Agrigento – L’avvocato Cardella su Maddalusa: “Gli enti locali installano o mantengono attive autobotti comunali o fontane pubbliche di emergenza”. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Sulla delicatissima vicenda delle abitazioni in contrada Maddalusa senz’acqua, interviene l’avvocato Gaetano Cardella di Licata, molto ferrato sul tema e per questo desideroso di offrire il proprio contributo al dibattito. Ecco il testo della nota stampa fattaci pervenire: “Dal vertice in Prefettura svoltosi nei giorni scorsi per affrontare la delicata vicenda dell’emergenza idrica che interessa l’agglomerato di Maddalusa invece di risolvere il problema si apprende che la situazione precipita. Eppure ai vertici abbiamo un Prefetto bravo, disponibile e preparato. Un sindaco super attivo che vuole affrontare tutte le emergenze con determinazione, un Procuratore della Repubblica, persona seria, competente e disponibile: pronta a suggerire soluzioni finalizzate nello spirito di valutare il problema emergenziale della ACQUA del rispetto della legge. Però il problema degli abitanti di Maddalusa è veramente drammatico. Io da bambino negli anni 60 ho vissuto il dramma della sete in in paese come Licata dove l’acqua arrivava ogni 30 giorni. Quei tempi devono essere solo un ricordo e basta. Io ho cercato delle soluzioni, per alleviare le sofferenze di quei cittadini che soffrono e non si riesce a risolvere il problema. Questa è la mia proposta:
La fornitura d’acqua in zone con immobili abusivi – scrive Cardella – crea un aspro conflitto tra la tutela della salute pubblica e il rispetto delle normative urbanistiche. Dal punto di vista legale e di ordine pubblico, la gestione della questione richiede interventi mirati ed equilibrati. Come Affrontarlo: Quadro Generale:
Diritto alla Salute vs. Vincoli Urbanistici: Da un lato, il diritto all’acqua potabile è un diritto umano fondamentale strettamente connesso alla vita e alla salute. Dall’altro, in aree sottoposte a inedificabilità assoluta (come la fascia costiera o zona A, la legge vieta espressamente la stipula di contratti di fornitura idrica.
Reato di Furto d’acqua: Realizzare allacci abusivi alle condutture pubbliche configura un reato (furto aggravato) perseguibile penalmente.
Le Soluzioni Adottate e il Bilanciamento
La gestione di questa problematica avviene solitamente attraverso un percorso istituzionale ben preciso:
1. Tavoli Prefettizi e coinvolgimento delle Istituzioni: Quando si creano tensioni sociali o
rischi igienico-sanitari, la prassi prevede l’apertura di un tavolo tecnico presso la Prefettura, con il coinvolgimento di Forze dell’Ordine, Sindaci, Magistratura e il Gestore del Servizio Idrico.
2. Fontane e Punti di Approvvigionamento Controllati: Laddove non è possibile procedere
con contratti di utenza privata a causa dell’abusivismo, gli enti locali installano o mantengono attive delle autobotti comunali o delle fontane pubbliche di emergenza. Questo garantisce l’approvvigionamento per fini igienico-sanitari e domestici, evitando il pericolo di emergenze sanitarie, pur mantenendo un controllo pubblico.
3. Provvedimenti Straordinari (Ordinanze Sindacali): In casi di grave rischio sanitario, il
Sindaco può emettere ordinanze contingibili e urgenti per garantire il minimo vitale,
imponendo al contempo sanzioni severe contro chi preleva abusivamente l’acqua per
riempire piscine o irrigare terreni.
Azioni Amministrative Consigliate
Per affrontare l’ordine pubblico, le amministrazioni e i gestori del servizio idrico integrato (come ad esempio AICA per la provincia di Agrigento) implementano queste azioni:
Monitoraggio della rete: Rilevare e rimuovere tempestivamente gli allacciamenti illegali
che causano cali di pressione a scapito degli utenti in regola.
Regolarizzazione Straordinaria: Verificare se gli immobili sono oggetto di pratiche di
sanatoria pendenti da decenni. In alcuni casi, la legge regionale o nazionale potrebbe
prevedere deroghe temporanee per allacci provvisori per motivi umanitari.
Presidio del territorio: Attività di vigilanza della Polizia Municipale per prevenire
disordini e garantire che i punti di approvvigionamento di emergenza vengano utilizzati
nel rispetto della legalità e del quieto vivere.
Abbandoniamo l’idea di perseguitare quei cittadini che soffrono il dramma della sete con
il controllo sulle loro costruzioni se risultano o sono abusive: Ci saranno tempi migliori per affrontare anche questo problema”.
Queste le proposte dell’avvocato licatese che si rivolge alle istituzioni preposte, al fine di assicurare l’acqua a tutti, non solo ai cosiddetti “fragili”.
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Fonte: Report Sicilia
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