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Favara e Agrigento accolgono la quinta edizione del Festival delle Arti Contemporanee

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Favara e Agrigento accolgono la quinta edizione del Festival delle Arti Contemporanee. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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La quinta edizione del DOT – Festival delle Arti Contemporanee, a cura di Yard44, inaugura un nuovo capitolo della sua ricerca artistica e territoriale. Nato all’interno di Palazzo Cafisi a Favara, il festival si è trasformato negli anni in un organismo diffuso, capace di attraversare luoghi, comunità e linguaggi. L’edizione 2026 consolida questa traiettoria, articolandosi tra Favara e Agrigento e attivando un dialogo diretto con l’ex Carcere di San Vito, oggi parte del progetto di rigenerazione urbana di Farm Cultural Park.

Il tema di quest’anno, “Cose che resistono / What still stands”, indaga la materia e le sue trasformazioni: ciò che permane, ciò che si incrina, ciò che continua a generare presenza. Un percorso che mette in relazione pratiche artistiche differenti, accomunate da un’attenzione al gesto, alla fragilità, alle tensioni che abitano gli oggetti e gli spazi.

Primo Atto — Palazzo Cafisi, Favara
25–26–27–28 giugno 2026 – Vernissage ore 18:00 con selezione musicale di Radio Beirut

Il festival apre con la solo exhibition di Roberto Caccamo, che trasforma il piano inferiore di Palazzo Cafisi in un ambiente attraversato da micro-azioni, attriti e dispositivi instabili. Oggetti domestici, utensili e materiali comuni vengono ricombinati in strutture che producono movimenti minimi e rumori imprevisti, introducendo il tema dell’edizione attraverso una riflessione sulla vitalità nascosta delle cose.

Gli spazi adiacenti ospitano DOT Collective Exhibition, con opere di Carmelo Nicotra e Giacomo Valvo. Le installazioni ampliano il campo visivo aperto da Caccamo, costruendo un ecosistema di forme e linguaggi che si stratificano nello spazio del palazzo.

Secondo Atto — Padiglione Etere, Ex Carcere di San Vito, Agrigento
Dal 5 luglio 2026

Il secondo atto segna la riapertura dell’ex Carcere di San Vito, dopo mesi di lavori e riorganizzazione, restituendo continuità al grande progetto di rigenerazione urbana di Farm Cultural Park. Le celle del Padiglione Etere accolgono le opere di Alice Chisari, Arianna Li Volsi, Cawa & Son e Serena Etiopia, in un percorso che attraversa identità, corpo, ritualità, memoria e tensione. Una live performance di Kirø accompagnerà la serata.Il Padiglione rimarrà visitabile nei mesi successivi, configurandosi come un presidio espositivo stabile, in continua evoluzione.

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Fonte: Grandangolo Agrigento

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