosciute.

Se questa verifica è stata effettuata, sarebbe opportuno conoscerne gli esiti.

Se non è stata effettuata, sarebbe utile comprenderne le ragioni.

Perché la rivoluzione promessa dovrebbe riguardare anche la gestione del personale e del denaro pubblico.

Marzo 2026, il Comando di Villaseta e gli interrogativi sulla sicurezza

Il 28 marzo 2026 Report Sicilia pubblicava un terzo approfondimento dedicato alla sede del Comando della Polizia Locale di Villaseta, in via della Concordia.

Questa volta la questione riguardava la documentazione relativa all’agibilità dell’immobile e al rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza.

Un argomento sul quale non possono esistere superficialità.

Il Comando è un luogo di lavoro nel quale prestano servizio dipendenti comunali e al quale accedono cittadini.

La sicurezza degli ambienti deve essere garantita attraverso verifiche tecniche, documentazione aggiornata e rispetto delle disposizioni applicabili.

Abbiamo chiesto se fossero disponibili gli atti necessari ad attestare la regolarità della struttura.

Abbiamo chiesto se fossero state effettuate verifiche tecniche e se eventuali prescrizioni fossero state rispettate.

Non abbiamo affermato che l’immobile fosse necessariamente privo di agibilità o che esistessero condizioni di pericolo accertate.

Abbiamo chiesto che venisse fatta chiarezza.

Perché un’Amministrazione che pretende il rispetto delle norme da commercianti, imprenditori e cittadini deve essere la prima a dimostrare di rispettarle nei propri immobili.

E allora, sindaco Sodano, oggi quelle verifiche sono state effettuate?

Esiste una relazione tecnica aggiornata?

Sono disponibili le certificazioni richieste dalla normativa?

Sono stati necessari interventi?

E se sì, quali sono stati realizzati?

Non servono comunicati rassicuranti.

Servono documenti.

La sicurezza dei lavoratori non può dipendere dalle dichiarazioni politiche. Deve essere garantita attraverso atti e verifiche concrete.

Giugno 2026, arriva Sodano con la promessa della rivoluzione

L’11 giugno 2026 Michele Sodano si insedia alla guida del Comune di Agrigento.

La sua Amministrazione eredita una macchina comunale con problemi organizzativi e criticità accumulate negli anni.

Nessuno può attribuire al nuovo sindaco la responsabilità originaria di tutto ciò che non funzionava prima del suo arrivo.

Sarebbe scorretto e ingiusto.

Ma dal momento dell’insediamento il sindaco assume la responsabilità politica di affrontare quelle criticità.

E soprattutto, quando si viene eletti promettendo una rivoluzione, non ci si può limitare a spiegare che i problemi sono stati ereditati.

Bisogna dimostrare di volerli risolvere.

Sono trascorsi quattro mesi.

Un periodo certamente insufficiente per eliminare tutte le difficoltà strutturali del Comune.

Ma sufficiente per disporre verifiche, richiedere relazioni, avviare procedimenti amministrativi e presentare ai cittadini un programma di interventi.

Quali provvedimenti sono stati adottati per riorganizzare la Polizia Locale?

Quali verifiche sono state effettuate sulle assegnazioni del personale?

Quali controlli sono stati disposti sulle indennità?

Quali iniziative sono state assunte per chiarire la situazione del Comando di Villaseta?

Sono interrogativi ai quali l’Amministrazione dovrebbe rispondere con atti e risultati.

E l’ex vicesindaco Crosta, definito il migliore amministratore della storia del Comune?

C’è poi un’altra questione che merita particolare attenzione.

Nella prima Giunta Sodano, all’allora vicesindaco Crosta erano state affidate deleghe particolarmente importanti.

Tra queste figuravano Polizia Municipale, sicurezza stradale, affari generali, trasparenza, anticorruzione, personale e rapporti con il Consiglio comunale.

Un insieme di competenze che lo poneva in una posizione politica centrale rispetto alle questioni organizzative del Comune.

Il sindaco Michele Sodano ha espresso pubblicamente giudizi estremamente lusinghieri nei confronti del suo ex vicesindaco, arrivando a descriverlo, secondo quanto riportato, come il migliore amministratore della storia del Comune di Agrigento.

Un riconoscimento certamente importante.

Ma proprio per questo sarebbe interessante conoscere quali risultati concreti siano stati prodotti durante il periodo in cui Crosta ha esercitato quelle deleghe.

In circa due mesi di incarico, quali iniziative ha assunto per affrontare le criticità della Polizia Locale?

Ha richiesto una relazione sull’utilizzo del personale?

Ha promosso verifiche sulle indennità?

Ha chiesto chiarimenti sulle condizioni di sicurezza del Comando di Villaseta?

Ha avviato un percorso per rafforzare la direzione del Corpo?

Ha affrontato il problema dell’organizzazione dei servizi?

Non pretendiamo che in due mesi si potessero risolvere problemi accumulati in anni di gestione amministrativa.

Ma sarebbe legittimo conoscere quali attività siano state avviate.

Perché se un amministratore viene indicato come un esempio straordinario di capacità politica e amministrativa, i cittadini hanno il diritto di conoscere anche i risultati del suo operato.

I riconoscimenti personali appartengono alla politica.

Gli atti amministrativi appartengono alla collettività.

E sono questi ultimi che permettono di valutare concretamente l’efficacia di un incarico pubblico.

La polizia giudiziaria non può essere condizionata dalla politica

Un altro aspetto merita di essere chiarito.

Gli appartenenti alla Polizia Locale esercitano, nei limiti previsti dalla legge, anche funzioni di polizia giudiziaria.

Nell’esercizio di queste funzioni operano secondo le disposizioni dell’autorità giudiziaria.

