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Saviano descrive il “nemico da demolire”. Report Sicilia: «Ad Agrigento abbiamo già visto questo metodo contro Di Rosa?»

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Saviano descrive il “nemico da demolire”. Report Sicilia: «Ad Agrigento abbiamo già visto questo metodo contro Di Rosa?». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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Lo scrittore spiega il meccanismo della costruzione di un bersaglio: individuare un nemico, trasformarlo in un simbolo e ripetere messaggi semplici capaci di sostituire il confronto sui fatti. Saviano non parla di Agrigento, né di La Vardera o Sodano. Ma le sue parole pongono una domanda che Report Sicilia non può evitare: cosa è accaduto quando Giuseppe Di Rosa, durante la campagna elettorale e dopo, è diventato il bersaglio politico da associare sistematicamente a una narrazione negativa?

AGRIGENTO – A volte bisogna uscire per qualche minuto dai confini di Agrigento per comprendere meglio ciò che accade dentro Agrigento.

Lo spunto arriva da Roberto Saviano e da una lunga riflessione nella quale lo scrittore ricostruisce il rapporto con Giorgia Meloni e, soprattutto, espone quella che considera una precisa tecnica della comunicazione politica.

Chiariamo immediatamente un punto fondamentale: Saviano non parla di Giuseppe Di Rosa, Michele Sodano o Ismaele La Vardera.

Il parallelismo è nostro.

Ed è proprio partendo dalle sue parole che vogliamo rileggere alcuni passaggi della campagna elettorale agrigentina e ciò che è accaduto successivamente nei confronti dell’editore di Report Sicilia.

Saviano sostiene che per un politico intenzionato a comunicare con una platea molto vasta una delle strade più semplici sia individuare un elemento comune sul quale fare leva e, in particolare, «individuare un nemico». Descrive poi un secondo passaggio: accanto a una categoria da colpire servirebbe, secondo la sua analisi, «un simbolo da demolire», capace di diventare un catalizzatore dell’ostilità. Testo incollato

Parole che, ascoltate oggi ad Agrigento, meritano almeno una riflessione.

Prima il candidato, poi la persona

Durante la campagna elettorale Giuseppe Di Rosa non era soltanto uno dei candidati alla carica di sindaco.

Era l’avversario contro il quale si concentrò una parte rilevante dello scontro politico.

Fin qui niente di anomalo: in una competizione elettorale ci si confronta, ci si critica e ci si attacca politicamente.

La domanda nasce da come quello scontro è stato condotto.

Report Sicilia ha già ricostruito il rapporto deterioratosi con Ismaele La Vardera e gli episodi che hanno preceduto e seguito la candidatura di Michele Sodano.

E c’è un elemento che continua a ripresentarsi ancora oggi.

Quando Report Sicilia pubblica una notizia scomoda per l’amministrazione comunale o per esponenti politici che la sostengono, troppo spesso la risposta di una parte del dibattito social non riguarda il documento pubblicato, la fotografia, la delibera o il fatto contestato.

Ricompare Giuseppe Di Rosa.

«Hai perso».

«Rosichi».

«Non hai vinto le elezioni».

Come se una sconfitta elettorale potesse trasformarsi nella risposta universale a qualsiasi domanda giornalistica posta successivamente.

Il meccanismo raccontato da Saviano

È qui che la riflessione di Saviano diventa interessante.

Lo scrittore descrive un meccanismo nel quale, una volta individuato il simbolo da colpire, si costruiscono intorno ad esso affermazioni semplici, facilmente ripetibili, fino a far passare in secondo piano la complessità delle questioni raccontate. Nella sua esperienza cita accuse rivoltegli nel tempo e sostiene che, mentre lui deve studiare e documentare ciò che racconta, chi lo attacca può utilizzare formule molto più immediate. Testo incollato

Trasportiamo il metodo, non le persone e non la vicenda di Saviano, ad Agrigento.

Report Sicilia pubblica un documento?

«Di Rosa ha perso le elezioni».

Pubblica una fotografia?

«Di Rosa rosica».

Contesta una decisione amministrativa?

«È contro Sodano».

Fa una domanda?

«Non ha accettato la sconfitta».

Ma nessuna di queste frasi risponde alla domanda originaria.

Il documento è vero o falso?

La fotografia rappresenta ciò che abbiamo scritto oppure no?

L’atto amministrativo dice quello che abbiamo riportato oppure no?

È questo il punto.

Quello che accadde con La Vardera

Ed è impossibile non tornare alla vicenda di Ismaele La Vardera.

La rottura con Report Sicilia non nasce ieri.

Ha una storia.

