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Agrigento – Il grido catartico di “Anime”: sulla scalinata della Chiesa Madre di Favara la memoria che sfida la mafia

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Il grido catartico di “Anime”: sulla scalinata della Chiesa Madre di Favara la memoria che sfida la mafia

Il 16 luglio la pièce teatrale di Antonella Morreale diretta dalla stessa e da Franco Sodano anticipa le commemorazioni per il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta. Un cast corale per dare voce a chi è stato “zittito” dalla violenza mafiosa.

Dopo aver toccato le corde più intime del pubblico in svariate e suggestive cornici ed aver calcato palcoscenici di rilievo nazionale – con repliche di grande successo a Roma nel prestigioso Teatro Ghione – la pièce teatrale nata dalla penna della vulcanica Antonella Morreale si appresta a vivere una nuova, intensa notte di memoria ed impegno civile.

Giovedì 16 luglio, alle ore 20:30, la monumentale scalinata della Chiesa Madre di Favara si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto per ospitare “ANIME”, libero adattamento tratto dall’opera originale “Anime che si chiamano” di Antonella Morreale.

L’evento, patrocinato dal Comune di Favara, rappresenta un momento di profonda riflessione comunitaria ad ingresso libero. La produzione è firmata dalla Compagnia Teatrale “Arcobaleno” (con sedi a Favara e Roma), collaborata dall’area Padre Pino Puglisi del Consiglio Pastorale Cittadino (CPC), moderata da Lilia Alba che ha scritto il breve monologo iniziale.

La scelta della data non è affatto casuale. Andando in scena il 16 luglio, lo spettacolo si inserisce nel cuore delle celebrazioni per l’anniversario della strage di Via D’Amelio, avvenuta il 19 luglio 1992. Sul sagrato della Chiesa Madre di Favara, la memoria del giudice Paolo Borsellino, della sua scorta e quella di tutte le vittime innocenti di mafia non sarà una semplice rievocazione nostalgica, ma un atto di resistenza culturale vivo e vibrante, pensato per scuotere le coscienze a ridosso di una delle date più dolorose e simboliche della storia d’Italia.

Come ricordava Seneca, “Lieve è il dolore che parla, il grave è muto”. Con questo lavoro, Antonella Morreale ha voluto squarciare la coltre di silenzio, dando finalmente voce al dolore sordo delle vittime e dei loro familiari, vittime “indirette”. Sul palco non saliranno fantasmi, ma “anime”: il pensiero vivo, i valori e le speranze di chi, in modo diversificato, ha sacrificato la propria vita sull’altare della giustizia e che continua a parlare alla nostra società, in particolare alle nuove generazioni.

Per questo atteso appuntamento, la regia è curata congiuntamente da Antonella Morreale e Franco Sodano, i quali hanno saputo orchestrare un impianto scenico capace di fondere il piano reale e quello surreale in un velo sottilissimo, guidando gli spettatori in un turbinio di emozioni palpabili.

La serata sarà presentata da Lilia Alba e vedrà la partecipazione straordinaria di Don Nino Gulli, arciprete di Favara nonché presidente del CPC.

Le suggestioni poetiche e drammatiche della narrazione saranno scandite e valorizzate dalle note del musicista Gioacchino Marrella, mentre la complessa macchina del dietro le quinte sarà coordinata dalla direttrice di scena Virna Paolocà.

Sul palcoscenico un ricco e appassionato cast di interpreti:

Carmelo Capodici, Laura Pompeo, Franco Sodano, Annalisa Di Salvo, Lillo Pecoraro, Antonella Sorce, Maria Sala, Gaetano Giammusso, Teresa Cinque, Ignazio Enrico Marchese, Oriana Paoloca’, Giusi Urso, Maria Abate, Melinda Vella, Selene Bosco, Maria Dulcetta, Rosaria Cavaleri, Stefania Ferrante e Fabio Piscopo.

Un ruolo di toccante centralità  e  affidato alla sezione “I Piccoli”, che vedrà  sul palco i giovanissimi Nicola Milioto, Giuseppe e Ilaria Bontà , Manuela Pecoraro e Antonio Salvaggio, a testimoniare come il testimone della memoria debba essere raccolto innanzitutto dal futuro della nostra terra.

L’appuntamento è quindi per il 16 luglio alle 20:30 a Favara: una notte per non dimenticare, per commuoversi e, soprattutto, per rinnovare una promessa ed un impegno collettivi di legalità e speranza.

Locandina:

 

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Fonte: Sicilia On Press

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