Agrigento – Villa del Sole, il silenzio delle istituzioni mentre il cantiere va avanti: esposto al CSM senza risposta e nuovi lavori per nascondere l’impatto della maxi costruzione. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Mentre ad Agrigento il dibattito politico e istituzionale continua a concentrarsi sugli abusi edilizi della zona “A” di Maddalusa, c’è un’altra vicenda che da anni divide la città e sulla quale, secondo molti, è calato un inspiegabile silenzio: quella di Villa del Sole.
Sono trascorsi mesi da quando il progetto civico “Tutti Insieme per una Città Normale”, insieme alle associazioni Nuovo Millennio e Mani Libere, ha trasmesso una dettagliata richiesta di intervento al Consiglio Superiore della Magistratura e al Ministro della Giustizia, chiedendo una verifica sulla gestione dell’intera vicenda dopo anni di esposti, segnalazioni e denunce.
Una richiesta che, ad oggi, non avrebbe ricevuto alcun riscontro.
Nel frattempo, però, il cantiere non si è fermato neppure per un giorno.
Le nuove foto: adesso si cerca di “mitigare” l’impatto dell’edificio
Le fotografie realizzate da Report Sicilia documentano l’ultima fase dei lavori.
Attorno alla gigantesca struttura, ormai quasi completata, sono in corso gli interventi di sistemazione del verde, la piantumazione di nuovi alberi e tutte quelle opere che la Soprintendenza ai Beni Culturali ha imposto nel corso dell’iter autorizzativo per cercare di ridurre l’impatto paesaggistico della costruzione.
La stessa Soprintendenza ha infatti prescritto la realizzazione di nuove alberature, pareti vegetali, tetti giardino, la rimodulazione dell’agrumeto e una vera e propria quinta arborea destinata a schermare l’edificio. Per adeguarsi a tali prescrizioni, il Comune ha affidato anche un ulteriore incarico professionale per uno specifico studio agronomico e vegetativo.
Per chi da anni contesta quell’intervento, il paradosso è evidente: si continuano a spendere soldi pubblici non solo per completare un’opera finanziata con circa quattro milioni di euro del PNRR, ma anche per attenuarne l’impatto visivo.
Una vicenda che parte da lontano
La storia di Villa del Sole non nasce oggi.
Per realizzare il nuovo asilo è stata scelta un’area che per decenni ha rappresentato uno dei principali polmoni verdi della città.
La demolizione della storica struttura e la realizzazione del nuovo edificio hanno provocato fin dall’inizio fortissime contestazioni.
Nel corso degli anni sono stati presentati esposti, richieste di accesso agli atti, segnalazioni agli organi competenti e numerosi approfondimenti giornalistici.
Nel dicembre 2023 la stessa Soprintendenza arrivò a diffidare il Comune disponendo la sospensione dei lavori.
Successivamente il cantiere riprese con l’autorizzazione paesaggistica, ma accompagnato da una lunga serie di prescrizioni che hanno modificato il progetto originario e comportato nuove spese pubbliche.
Di Rosa: “Il sindaco porti il fascicolo in Procura”
Da tempo Giuseppe Di Rosa sostiene che questa vicenda non possa essere affrontata soltanto sul piano politico.
Secondo il presidente del movimento civico Mani Libere, il sindaco Michele Sodano dovrebbe compiere un gesto tanto semplice quanto istituzionale: trasmettere personalmente l’intero fascicolo di Villa del Sole alla Procura della Repubblica, chiedendo la nomina di un consulente tecnico indipendente.
L’obiettivo, secondo Di Rosa, non sarebbe quello di accusare qualcuno, ma ottenere una verifica imparziale sulla conformità urbanistica, edilizia e paesaggistica dell’intervento.
«Se tutto è regolare, lo accerterà un consulente nominato dalla Procura. Se invece emergeranno violazioni, allora la legge dovrà essere applicata senza eccezioni», è la posizione che Di Rosa ribadisce da mesi.
Maddalusa e Villa del Sole: perché due pesi e due misure?
È proprio qui che nasce il confronto che continua ad alimentare il dibattito cittadino.
Su Maddalusa il tema della legalità urbanistica viene richiamato quotidianamente.
Si parla di demolizioni, di rispetto rigoroso delle norme, di impossibilità di derogare alle regole.
Su Villa del Sole, invece, nonostante anni di contestazioni, le prescrizioni della stessa Soprintendenza, gli esposti presentati e la richiesta di intervento indirizzata persino al CSM e al Ministro della Giustizia, il cantiere ha continuato ad andare avanti fino ad arrivare quasi al completamento.
E oggi c’è perfino chi sostiene che demolire l’opera sarebbe ormai un peccato, perché sono già stati investiti milioni di euro di fondi pubblici.
La domanda resta senza risposta
È proprio questo il punto sul quale Report Sicilia continua a chiedere chiarezza.
Se il principio della legalità deve essere il faro dell’azione amministrativa, esso non può essere applicato a corrente alternata.
Non può valere per una parte della città e non per un’altra.
Per questo Giuseppe Di Rosa continua a rivolgere lo stesso appello al sindaco Sodano: trasmetta il fascicolo Villa del Sole alla Procura della Repubblica e chieda formalmente la nomina di un consulente tecnico indipendente.
Solo una verifica tecnica super partes potrebbe infatti stabilire definitivamente se l’intervento sia pienamente conforme alla normativa vigente oppure se vi siano profili che meritino ulteriori approfondimenti.
Fino a quel momento resterà l’immagine che oggi raccontano le fotografie: mentre su Maddalusa si discute ogni giorno di legalità e rispetto delle regole, dentro l’ex Villa del Sole si continua a piantare alberi e a realizzare opere di mitigazione paesaggistica per accompagnare verso il completamento una delle costruzioni pubbliche più controverse della storia recente di Agrigento.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.




