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Villa “Quarto Savona Quindici”: un simbolo di legalità nella provincia di Palermo

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Villa “Quarto Savona Quindici”: un simbolo di legalità nella provincia di Palermo. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.

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Dove un tempo si esercitava il potere dell’arroganza criminale, oggi sorge un nuovo faro di speranza, inclusione e memoria.
È stata inaugurata in corso Italia 63 ad Aspra – frazione marinara di Bagheria – una villa confiscata alla mafia, destinata a diventare un centro estivo per ragazzi con fragilità.
La struttura, battezzata con il nome di “Quarto Savona Quindici”, rappresenta una vittoria tangibile dello Stato contro Cosa Nostra e un segnale di rinascita per l’intero territorio bagherese e la provincia di Palermo.
L’immobile, noto in passato come “Villa Napoli”, era stato confiscato in via definitiva alla criminalità organizzata e successivamente acquisito al patrimonio indisponibile del Comune di Bagheria.
La sua trasformazione in presidio di legalità non è solo un atto burocratico, ma un percorso di riconquista del territorio.

Grazie a un protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Interno, la Regione Siciliana e il Comune di Bagheria, l’edificio è stato oggetto di un meticoloso intervento di riqualificazione e ristrutturazione, sostenuto da un investimento complessivo di oltre 230 mila euro.
Il progetto è stato finanziato in larga parte proprio dalla Regione Siciliana.
Il restauro permette oggi di restituire alla cittadinanza un bene che per troppo tempo ha rappresentato l’ombra del malaffare.
La scelta del nome non è casuale e porta con sé un carico emotivo e storico inestimabile: “Quarto Savona Quindici” era, infatti, il nome in codice dell’auto di scorta del giudice Giovanni Falcone, tragicamente distrutta nell’attentato di Capaci del 23 maggio 1992.
La gestione della struttura è stata affidata all’associazione omonima presieduta da Tina Montinaro, vedova di Antonio Montinaro, il capo scorta del magistrato che perse la vita in quella strage insieme ai colleghi della Polizia di Stato Rocco Dicillo e Vito Schifani.
Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato le massime cariche istituzionali, a testimonianza dell’importanza dell’evento: il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Presenti, tra gli altri, il capo della Polizia Vittorio Pisani, il prefetto di Palermo Massimo Mariani e l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Bagheria, Emanuele Tornatore.

 


«Oggi è un giorno importante – ha dichiarato Renato Schifani –  perché celebriamo la riconsegna alla società civile di un immobile sottratto alla criminalità: colpire i boss nei loro interessi economici è un caposaldo della strategia di contrasto alla mafia, un insegnamento che viene da uomini come Pio La Torre e Giovanni Falcone.
“Il passo successivo – ha aggiunto – è la restituzione di questi luoghi alla comunità: un’operazione di alto valore, in quanto risarcimento concreto per il danno che la mafia ha arrecato all’intera società”.

 

 

Il presidente ha inoltre rivolto un ringraziamento particolare a Tina Montinaro.
“La ringrazio – ha detto – per la caparbietà con cui porta avanti la
difesa della memoria e la testimonianza attiva dei valori di legalità: la mia presenza e quella del ministro Matteo Piantedosi oggi simboleggiano l’impegno costante e sinergico delle istituzioni in una battaglia che ha ottenuto risultati importanti e che non può conoscere soste”.
L’intento, fortemente perseguito da Tina Montinaro e dalle istituzioni, è quello di trasformare la villa in un luogo di “memoria attiva”.
La struttura è stata concepita per ospitare un centro estivo dedicato ai ragazzi con fragilità, capovolgendo il significato di un bene che era un tempo simbolo del potere mafioso, ora votato all’inclusione, all’educazione alla legalità e al supporto per le fasce più deboli della comunità.
Lo spazio si pone l’obiettivo di educare le giovani generazioni, rendendo i ragazzi protagonisti di un percorso in cui la cultura della legalità non è solo un concetto astratto, ma una pratica quotidiana.
A margine dell’evento, il presidente Renato Schifani e il ministro Matteo Piantedosi hanno tenuto un incontro bilaterale focalizzato sui temi della sicurezza, confermando l’attenzione costante dello Stato al territorio siciliano.
L’inaugurazione della struttura è dunque il primo passo di una missione che guarda al futuro, trasformando le ferite del passato in opportunità di crescita collettiva.

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Fonte: Report Sicilia

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