Agrigento, quartiere di Santa Croce, l’Anac parla di «grave irregolarità amministrativo-contabile». Adesso la parola passa alla corte dei conti. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Eventi.
Cosa sta succedendo

Quello che fino a ieri sembrava l’ennesimo progetto pubblico finito nel dimenticatoio oggi assume un peso completamente diverso.
La delibera n. 294 del 21 luglio 2026 Delibera n. 294 del 21 luglio 2026 dell’Autorità Nazionale Anticorruzione non si limita infatti a rilevare errori amministrativi, ma utilizza espressioni pesantissime come «grave irregolarità amministrativo-contabile», «sviamento della causa del finanziamento pubblico» e «complessiva malagestio dell’intervento», disponendo la trasmissione degli atti alla Procura regionale della Corte dei conti per l’eventuale accertamento del danno erariale.
Secondo quanto ricostruito dall’ANAC, il finanziamento pubblico era stato concesso per riqualificare immobili comunali del quartiere Santa Croce. Successivamente, però, il progetto sarebbe stato radicalmente modificato, trasformandosi in un intervento fondato sull’esproprio e sulla demolizione-ricostruzione di immobili in larga parte privati, senza che tale mutamento fosse comunicato all’ente finanziatore. Una circostanza che, secondo l’Autorità, ha determinato la revoca del finanziamento e la perdita delle risorse pubbliche.
Una lunga serie di contestazioni
Le contestazioni mosse dall’ANAC sono numerose e riguardano l’intera gestione dell’appalto.
L’Autorità evidenzia la stipula tardiva del contratto, la mancata consegna dei lavori, l’assenza della nomina del direttore dei lavori, errori nella progettazione, il mancato tempestivo avvio delle procedure espropriative, la gara bandita senza la disponibilità delle aree e perfino un sostanziale difetto di concorrenza, essendo stata presentata una sola offerta con un ribasso dell’1 per cento.
Ma è soprattutto il passaggio dedicato allo sviamento della causa del finanziamento ad assumere un rilievo particolare, perché l’ANAC ritiene che siano state utilizzate risorse ottenute per un determinato intervento per realizzarne uno completamente diverso rispetto alle condizioni del bando.
Adesso entra in scena la Corte dei conti
La parte forse più importante della delibera è quella finale.
L’ANAC ritiene che la perdita del finanziamento pubblico, la restituzione dell’anticipazione e le somme già spese per una progettazione rimasta senza seguito possano integrare profili di responsabilità amministrativo-contabile, tanto da trasmettere gli atti alla Procura regionale della Corte dei conti.
Sarà quindi la magistratura contabile a valutare se vi siano responsabilità personali e se il danno economico subito dall’amministrazione debba essere imputato a qualcuno.
Un precedente che ad Agrigento non può essere ignorato
Questa vicenda va ben oltre il caso di Santa Croce.
Negli ultimi mesi Agrigento è stata attraversata da numerose indagini che riguardano appalti, progettazioni, affidamenti e utilizzo di fondi pubblici. L’attenzione della Guardia di Finanza, della Procura della Repubblica, dell’ANAC e di altri organi di controllo dimostra come il sistema degli appalti pubblici sia oggi sottoposto a verifiche molto più penetranti rispetto al passato.
La delibera dell’ANAC rappresenta quindi un precedente significativo: quando vengono riscontrate anomalie nella gestione delle risorse pubbliche, l’Autorità non si limita a formulare richiami, ma trasmette gli atti alla Corte dei conti per valutare l’eventuale danno erariale.
Ed è proprio qui che si apre il capitolo più interessante.
Se la Corte dei conti eserciterà le proprie funzioni con la piena autonomia che la Costituzione le riconosce, senza alcuna pressione o interferenza esterna e applicando lo stesso metro di giudizio a tutte le situazioni che riterrà meritevoli di approfondimento, è ragionevole attendersi che nei prossimi mesi possano emergere ulteriori sviluppi anche su altre vicende amministrative siciliane.
Perché il principio affermato dall’ANAC è destinato ad avere un valore generale: i fondi pubblici devono essere utilizzati esattamente per gli scopi per cui vengono concessi, i progetti non possono essere stravolti senza autorizzazioni e gli errori amministrativi che producono perdite milionarie possono tradursi non soltanto in responsabilità politiche, ma anche in responsabilità contabili personali.
Leggi anche: Altre notizie su Eventi
Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

