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Replica di ControCorrente a Report Sicilia: i fatti restano confermati

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Replica di ControCorrente a Report Sicilia: i fatti restano confermati. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Ci sono repliche che smentiscono una notizia e repliche che, invece, finiscono per confermarla.

Quella pubblicata da ControCorrente in risposta al nostro articolo sul primo voto del neo costituito gruppo parlamentare all’Assemblea Regionale Siciliana appartiene, a nostro avviso, alla seconda categoria.

Nel lungo commento affidato ai social si leggono accuse pesanti nei confronti di Report Sicilia: “falsità”, “notizie faziose”, “sciacallaggio”, fino ad arrivare ad attaccare personalmente l’editore della testata, sostenendo che “non si è arreso alla fine della campagna elettorale”.

Parole forti.

Ma, una volta superati gli attacchi personali, resta una domanda semplice: dove sarebbe la notizia falsa?

Il nostro articolo racconta un fatto preciso. Al primo voto all’ARS, il gruppo ControCorrente non vota contro la maggioranza ma si astiene, dopo una rettifica intervenuta immediatamente successiva alla votazione.

La replica di ControCorrente non nega questo fatto.

Anzi, lo conferma.

Scrive infatti che vi è stato un errore materiale, che la rettifica è stata effettuata subito dopo il voto e che l’astensione rappresentava una scelta politica del tutto normale perché la norma sul caro-voli era condivisibile.

È una spiegazione politica.

Legittima.

Ma è una spiegazione che non smentisce il fatto raccontato da Report Sicilia.

Ed è proprio qui che nasce la riflessione.

Un conto è contestare l’interpretazione politica di una notizia.

Altro conto è accusare un giornale di pubblicare falsità quando, nella stessa replica, si confermano gli elementi essenziali della notizia stessa.

La cronaca racconta ciò che accade.

La politica spiega perché accade.

Sono due piani diversi.

Il nostro articolo non attribuisce intenzioni, non parla di accordi nascosti e non costruisce teorie. Riferisce semplicemente ciò che è avvenuto in Aula e ciò che i cittadini hanno visto.

Se poi ControCorrente ritiene che quella scelta fosse la più corretta, è un diritto che nessuno mette in discussione.

Ma definirla una “falsità” non la trasforma automaticamente in tale.

Colpisce invece che gran parte della replica sia dedicata non ai fatti, ma all’editore di Report Sicilia.

Quando si sposta il confronto dalla notizia alla persona che dirige una testata, il rischio è quello di abbandonare il terreno del dibattito politico per entrare in quello dell’attacco personale.

Un metodo che non aiuta nessuno.

L’editore di Report Sicilia ha già risposto pubblicamente, respingendo con fermezza l’accusa di “sciacallaggio” e annunciando che, al rientro dal Nord Italia, si recherà in Questura per presentare una denuncia cautelativa affinché siano le autorità competenti a valutare le affermazioni rivolte nei confronti suoi e della testata.

È una scelta di responsabilità.

Perché quando il confronto supera il limite della critica e sfocia in accuse personali, il luogo deputato a stabilire eventuali responsabilità non sono i social network, ma le sedi istituzionali.

Report Sicilia continuerà a fare ciò che ha sempre fatto: pubblicare documenti, raccontare fatti e lasciare ai lettori la libertà di giudicare.

Le critiche fanno parte del giornalismo.

Gli insulti no.

E quando una replica, anziché demolire una notizia, ne conferma il contenuto limitandosi a rivendicarne una diversa lettura politica, saranno i lettori a stabilire chi abbia realmente raccontato i fatti.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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