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Sodano partì per New York mentre l’allerta era già arrivata: Agrigento lasciata senza guida alla vigilia del temporale

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Sodano partì per New York mentre l’allerta era già arrivata: Agrigento lasciata senza guida alla vigilia del temporale. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

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Il primo bollettino del 17 settembre preannunciava già il giallo per la zona E. Quello del 18 confermava l’allerta anche per il 19. Il sindaco lasciò la città senza vicesindaco e capo di gabinetto: poteva davvero non sapere?

Michele Sodano partì per New York il giorno precedente al temporale che mise in ginocchio Agrigento.

Quando il sindaco lasciò la città, il quadro di criticità meteorologica non era affatto imprevedibile. La Protezione civile regionale aveva già avviato la propria sequenza di avvisi e il bollettino del 17 settembre preannunciava espressamente, per la zona E nella quale ricade Agrigento, l’allerta gialla per la giornata del 18.

Il successivo avviso del 18 settembre avrebbe poi confermato e prolungato il livello giallo anche per il 19 settembre, giorno del violento temporale.

Sodano, quindi, non partì da una città per la quale non esisteva alcuna previsione di rischio. Lasciò Agrigento mentre la Protezione civile regionale aveva già segnalato il peggioramento delle condizioni meteorologiche e avviato la fase di attenzione.

La sequenza dei bollettini bollettini_protezione_civile_17-20_settembre_2026

Report Sicilia ha riunito in un unico fascicolo i quattro avvisi regionali emanati dal 17 al 20 settembre, mantenendo integralmente i documenti originali e inserendo una scheda riepilogativa con le date e i periodi di validità.

La successione documentale è chiara.

L’avviso numero 26260, protocollo 43451, è datato 17 settembre 2026 ed era valido dalle ore 16 del 17 fino alle ore 24 del 18 settembre. Per il 18 settembre collocava la zona E in allerta gialla per il rischio meteo-idrogeologico e idraulico connesso ai temporali.

Il bollettino numero 26261, protocollo 43630, è datato 18 settembre ed era valido dalle ore 16 del 18 fino alle ore 24 del 19 settembre. La zona E risultava in giallo sia per il 18 sia per il 19 settembre.

L’avviso numero 26262, emanato il 19 settembre, riclassificava invece la zona E in verde, ma soltanto dal proprio periodo di validità, iniziato alle ore 16 dello stesso giorno. Non poteva quindi cancellare retroattivamente l’allerta gialla già comunicata con il documento precedente.

Il bollettino del 20 settembre riportava nuovamente la zona E in allerta gialla.

Quattro documenti, quattro date e una sola domanda: come è stata gestita questa successione di avvisi dal Comune di Agrigento?

Il sindaco non poteva non conoscere il quadro di rischio

Il punto politico non consiste nell’attribuire al sindaco la responsabilità di un temporale. Nessuno può impedire alla pioggia di cadere.

Il sindaco, però, è la massima autorità comunale di Protezione civile. Ha il dovere di assicurarsi che gli avvisi vengano ricevuti, valutati e diffusi e che la macchina comunale sia pronta a intervenire.

Sodano non poteva non sapere che già dal 17 settembre era stato annunciato un peggioramento e che per il 18 la zona E era stata collocata in giallo.

Prima di partire, ha chiesto agli uffici quale fosse l’evoluzione prevista?

Ha verificato il bollettino del 17 settembre?

A che ora è partito?

A che ora il Comune ha ricevuto il bollettino del 18, quello che collocava Agrigento in giallo anche per il 19?

Quando è stato protocollato?

Quando è stato trasmesso alla Protezione civile comunale, agli assessori e agli uffici competenti?

Se il sindaco era già in viaggio, chi lo ha informato?

E quali disposizioni ha impartito da New York?

Sono domande alle quali non si può rispondere mostrando soltanto il bollettino successivo, quello valido dalle ore 16 del 19 settembre e contenente la riclassificazione in verde.

Report Sicilia ha già ricostruito la differenza fra i due avvisi: il secondo documento non cancella il primo e soprattutto non spiega che cosa sia stato fatto nelle ore precedenti.

Una città senza vicesindaco e capo di gabinetto

Sodano partì lasciando il Comune in una condizione politicamente delicatissima.

Dopo le dimissioni di Giovanni Crosta non era stato ancora nominato il nuovo vicesindaco. Non risultava individuato neppure un capo di gabinetto e la Giunta, composta in larga parte da assessori alla prima esperienza amministrativa, si trovava ad affrontare un possibile peggioramento meteorologico senza una guida politica pienamente definita.

