Restituire i beni confiscati alla mafia alle scuole: un segnale di presenza dello Stato. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Eventi.
Cosa sta succedendo
“Quando lo Stato riesce a strappare risorse alla criminalità organizzata e le riconverte in opportunità per i ragazzi, dimostra di esserci, di vincere sul lungo periodo e di investire sul futuro invece che sul controllo repressivo – puro dichiara Aldo Mucci. È uno degli strumenti più intelligenti dell’antimafia italiana, insieme alle indagini patrimoniali e alle confische. Merita di essere difeso, velocizzato e ampliato, senza retorica ma con risultati misurabili. Il riutilizzo a fini sociali dei beni sottratti alle organizzazioni criminali rappresenta uno degli strumenti più efficaci e simbolici della lotta alla mafia. Quando uno stabile, un terreno o un’azienda un tempo simbolo di potere illecito vengono trasformati in scuole, laboratori didattici, centri di aggregazione giovanile o spazi educativi, lo Stato non solo recupera risorse, ma restituisce dignità e futuro alle comunità, soprattutto nelle aree più esposte al rischio mafioso.
È necessario – continua Mucci – però accelerare i tempi tra confisca e effettivo riutilizzo: la burocrazia non può diventare un alleato involontario delle mafie. Chiediamo al Governo, al Ministero dell’Istruzione e dell’Interno e all’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati di semplificare le procedure, potenziare i fondi per la ristrutturazione e il funzionamento di questi immobili e coinvolgere attivamente le scuole e le associazioni del terzo settore nella gestione. La lotta alla mafia si vince anche così: con i banchi di scuola al posto delle ville dei boss, con l’educazione al posto del silenzio, con la presenza costante dello Stato al posto del vuoto che le organizzazioni criminali riempiono” – conclude Mucci
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Fonte: Sicilia24h
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