La frattura di La Vardera nel campo largo potrebbe influenzare Agrigento. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Quello che è accaduto a Palermo non è soltanto una vicenda destinata a cambiare gli equilibri della politica regionale. Potrebbe avere ripercussioni dirette anche su Agrigento, dove il sindaco Michele Sodano governa grazie ad una coalizione che, di fatto, rappresenta la trasposizione locale del cosiddetto “campo largo”.
L’immagine restituita dalla giornata politica siciliana è quella di un’alleanza tutt’altro che compatta.
Mentre i leader regionali di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra, Italia Viva e delle altre forze progressiste erano riuniti al Centro Pio La Torre di Palermo per iniziare a costruire il percorso verso le prossime elezioni regionali, il deputato regionale Ismaele La Vardera ha scelto una strada completamente diversa.
Non ha partecipato al vertice.
Ha preferito una diretta social dall’aeroporto di Catania, ironizzando sul “campo largo, larghissimo, extra large”, per poi annunciare un’operazione politica destinata a far discutere: l’ingresso nel suo movimento Controcorrente dei deputati regionali Carlo Gilistro e Jose Marano, entrambi eletti nelle liste del Movimento 5 Stelle.
Uno “strappo” che, secondo quanto riportato oggi dal quotidiano La Sicilia, avrebbe provocato irritazione proprio tra gli alleati, tanto che nelle chat interne sarebbe rimbalzata una domanda tanto semplice quanto significativa: “E questo sarebbe un alleato?”
Agrigento rischia di diventare il primo banco di prova
La vicenda assume un significato particolare se la si osserva con gli occhi della politica agrigentina.
Michele Sodano è stato eletto grazie ad una coalizione nella quale convivono Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Italia Viva, Alleanza Verdi Sinistra e proprio Controcorrente, il movimento guidato da Ismaele La Vardera.
Una coalizione che ha funzionato nella fase elettorale ma che, inevitabilmente, risente degli equilibri regionali.
Se il rapporto tra La Vardera e il resto del campo progressista dovesse incrinarsi definitivamente anche in Sicilia, sarebbe difficile immaginare che tutto possa rimanere immutato ad Agrigento.
Il vero problema è dentro il Consiglio comunale
Più ancora della Giunta, il banco di prova sarà il Consiglio comunale.
Ed è proprio qui che emergono i numeri.
La maggioranza politica che sostiene Michele Sodano può contare, allo stato attuale, su appena cinque consiglieri comunali.
Dall’altra parte, invece, il centrodestra dispone di diciannove consiglieri, un numero che gli consente, se unito, di determinare l’esito di qualsiasi deliberazione.
È una situazione politica che rende il sindaco estremamente esposto.
I provvedimenti più importanti che arriveranno nei prossimi mesi – dal bilancio agli equilibri finanziari, passando per il Documento Unico di Programmazione e gli altri atti strategici – avranno bisogno di una maggioranza certa.
Ed è qui che la frattura del campo largo potrebbe trasformarsi in un problema concreto per Palazzo dei Giganti.
La domanda che inizia a circolare
Se il centrosinistra dovesse dividersi anche ad Agrigento, una domanda diventerebbe inevitabile.
Con chi approverà gli atti il sindaco Michele Sodano?
I numeri del Consiglio sembrano lasciare poche alternative.
O la maggioranza rimarrà politicamente compatta nonostante le tensioni regionali, oppure il sindaco sarà costretto a cercare, provvedimento dopo provvedimento, i voti necessari tra i banchi dell’opposizione.
Non si tratterebbe necessariamente di un accordo politico stabile. Potrebbero bastare convergenze su singoli provvedimenti o intese occasionali. Ma sarebbe comunque un cambio di scenario rispetto alla narrazione di una maggioranza autosufficiente.
Il centrodestra attende
Per il momento il centrodestra osserva.
Con diciannove consiglieri ha i numeri per incidere sull’attività amministrativa e, se dovesse mantenere compattezza, potrebbe diventare interlocutore indispensabile per l’approvazione degli atti più delicati.
Da qui nasce l’interrogativo politico che inevitabilmente accompagnerà i prossimi mesi: Michele Sodano sarà costretto ad aprire un dialogo con quel centrodestra che fino a poche settimane fa rappresentava l’alternativa al suo progetto politico?
È ancora presto per dirlo.
Ma una cosa appare evidente: ciò che sta accadendo a Palermo potrebbe non fermarsi ai confini dell’Assemblea Regionale Siciliana. Se la frattura nel campo largo dovesse consolidarsi, Agrigento rischia di diventarne uno dei primi laboratori politici, con un sindaco chiamato a governare un Consiglio nel quale, oggi, i numeri non sono dalla sua parte.
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Fonte: Report Sicilia
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