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Ritorna “Ekklesia Festival”: la musica incontra l’archeologia nel nostro territorio

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Ritorna “Ekklesia Festival”: la musica incontra l’archeologia nel nostro territorio. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Eventi.

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“Promosso dall’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione Siciliana, Ekklesía Festival torna per la sua seconda edizione confermando la propria vocazione alla valorizzazione del patrimonio archeologico e culturale della Sicilia attraverso la musica, il teatro, la parola e le arti performative”.

E’ così che gli organizzatori presentano la kermesse, ecco il testo integrale del comunicato stampa:

“Il progetto collega idealmente tre grandi parchi archeologici dell’isola – Segesta, Selinunte e Lilibeo-Marsala – trasformandoli in luoghi di incontro tra memoria, paesaggio e creatività contemporanea.

Nell’ambito di Selinunte Estate 2026, Ekklesía propone tre appuntamenti speciali pensati per valorizzare il sito archeologico attraverso linguaggi artistici differenti e complementari. Tre momenti che dialogano con la luce del Mediterraneo, con l’identità siciliana e con la straordinaria forza evocativa dei templi di Selinunte.

Dal tramonto all’alba fino alla luce della sera, la musica, la poesia e il racconto contemporaneo diventano strumenti di conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva tra arte, storia e paesaggio.

Presentazione

La cultura come esperienza, il patrimonio come futuro

“La Sicilia possiede un patrimonio archeologico e culturale tra i più importanti del Mediterraneo. Ogni parco archeologico custodisce una parte della nostra storia, ma soprattutto rappresenta una straordinaria opportunità per costruire nuova conoscenza, promuovere partecipazione e rafforzare l’identità culturale della nostra comunità.

La valorizzazione del patrimonio non può limitarsi alla conservazione dei luoghi. Significa renderli vivi, favorire occasioni di incontro, di ricerca e di crescita, affinché il dialogo tra passato e presente continui a generare cultura.

In questa prospettiva si inserisce Ekklesía – Il rito delle culture, un progetto di promozione e valorizzazione dei Parchi Archeologici della Sicilia che, attraverso musica, teatro, letteratura, arti visive, laboratori e incontri, propone un nuovo modo di vivere i luoghi della memoria.

La seconda edizione conferma la validità di un percorso che interpreta i parchi archeologici non soltanto come straordinari beni da tutelare, ma come spazi dinamici nei quali il patrimonio continua a dialogare con il nostro tempo, coinvolgendo cittadini, artisti, studiosi, istituzioni e nuove generazioni.

Segesta, Selinunte e Lilibeo-Marsala diventano così luoghi nei quali la cultura si trasforma in esperienza condivisa. Luoghi nei quali il paesaggio non è semplice cornice, ma parte integrante del racconto artistico; dove ogni spettacolo, ogni concerto, ogni laboratorio e ogni incontro contribuiscono a rafforzare il legame tra memoria, identità e territorio.

Questa è la direzione che l’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana continua a perseguire: promuovere una cultura capace di coniugare tutela e valorizzazione, innovazione e tradizione, affinché il patrimonio culturale della Sicilia possa essere sempre più conosciuto, vissuto e trasmesso alle generazioni future.

Ekklesía rappresenta un esempio significativo di questa visione. Un progetto che restituisce centralità ai luoghi della cultura, promuove la qualità delle produzioni artistiche e favorisce una partecipazione consapevole, trasformando i parchi archeologici in laboratori permanenti di dialogo, conoscenza e bellezza.

A tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa edizione rivolgo il mio più sincero ringraziamento, con l’auspicio che Ekklesía continui a crescere negli anni come uno dei più autorevoli progetti culturali dedicati alla valorizzazione del patrimonio archeologico della Sicilia.”

Francesco Paolo Scarpinato

Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana — Regione Siciliana

Dichiarazione di Francesco Panasci, ideatore e direttore artistico di Ekklesía Festival

“Ci sono progetti che nascono da un’idea, altri da un’opportunità. E poi ci sono quelli che arrivano quando la vita ti chiede di fermarti, osservare e restituire qualcosa ai luoghi che ti hanno formato. Ekklesía è nato così.

Dopo molti anni trascorsi tra musica, editoria, televisione, produzione culturale e comunicazione, ho sentito che non bastava più organizzare eventi. Sentivo il bisogno di costruire qualcosa che lasciasse una traccia, non soltanto nella memoria delle persone, ma anche nei luoghi che ci accolgono.

La Sicilia racconta continuamente sé stessa: attraverso il mare, il vento, la luce, le sue città, i suoi silenzi. Ma soprattutto attraverso i suoi Parchi Archeologici, dove la storia non è mai immobile, continua a respirare e a interrogare chi sceglie di attraversarla con rispetto. Ho sempre pensato che la cultura non dovesse limitarsi a entrare in questi luoghi, ma imparare ad ascoltarli.

Per questo Ekklesía non è nato come un semplice festival, ma come un progetto permanente di promozione e valorizzazione dei Parchi Archeologici della Sicilia, dove musica, teatro, letteratura, arti visive, laboratori e incontri diventano strumenti per leggere il patrimonio culturale con uno sguardo contemporaneo. E questa seconda edizione conferma proprio questa vocazione: non un evento isolato, ma un percorso che continua a crescere.

La parola greca “ekklesía” significa assemblea: il luogo nel quale una comunità si ritrova, dialoga, prende coscienza di sé. Mi è sembrata l’immagine più autentica per raccontare ciò che immaginavo: fare di Segesta, Selinunte e Lilibeo non soltanto luoghi nei quali assistere a uno spettacolo, ma luoghi nei quali vivere un’esperienza. Perché ogni appuntamento nasce dal luogo che lo ospita. Non abbiamo chiesto agli artisti di portare uno spettacolo: abbiamo chiesto loro di ascoltare la luce che cambia durante il giorno, il vento tra le colonne, il mare, il silenzio, la memoria.

Credo che il patrimonio culturale non abbia bisogno di effetti speciali. Ha bisogno di presenza, di rispetto, di tempo. Viviamo in un’epoca che corre: Ekklesía sceglie di rallentare, invita ad ascoltare, a fermarsi, a riscoprire il valore delle relazioni, della contemplazione e della bellezza condivisa. È una scelta culturale, ma prima ancora è una scelta umana.

Se, al termine di questo percorso, qualcuno porterà con sé uno sguardo diverso su un tempio, un paesaggio, una pietra o semplicemente sul silenzio, allora Ekklesía avrà raggiunto il suo obiettivo. Perché il patrimonio più importante non è soltanto quello che ereditiamo: è quello che impariamo ad amare. Ed è soltanto ciò che amiamo che sapremo custodire e consegnare alle generazioni che verranno.”

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Fonte: quilicata.it

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