Durante la fase politica che portò alla candidatura di Michele Sodano, il rapporto tra La Vardera e Giuseppe Di Rosa divenne progressivamente conflittuale.

Da quel momento, secondo la ricostruzione che questa testata ha già proposto, il confronto sulle questioni politiche si è progressivamente sovrapposto a quello sulla figura di Di Rosa.

La domanda che poniamo oggi non è se La Vardera abbia il diritto di criticare Di Rosa.

Naturalmente sì.

E lo stesso diritto appartiene a Michele Sodano.

La questione è un’altra: è stato costruito politicamente un bersaglio personale capace di spostare l’attenzione dalle questioni sollevate alla persona che le sollevava?

Questa è la domanda.

E sono i fatti, le dichiarazioni e la sequenza temporale degli avvenimenti che devono consentire ai lettori di formulare la propria risposta.

Poi arrivano i social

Il risultato più evidente lo vediamo ancora oggi.

Basta osservare cosa accade sotto alcuni articoli di Report Sicilia.

Abbiamo pubblicato gli screenshot.

Accanto a critiche assolutamente legittime compaiono attacchi personali, riferimenti alla candidatura, alla sconfitta elettorale, derisioni e offese.

E allora la riflessione diventa ancora più seria.

Perché quando il confronto pubblico smette di essere:

«quello che hai scritto è falso perché…»

e diventa:

«hai perso le elezioni, quindi taci»,

non stiamo più discutendo della stessa cosa.

Saviano parla anche della sproporzione del potere

C’è poi un secondo passaggio del ragionamento dello scrittore che merita attenzione.

Saviano sostiene che in democrazia debba esistere una proporzione tra chi possiede strumenti politici e chi esprime opinioni, osservando che chi ricopre ruoli politici dispone di mezzi, relazioni e capacità d’intervento che il singolo cittadino non possiede. La democrazia, nella sua lettura, deve permettere anche un’opinione radicale o sbagliata senza che chi la esprime tema conseguenze estranee al normale confronto democratico e alle responsabilità previste dalla legge. Testo incollato

Anche qui non sovrapponiamo realtà enormemente differenti.

Saviano racconta la propria esperienza nazionale e personale.

Noi parliamo di Agrigento.

Ma il principio pone una domanda locale molto semplice:

quando un sindaco, un deputato regionale, consiglieri comunali o strutture politiche rispondono a un giornale o al suo editore, esiste una responsabilità maggiore nell’uso delle parole derivante proprio dal ruolo pubblico che ricoprono?

È una domanda che vale per tutti.

Maggioranza e opposizione.

Oggi e domani.

Report Sicilia continuerà a distinguere politica e giornalismo

C’è infine una questione che qualcuno continua deliberatamente a confondere.

Giuseppe Di Rosa è stato candidato sindaco.

Ha perso le elezioni.

La competizione elettorale è terminata.

Questo non cancella Report Sicilia.

E soprattutto non trasforma automaticamente ogni articolo critico nei confronti di Michele Sodano in una vendetta elettorale.

Se un articolo contiene un errore, indicatelo.

Se un documento è stato interpretato male, dimostratelo.

Se una fotografia non corrisponde alla realtà descritta, contestatela.

Se una dichiarazione è stata riportata falsamente, chiedetene la rettifica.

Questo è il terreno sul quale siamo pronti a confrontarci ogni giorno.

Ma rispondere sistematicamente a un fatto ricordando che l’editore «ha perso le elezioni» significa parlare di altro.

La domanda che lasciamo a La Vardera e Sodano

Ed è proprio per questo che, dopo avere ascoltato Saviano, poniamo pubblicamente una domanda a Ismaele La Vardera e Michele Sodano:

avete mai riflettuto sul rischio che lo scontro politico con Giuseppe Di Rosa abbia contribuito a trasformare una persona in un bersaglio, facendo sì che ancora oggi una parte dei vostri sostenitori risponda alle inchieste e agli articoli di Report Sicilia non contestandone i contenuti, ma attaccando il suo editore?

Non attribuiamo loro intenzioni che non possiamo dimostrare.

Non diciamo che Saviano stesse parlando di loro: non lo stava facendo.

Mettiamo invece sul tavolo fatti, dichiarazioni, reazioni social e una riflessione sul funzionamento della comunicazione politica.

E lasciamo ai lettori il giudizio.

Una cosa, però, riguarda esclusivamente noi e possiamo affermarla senza interrogativi.

Report Sicilia continuerà a pubblicare.

Non importa quante volte qualcuno scriverà «avete perso».

Perché le elezioni si possono vincere o perdere.

Il diritto di fare domande al potere, invece, non scade il giorno dopo il voto.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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