Sequestro di autobotti e pozzi: 22 indagati per distribuzione d’acqua illegale nell’Agrigentino. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo
Maxi operazione delle forze dell’ordine nel territorio di Canicattì, dove la Polizia di Stato e i Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari reali e diversi decreti di perquisizione nei confronti di 22 persone, tutte di nazionalità italiana. La maggior parte degli indagati risulta già nota alle forze di polizia.
L’attività, coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento e autorizzata dal Gip del Tribunale agrigentino, rappresenta l’esito di una complessa indagine condotta tra marzo e aprile 2026 dal Commissariato di Canicattì, dalla Digos di Agrigento e dalla Compagnia dei Carabinieri locale.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, gli indagati avrebbero gestito un sistema di prelievo, trasporto e vendita di acqua destinata al consumo umano senza le autorizzazioni previste dalla normativa vigente. Le contestazioni mosse riguardano, a vario titolo, i reati di commercio di sostanze alimentari nocive e frode nell’esercizio del commercio.
L’inchiesta è partita da una serie di controlli sul territorio che avevano evidenziato la presenza costante di autobotti e cisterne impegnate nella distribuzione di acqua a privati e attività commerciali, pur in assenza dei necessari titoli autorizzativi.
Nel corso delle verifiche sono stati effettuati campionamenti e analisi da parte di personale specializzato dell’Asp. I risultati avrebbero evidenziato, in diverse occasioni, la presenza di batteri e microrganismi potenzialmente dannosi per la salute umana, spingendo gli investigatori ad approfondire ulteriormente la vicenda.
Le successive attività investigative hanno consentito di individuare due pozzi situati nel territorio di Canicattì, ritenuti le principali fonti di approvvigionamento dell’acqua distribuita. Secondo gli inquirenti, entrambi i siti sarebbero risultati privi di censimento e delle necessarie autorizzazioni amministrative e sarebbero stati utilizzati quotidianamente per il prelievo dell’acqua destinata alla successiva distribuzione.
Alla luce degli elementi raccolti, l’Autorità giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo dei mezzi impiegati per il trasporto dell’acqua, oltre che dei due pozzi individuati nel corso delle indagini.
Resta fermo che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dall’ordinamento, gli indagati devono considerarsi presunti innocenti fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità attraverso una sentenza passata in giudicato.
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Fonte: Sicilia24h
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