Al momento stai visualizzando Nuovo arresto nell’inchiesta antimafia per estorsione legata a un delitto mai avvenuto

Nuovo arresto nell’inchiesta antimafia per estorsione legata a un delitto mai avvenuto

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Cronaca
  • Commenti dell'articolo:0 commenti

Nuovo arresto nell’inchiesta antimafia per estorsione legata a un delitto mai avvenuto. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 2 min

Un nuovo arresto nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo su una presunta estorsione collegata a un progetto di omicidio rimasto sulla carta. I carabinieri del Nucleo investigativo di Agrigento hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a un 58enne di Favara, già detenuto per altri procedimenti.

Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale del Riesame di Palermo in seguito all’accoglimento, da parte della Corte di Cassazione, del ricorso presentato dalla Procura. L’uomo è ritenuto coinvolto nella stessa vicenda che, nei mesi scorsi, aveva già portato all’arresto di un altro indagato.

Secondo l’ipotesi accusatoria, i due avrebbero tentato di recuperare con minacce e intimidazioni una somma di circa seimila euro da un uomo residente in Germania. Gli investigatori ritengono che quel denaro rappresentasse il saldo di un compenso concordato per l’esecuzione di un omicidio che non sarebbe mai stato portato a termine.

Le pressioni sulla presunta vittima sarebbero state esercitate attraverso telefonate e messaggi dai toni minacciosi, modalità che per gli inquirenti configurerebbero un’azione caratterizzata dal metodo mafioso.

L’indagine si inserisce nel filone investigativo legato all’omicidio di Giuseppe Adorno, assassinato e successivamente dato alle fiamme nelle campagne di Montaperto nell’estate del 2009. Al centro delle verifiche degli investigatori vi sarebbe un presunto piano di vendetta nei confronti di Giuseppe De Rubeis, condannato per quel delitto e tornato in libertà dopo avere scontato la pena.

Nel corso delle precedenti fasi dell’inchiesta era emerso anche il ritrovamento di una pistola con matricola abrasa, munizioni e una maschera raffigurante Salvador Dalì, materiale che gli investigatori considerano compatibile con il progetto criminale mai concretizzato. Per la detenzione dell’arma era già intervenuta una condanna attraverso patteggiamento.

Le indagini proseguono per chiarire ruoli e responsabilità dei soggetti coinvolti nella vicenda.

Leggi anche: Altre notizie su Cronaca

Fonte: Sicilia24h

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

Lascia un commento