Chi ha sostituito concretamente il sindaco?

Quale assessore ha coordinato gli interventi?

Esiste un atto formale con il quale sono state attribuite le funzioni durante l’assenza di Sodano?

Chi aveva la responsabilità di convocare il Centro operativo comunale e attivare le misure previste dal piano comunale di Protezione civile?

E perché il bollettino contenente l’allerta gialla non sarebbe stato diffuso tempestivamente alla popolazione?

Il Comune non può essere lasciato in balia delle onde, in senso politico e purtroppo anche materiale, mentre il sindaco attraversa l’Atlantico.

New York era davvero una priorità?

Sodano è volato negli Stati Uniti per partecipare agli appuntamenti organizzati nell’ambito della Climate Week NYC, in programma dal 20 al 27 settembre, e al Climate Mobility Summit previsto dal 22 al 24 settembre.

Si tratta certamente di manifestazioni internazionali rilevanti. Ma la rilevanza generale di una conferenza non dimostra automaticamente che la presenza del sindaco di Agrigento fosse indispensabile.

Sodano interverrà come relatore?

È inserito nel programma ufficiale?

Parteciperà a un tavolo istituzionale oppure assisterà agli incontri come ospite?

Quali appuntamenti risultano già fissati?

Quali progetti presenterà?

Quali accordi dovrebbe concludere nell’interesse di Agrigento?

E perché era necessario partire con tanto anticipo rispetto al Climate Mobility Summit, indicato dal 22 al 24 settembre?

Secondo quanto dichiarato, viaggio e soggiorno non produrrebbero spese per il Comune. Ma conoscere chi paga è soltanto una parte della trasparenza necessaria.

Gli agrigentini devono sapere chi ha invitato il sindaco, quali spese vengono sostenute, da quale soggetto, per quanti giorni, con quale programma e per raggiungere quali obiettivi concreti.

Missione istituzionale o occasione per stare lontano da Agrigento?

Non affermiamo che il viaggio sia una vacanza. Chiediamo però che Sodano produca tutti gli atti necessari a dimostrare la natura, l’utilità e la durata effettiva della missione istituzionale.

Perché senza programma, agenda degli incontri, lettera d’invito, date precise di partenza e rientro e relazione conclusiva sui risultati, il rischio è che eventi internazionali di questo genere diventino comode occasioni per trascorrere diversi giorni lontano da Agrigento sotto la copertura formale della rappresentanza istituzionale.

Quante altre missioni sono già programmate?

Quanto tempo il sindaco intende trascorrere fuori dalla città?

Chi pagherà i prossimi viaggi?

E soprattutto: ogni volta Agrigento dovrà essere lasciata senza un vicesindaco e senza una struttura politica chiaramente individuata?

Lo hanno scelto gli agrigentini ed è giusto rispettare il risultato elettorale. Ma proprio gli elettori hanno diritto di sapere se Sodano consideri prioritaria l’amministrazione quotidiana della città oppure la costruzione di un’agenda personale fatta di conferenze, incontri e trasferte internazionali.

La responsabilità politica resta

Il temporale non si poteva impedire, ma l’allerta si poteva e si doveva leggere.

I cittadini si potevano informare.

La macchina comunale si poteva attivare.

I tombini e i valloni si potevano controllare.

Una guida politica sostitutiva si poteva formalmente individuare prima della partenza.

Sodano aveva perfino celebrato pubblicamente la programmazione della pulizia di tombini e valloni prima dell’arrivo delle piogge. Diciassette giorni dopo quelle dichiarazioni, Agrigento si è ritrovata sott’acqua.

Adesso il sindaco deve chiarire che cosa sapeva prima di partire, quando ha ricevuto gli avvisi, quali disposizioni ha impartito e chi ha lasciato al comando della città.

A New York si discute di cambiamenti climatici, resilienza e capacità delle città di affrontare gli eventi estremi.

Ad Agrigento, nel frattempo, non si è riusciti neppure a comunicare tempestivamente un’allerta gialla già contenuta nei documenti ufficiali.

È questa la contraddizione più grave: il sindaco vola dall’altra parte dell’oceano per parlare di clima mentre la sua città viene sorpresa dalla pioggia nonostante i bollettini avessero già segnalato il rischio.

Non servono fotografie da Manhattan. Servono gli atti, gli orari e le risposte.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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