Agrigento – “Ho sete”: La riflessione del Professor Pasquale Seddio sul caso Maddalusa richiama tutti al senso di umanità. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Sul dramma che da settimane coinvolge le famiglie di Maddalusa, private dell’acqua e alle prese con una situazione che continua ad alimentare tensioni sociali e istituzionali, arriva una riflessione che si allontana volutamente dalla polemica politica per richiamare un principio molto più profondo: quello dell’umanità.
A pubblicarla sul proprio profilo Facebook è stato il professor Pasquale Seddio, che ha scelto di partire da una delle parole più intense del Vangelo, uno dei sette gridi pronunciati da Gesù sulla Croce: “Ho sete”.
Un’espressione che, nel contesto dell’emergenza vissuta da decine di cittadini di Maddalusa, assume inevitabilmente un significato ancora più forte.
Il professore non indica responsabili né formula accuse. Rivolge invece un appello a quanti oggi ricoprono ruoli pubblici o esercitano responsabilità istituzionali, ricordando che prima ancora del potere e delle competenze amministrative vengono l’umiltà, la lucidità e la capacità di agire.
“Al di sopra di tutto si chiede alle persone, specie se ritenute potenti, se più dotati, se ricoprono incarichi pubblici, si chiede loro umiltà, lucidità e capacità di azione conservando il senso del proprio limite, del proprio dovere di servizio agli altri.”
Una riflessione che arriva mentre la vicenda di Maddalusa continua a rappresentare una delle emergenze più delicate della provincia di Agrigento, con famiglie che chiedono semplicemente di poter accedere a un bene essenziale come l’acqua.
Seddio invita a riflettere sul significato del servizio pubblico e sul valore della memoria.
Ricorda come la storia abbia consegnato all’oblio coloro che hanno esercitato il potere dimenticando i propri limiti, mentre continua a custodire l’esempio di chi ha saputo vivere con altruismo, accettando anche il sacrificio personale e mettendo al centro il bene della comunità.
Ma il passaggio probabilmente più significativo della sua riflessione riguarda il rapporto con l’altro.
Per il professore, una comunità può definirsi davvero tale soltanto quando ciascuno riconosce nell’altro una persona, non un ostacolo, non un problema da gestire, ma qualcuno la cui esistenza è indispensabile anche per dare senso alla propria.
“È importante prendere atto di ciò che implica il riconoscimento dell’altro: non solo del suo diritto a esistere ma anche della necessità che esista perché possa esistere io, in relazione con lui.”
Parole che, lette alla luce della vicenda di Maddalusa, sembrano trasformarsi in un invito a non perdere di vista il volto umano dell’emergenza.
Dietro atti amministrativi, ordinanze, verifiche tecniche e contrapposizioni politiche ci sono persone, famiglie, anziani e bambini che vivono ogni giorno una situazione di estrema difficoltà.
La riflessione del professor Pasquale Seddio si conclude con un auspicio che, oggi più che mai, assume il valore di un appello rivolto all’intera comunità:
“L’auspicio è che ciascuno riesca a viverla pienamente con lucidità e grande senso di responsabilità per affrontare le difficilissime sfide che abbiamo davanti a noi. Senza paura e, soprattutto, a qualsiasi costo! Prima di tutto proviamo a restare umani.”
Un messaggio che supera gli schieramenti politici e le appartenenze istituzionali e che richiama tutti – amministratori, tecnici, cittadini e rappresentanti delle istituzioni – a una responsabilità che viene prima di ogni altra: quella di non dimenticare mai che, dietro ogni emergenza, ci sono esseri umani.
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Fonte: Report Sicilia
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