Mosella, tra prestanome, antimafia e appalti: La Procura scrive oggi ciò che Report Sicilia denunciava già nel dicembre 2025. Ma il tempo stringe e Agrigento rischia di perdere il finanziamento. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

AGRIGENTO – Mentre l’inchiesta giudiziaria continua ad allargarsi e il quadro investigativo diventa sempre più complesso, sulla strada Mosella resta un’altra emergenza che rischia di passare in secondo piano: il tempo.
Perché, se da un lato la Procura della Repubblica di Agrigento continua a fare il proprio lavoro per accertare eventuali responsabilità, dall’altro la città rischia concretamente di perdere il finanziamento destinato alla riqualificazione dell’importante arteria stradale se l’opera non verrà completata entro il 31 dicembre 2026.
Una corsa contro il tempo che oggi dovrebbe rappresentare una priorità assoluta per il Comune di Agrigento.
l’ultima ricostruzione della Procura
L’ultimo approfondimento pubblicato da Grandangolo Agrigento aggiunge nuovi particolari a un’inchiesta che, giorno dopo giorno, assume contorni sempre più ampi.
Secondo quanto emerge dagli atti richiamati nell’articolo, la società Andiva Srl sarebbe stata costituita nel dicembre 2024 e, appena due mesi dopo, si sarebbe aggiudicata l’appalto milionario della Mosella.
Per la Procura, quella società sarebbe stata creata appositamente e intestata formalmente a soggetti ritenuti prestanome con il duplice obiettivo di partecipare alla gara insieme ad altre imprese riconducibili agli stessi imprenditori e di superare le criticità legate ai controlli antimafia e all’iscrizione nella cosiddetta “white list”.
Il Gip Giuseppe Miceli, accogliendo in parte la richiesta della Procura, ha disposto misure cautelari nei confronti di alcuni degli indagati, mentre per altri ha rigettato la richiesta. Le accuse dovranno naturalmente essere verificate nel corso del procedimento e tutti gli indagati devono essere considerati innocenti fino a sentenza definitiva.
Report Sicilia lo scriveva già a dicembre 2025
Per chi segue questa vicenda fin dall’inizio, però, molti degli elementi che oggi emergono dagli atti giudiziari non rappresentano una sorpresa.
Già nel dicembre 2025, Report Sicilia aveva acceso i riflettori sulla gara della Mosella, ponendo interrogativi sulla procedura di affidamento, sui soggetti coinvolti, sui rapporti tra le imprese partecipanti e sul sistema degli appalti pubblici che ruotava attorno a quella gara.
In quei mesi, quando quasi nessuno parlava della Mosella, Giuseppe Di Rosa scriveva e sosteneva pubblicamente che quella gara non fosse un episodio isolato, ma potesse rappresentare uno dei tasselli di quello che aveva definito il “Sistema Agrigento”.
Una definizione che allora venne liquidata da molti come una semplice ricostruzione politica e giornalistica.
Oggi, leggendo le contestazioni formulate dalla Procura della Repubblica e i provvedimenti del Gip, è evidente come numerosi interrogativi sollevati da Report Sicilia trovino riscontro nelle ipotesi investigative che la magistratura sta approfondendo.
Naturalmente sarà soltanto il processo ad accertare eventuali responsabilità.
Ma il fatto che le indagini abbiano imboccato quella direzione dimostra che quelle domande non erano affatto prive di fondamento.
il “Sistema Agrigento”
Da anni Giuseppe Di Rosa sostiene che il vero problema di Agrigento non sia rappresentato dal singolo appalto o dalla singola vicenda amministrativa.
Secondo la sua lettura, esisterebbe un sistema consolidato di relazioni, interessi e modalità operative capace di incidere sulle principali decisioni amministrative della città.
Un sistema che, secondo quanto da lui sostenuto pubblicamente, avrebbe finito per condizionare appalti, affidamenti, incarichi professionali e grandi opere.
Le indagini in corso dovranno stabilire se esistano responsabilità penali e in quale misura.
Sul piano amministrativo e politico, però, una considerazione appare inevitabile.
Se un’opera pubblica strategica come la Mosella oggi è ferma, sotto inchiesta e senza certezze sui tempi di completamento, significa che qualcosa nel sistema di gestione degli appalti non ha funzionato.
adesso il rischio è perdere i finanziamenti
Mentre l’attenzione è concentrata sugli arresti, sulle intercettazioni e sulle contestazioni della Procura, c’è un’altra domanda che dovrebbe preoccupare l’intera città.
Chi completerà la Mosella?
Le fotografie scattate in questi giorni mostrano un cantiere sostanzialmente fermo, con la carreggiata delimitata dai coni e la circolazione regolata in modo provvisorio.
Un’opera strategica per la viabilità di Agrigento che oggi appare sospesa in una situazione di assoluta incertezza.
Ed è qui che entra in gioco la responsabilità dell’Amministrazione comunale.
Il Comune di Agrigento, quale stazione appaltante, dovrà individuare in tempi rapidissimi tutte le soluzioni consentite dalla legge per garantire la prosecuzione dell’opera, evitare contenziosi e soprattutto scongiurare la perdita del finanziamento.
Perché il rischio è concreto.
Le risorse devono essere utilizzate entro il 31 dicembre 2026.
Se ciò non dovesse accadere, Agrigento potrebbe perdere milioni di euro destinati ad un’infrastruttura fondamentale.
la città non può pagare il prezzo del “Sistema Agrigento”
Le eventuali responsabilità penali saranno accertate dalla magistratura.
Quelle amministrative saranno oggetto delle verifiche degli organi competenti.
Ma c’è una responsabilità che riguarda tutti coloro che oggi amministrano la città.
Fare in modo che Agrigento non venga danneggiata una seconda volta.
La prima volta, se saranno confermate le ipotesi accusatorie, dai presunti illeciti contestati nell’inchiesta.
La seconda, perdendo un finanziamento indispensabile per completare un’opera pubblica attesa da anni.
Per questo motivo il Comune non può limitarsi ad attendere gli sviluppi giudiziari.
Occorre intervenire subito, nel rispetto della legge, per mettere in sicurezza il finanziamento e garantire il completamento della Mosella.
Perché, mentre la magistratura continua ad accertare se il cosiddetto “Sistema Agrigento” abbia realmente prodotto gli effetti descritti nelle indagini, la città non può permettersi che siano ancora una volta i cittadini a pagare il prezzo più alto.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.






