AICA sotto accusa: 200 mila utenze abusive e bilanci in crisi. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.
Cosa sta succedendo

AGRIGENTO – Quando i numeri cambiano a seconda di chi li racconta, il rischio è che a perdere credibilità non siano soltanto le dichiarazioni, ma l’intero sistema.
È quanto accaduto durante una trasmissione di RAI Tre, dove una funzionaria di AICA avrebbe parlato di circa 200 mila utenze non regolarmente allacciate alla rete idrica, aggiungendo che un’ulteriore parte della popolazione si rifornirebbe attraverso il servizio autobotti.
Un’affermazione che ha immediatamente suscitato perplessità.
Perché se quei numeri fossero reali significherebbe che praticamente quasi tutte le utenze servite da AICA sarebbero irregolari o prive di contratto.
Una conclusione che appare difficilmente conciliabile con i dati demografici e statistici ufficiali.
I dati ISTAT raccontano un’altra realtà
Secondo i dati demografici ufficiali, la provincia di Agrigento conta 413.177 residenti distribuiti in 43 comuni.
Di questi, circa 67.800 abitanti risiedono nei comuni che non fanno parte del perimetro gestionale di AICA perché dotati di autonomia idrica.
La popolazione effettivamente servita dal gestore provinciale scende quindi a circa 345 mila abitanti.
Assumendo una composizione media di quattro persone per nucleo familiare, le utenze domestiche principali sarebbero poco più di 86 mila.
A queste vanno aggiunte le seconde case.
Le statistiche disponibili stimano infatti che in provincia di Agrigento circa il 40% del patrimonio abitativo sia costituito da abitazioni non occupate stabilmente, comprendendo seconde case, case vacanza e immobili utilizzati stagionalmente.
Anche considerando tali immobili, il numero complessivo delle possibili utenze domestiche si attesterebbe intorno alle 140 mila.
Le imprese
Secondo i dati della Camera di Commercio, sul territorio provinciale risultano operative oltre 39 mila imprese tra attività commerciali, artigianali, agricole, professionali e società.
Anche ipotizzando che tutte siano dotate di una propria utenza idrica – circostanza non sempre verificabile perché alcune condividono la fornitura con altre attività o con condomini – il numero complessivo teorico delle utenze arriverebbe intorno alle 180 mila.
Un dato che rimane comunque inferiore alle 200 mila utenze indicate durante la trasmissione televisiva.
Da qui nasce l’interrogativo.
Su quali basi è stato indicato quel numero?
Si tratta di utenze?
Di immobili?
Di richieste di allaccio?
Di contratti?
Oppure di una semplice stima?
Un problema che Report Sicilia denuncia da tempo
Non è la prima volta che Report Sicilia evidenzia criticità nella rappresentazione dei dati da parte di AICA.
Negli ultimi mesi questa testata ha pubblicato numerose inchieste sulla situazione economico-finanziaria della società, mettendo in luce elementi documentali che parlano di bilanci approvati con forte ritardo, rilievi degli organi di controllo, esposizioni debitorie verso Siciliacque e fornitori, contabilità non sempre aggiornata e difficoltà nel rappresentare in maniera puntuale la reale situazione patrimoniale.
La stessa vicenda del debito accumulato verso Siciliacque – che ha richiesto più interventi della Regione Siciliana, fino all’operazione finanziaria che ha consentito di scongiurare il blocco della fornitura – dimostra come il problema principale di AICA non sia mai stato soltanto l’approvvigionamento dell’acqua, ma anche la sostenibilità economica della gestione.
I numeri devono essere verificabili
In una società che gestisce un servizio pubblico essenziale, ogni dato diffuso dovrebbe essere facilmente verificabile e supportato da documentazione tecnica.
Per questo motivo sarebbe opportuno che AICA chiarisse pubblicamente cosa rappresenti esattamente la cifra delle “200 mila utenze”.
Perché se si tratta di contratti attivi, il dato sembrerebbe difficilmente conciliabile con i dati demografici della provincia.
Se invece si riferisce ad altro, sarebbe utile precisarlo.
La trasparenza passa anche dalla precisione dei numeri.
Non è una questione statistica
Qualcuno potrebbe liquidare la vicenda come una semplice disputa sui dati.
In realtà non è così.
Le cifre diffuse da una società pubblica incidono sulle valutazioni economiche, sulle scelte politiche, sui piani industriali e perfino sulle decisioni della Regione Siciliana chiamata, più volte negli ultimi anni, a intervenire con risorse pubbliche per evitare il collasso del sistema.
Ed è proprio per questo che i numeri non possono essere approssimativi.
Perché un dato errato rischia di produrre decisioni errate.
E quando si parla di acqua, di bilanci pubblici e di milioni di euro, l’approssimazione non dovrebbe trovare spazio.
Dopo anni di emergenze, debiti, salvataggi finanziari e continui interventi regionali, cittadini e sindaci hanno diritto a conoscere dati certi, verificabili e coerenti.
Leggi anche: Altre notizie su Cronaca
Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