Non spetta al sindaco o all’assessore interferire nelle indagini, condizionare le attività investigative o impartire direttive su procedimenti giudiziari.

Ma spetta all’Amministrazione garantire un’organizzazione efficiente, una corretta gestione del personale e condizioni di lavoro adeguate.

Ed è proprio su questo terreno che si misura la responsabilità politica.

Il Corpo di Polizia Locale non può diventare uno strumento personale del politico di turno.

Non può essere utilizzato per costruire consenso.

Non può essere condizionato dalle simpatie o dalle antipatie nei confronti degli operatori che applicano le norme.

E non può essere trascinato nelle contrapposizioni politiche.

La Polizia Locale deve rispondere alla legge, alle competenze istituzionali e alle disposizioni legittimamente impartite dai responsabili.

Non alle convenienze personali di chi amministra.

Il caso del vigile inflessibile e l’assenza di un comandante di ruolo

Le recenti vicende che hanno riguardato Antonio Manzella, l’agente che Report Sicilia ha definito il vigile inflessibile, hanno riportato l’attenzione sull’organizzazione interna del Corpo.

Abbiamo raccontato i controlli effettuati, le sanzioni elevate, le vicende relative alla sua assegnazione temporanea e gli interrogativi sorti intorno alla gestione dei servizi.

Abbiamo anche esaminato ordini di servizio dai quali emergono aspetti organizzativi che meritano chiarimenti.

Non intendiamo attribuire comportamenti irregolari ad alcun dipendente o dirigente.

Ma una questione rimane centrale.

Come viene garantito il coordinamento operativo di un Corpo che non dispone di un comandante di ruolo?

Quali sono le responsabilità dei diversi livelli organizzativi?

Come vengono distribuiti gli incarichi?

Come vengono autorizzate le eventuali prestazioni aggiuntive?

Quali strumenti vengono utilizzati per garantire uniformità nell’applicazione delle disposizioni?

Un Corpo di Polizia Locale non può dipendere esclusivamente dall’iniziativa e dalla professionalità dei singoli operatori.

Ha bisogno di una struttura organizzativa stabile, di una guida autorevole e di regole chiare.

Perché la legalità non deve rappresentare un’eccezione.

Deve essere la normalità.

Sodano prometteva la rivoluzione. Ma quando comincia?

Arriviamo così alla domanda che riassume tutte le altre.

Durante la campagna elettorale Michele Sodano parlava di rivoluzione.

Una parola che aveva alimentato aspettative di discontinuità rispetto al passato.

Ma la rivoluzione non si realizza attraverso gli slogan.

Non si realizza con le dirette social.

Non si realizza attraverso dichiarazioni di principio o annunci di cambiamento.

Si realizza con atti, controlli, provvedimenti e risultati.

E allora, dopo quattro mesi di amministrazione, una domanda diventa inevitabile.

Sindaco Sodano, quando comincia questa rivoluzione?

Comincia quando verrà fatta chiarezza sull’utilizzo del personale della Polizia Locale?

Quando saranno verificati i criteri di attribuzione delle indennità?

Quando saranno resi disponibili gli esiti degli accertamenti sulla sicurezza del Comando di Villaseta?

Quando il Corpo avrà una direzione stabile?

Quando saranno chiarite le responsabilità organizzative?

Oppure la rivoluzione consiste soltanto nel cambiare i nomi degli amministratori lasciando sostanzialmente irrisolti i problemi che si prometteva di affrontare?

Il sindaco continua a raccontare alla città l’attività della propria Amministrazione attraverso le sue dirette social.

Sarebbe interessante dedicare una di quelle dirette proprio alla Polizia Locale.

Non per annunciare nuovi progetti.

Ma per spiegare quali problemi siano stati affrontati, quali provvedimenti siano stati adottati e quali risultati siano stati raggiunti.

Perché quattro mesi non sono sufficienti per cambiare una città.

Ma sono sufficienti per dimostrare se esista davvero la volontà di cominciare a cambiarla.

Il rispetto per gli agenti comincia dalla buona amministrazione

Vogliamo concludere rivolgendo un riconoscimento agli uomini e alle donne della Polizia Locale di Agrigento che quotidianamente svolgono il proprio servizio tra difficoltà organizzative, carenze di personale e responsabilità spesso gravose.

A loro va il rispetto di Report Sicilia.

Ma il rispetto non può limitarsi alle dichiarazioni pubbliche.

Deve tradursi in condizioni di lavoro adeguate, sicurezza, organizzazione, valorizzazione delle competenze e applicazione imparziale delle regole.

Sono gli operatori che ogni giorno, attraverso il proprio lavoro, cercano di garantire servizi essenziali e di compensare le carenze di un’organizzazione amministrativa che necessita di risposte concrete.

Non devono essere loro a sopportare le conseguenze delle inefficienze politiche.

E soprattutto non devono essere trascinati nelle beghe della politica.

Il Corpo di Polizia Locale non appartiene al sindaco, al vicesindaco o all’assessore di turno. Appartiene alla città di Agrigento.

Michele Sodano ha promesso una rivoluzione.

Adesso deve dimostrare che quella parola non era soltanto uno slogan elettorale.

Perché Report Sicilia continuerà a chiedere risposte, a esaminare gli atti e a raccontare ciò che funziona e ciò che necessita di essere corretto.

Non per alimentare polemiche personali, ma perché la legalità e la trasparenza devono cominciare proprio dalle istituzioni.

Sindaco Sodano, la campagna elettorale è finita l’11 giugno 2026. Sono trascorsi quattro mesi. La rivoluzione promessa quando comincia?

E soprattutto, quanti altri articoli, segnalazioni e richieste di chiarimento saranno necessari prima che l’Amministrazione illustri alla città gli interventi concretamente realizzati?

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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