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Agrigento – Autodromo di Racalmuto, revocata la confisca: la Corte d’Appello restituisce impianto e quote societarie

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Agrigento – Autodromo di Racalmuto, revocata la confisca: la Corte d’Appello restituisce impianto e quote societarie. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Eventi.

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La Corte d’Appello di Palermo ha disposto la revoca della confisca che aveva colpito l’autodromo di Racalmuto e le quote della Program Group, la società proprietaria dell’impianto, stabilendone la restituzione ai legittimi soci.

La decisione è stata assunta dalla quinta sezione della Corte, presieduta da Raffaele Malizia, nell’ambito del procedimento di prevenzione patrimoniale collegato alla maxi confisca da 120 milioni di euro nei confronti dell’imprenditore racalmutese Calogero “Lillo” Romano, condannato in via definitiva a sei anni e sei mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.

Secondo i giudici, non è stato dimostrato che nella Program Group siano confluiti capitali provenienti dalle attività imprenditoriali ritenute riconducibili alla criminalità organizzata. La Corte ha inoltre escluso la presenza del requisito della sproporzione tra i beni posseduti e le risorse economiche lecitamente disponibili, elemento indispensabile per confermare la misura di prevenzione.

La sentenza riforma solo in parte il precedente provvedimento. Restano infatti confermate le confische di numerose aziende, immobili, conti correnti e veicoli riconducibili a Romano, mentre viene meno il provvedimento che aveva interessato la società proprietaria del circuito automobilistico.

Accolta, su questo punto, la linea difensiva sostenuta dall’avvocato Lillo Fiorello, legale dei soci della Program Group. La Procura generale aveva invece chiesto la conferma della confisca di tutti i beni sequestrati, sostenendo che anche la società dell’autodromo fosse stata alimentata con risorse derivanti dall’attività illecita contestata all’imprenditore.

Nelle motivazioni, la Corte distingue la posizione della Program Group da quella delle imprese operanti nei settori dell’edilizia e della produzione di calcestruzzo riconducibili a Romano, per le quali resta confermato il collegamento con l’attività mafiosa e, di conseguenza, il mantenimento delle misure patrimoniali.

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Fonte: Sicilia24h

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