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Sette imprenditori di Agrigento a giudizio per frode da 3,5 milioni

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Sette imprenditori di Agrigento a giudizio per frode da 3,5 milioni. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.

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Sette imprenditori attivi nel settore del commercio di materiale elettrico dovranno affrontare il processo con l’accusa di evasione fiscale legata a un presunto sistema di fatturazioni inesistenti. Il giudice per l’udienza preliminare, Alberto Lippini, ha disposto il rinvio a giudizio: la prima udienza è fissata per il 26 ottobre davanti al giudice Manfredi Coffari, al tribunale di Agrigento.

Secondo l’impianto accusatorio, gli indagati avrebbero creato e utilizzato documenti fiscali fittizi per aumentare in modo artificiale i costi delle rispettive aziende. In questo modo, avrebbero ridotto l’utile dichiarato e, di conseguenza, l’importo delle imposte da versare, in particolare IVA e IRES.

Il meccanismo contestato si baserebbe sulla simulazione di operazioni mai avvenute, con fatture emesse per giustificare spese inesistenti. Un sistema che, sempre secondo l’accusa, avrebbe consentito di sottrarre al fisco somme rilevanti, alterando i bilanci societari.

Gli imputati sono Vincenzo Russello (61 anni, Grotte), Marialucrezia Sottile (33 anni, Racalmuto), Filippo Ferraro (76 anni, Canicattì), Salvatore Mattina (48 anni, Canicattì), Maurizio Zaffuto (55 anni, Grotte), Davide Di Gioia (47 anni, Canicattì) e Giuseppe Ricottone (35 anni, Racalmuto).

Assistiti dai loro legali, gli imprenditori avranno ora la possibilità di difendersi nel corso del dibattimento, durante il quale verranno esaminate prove e responsabilità. Sarà il tribunale, al termine del processo, a stabilire eventuali colpe o assoluzioni.

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Fonte: Sicilia24h

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