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Prefettura di Agrigento condannata per esclusione dalla White List di un’azienda empedoclina

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Prefettura di Agrigento condannata per esclusione dalla White List di un’azienda empedoclina. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Eventi.

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Costretta a proporre ricorso a causa del tempo eccessivo impiegato per definire l’iscrizione nelle cosiddette “white list”, un’azienda di Porto Empedocle ha ottenuto dal TAR-Sicilia di Palermo la condanna della Prefettura di Agrigento al pagamento delle spese processuali.

Il caso

Tutto inizia nel settembre del 2021, quando l’azienda  presenta alla Prefettura di Agrigento la richiesta di rinnovo della propria iscrizione nella “white list”, ovvero nell’elenco dei fornitori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa.

L’amministrazione prefettizia tuttavia  fa passare oltre due anni prima di pronunciarsi sull’istanza muovere, notificando solo nell’ottobre del 2023 un preavviso di diniego basato su semplici ipotesi indiziarie riguardanti un presunto pericolo di condizionamento.

Pertanto, l’azienda empedoclina si affida  agli avvocati Girolamo Rubino e Rosario De Marco Capizzi, i quali  presentano le opportune dovute memorie difensive e numerosi elementi a discarico per dimostrare la totale estraneità dell’impresa a dinamiche criminali.

Ma, nonostante la documentazione prodotta e le reiterate sollecitazioni dei legali, la Prefettura resta in silenzio per altri due anni, arrivando fino all’ottobre del 2025 senza concludere il procedimento.

A quel punto, vista l’inerzia dell’amministrazione a ben quattro anni dalla richiesta iniziale, i difensori  notificano una diffida formale chiedendo una decisione entro trenta giorni.

Il ricorso al Tar

Poiché anche la diffida rimane senza esito, la società empedoclina si rivolge al TAR-Sicilia di Palermo, sempre con il patrocinio degli avvocati Rubino e De Marco Capizzi, per ottenere la declaratoria di illegittimità del “silenzio inadempimento” della Prefettura.

Infatti,  chiede al giudice di accertare l’obbligo di provvedere dell’amministrazione prefettizia e di nominare, se necessario, un commissario ad acta che si sostituisca ai funzionari inadempienti.

Soltanto dopo l’avvio del ricorso al giudice amministrativo, la Prefettura   definisce finalmente il procedimento, rilasciando il rinnovo dell’iscrizione e riconoscendo formalmente l’assenza di rischi di infiltrazione mafiosa per la ditta di Porto Empedocle.

La condanna alle spese di giudizio

Sebbene l’obiettivo principale sia stato così raggiunto, i legali dell’impresa insistono affinché la Prefettura risponda dei costi causati da questa ingiustificata attesa.

Il TAR-Sicilia di Palermo  accoglie questa tesi, dichiarando cessata la materia del contendere ma condannando l’amministrazione prefettizia al pagamento di 1.500 euro per le spese legali, oltre agli accessori di legge.

La sentenza sottolinea come l’adozione del provvedimento sia avvenuta solo tardivamente e in seguito della proposizione del ricorso, penalizzando ingiustamente un’attività economica per un lunghissimo arco di tempo.

L’articolo White List: ditta empedoclina fa condannare Prefettura di Agrigento proviene da Sicilia ON Press.

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Fonte: Sicilia On Press

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