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Agrigento – Nel silenzio assoluto continua la mimetizzazione dello scempio legalizzato nell’ex Villa del Sole

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Agrigento – Nel silenzio assoluto continua la mimetizzazione dello scempio legalizzato nell’ex Villa del Sole. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Prosegue a ritmi incalzanti, nonostante il caldo mortale di questi giorni, la mimetizzazione dello scempio all’interno dell’ex Villa del Sole, consumato nella totale indifferenza delle istituzioni preposte al controllo del territorio. Uno scempio che ormai – è evidente a tutti – deve essere ultimato per non fare fallire i contratti stipulati con le aziende che stanno lavorando e non perdere i fondi che il Comune aveva racimolato per questa indegna operazione di speculazione edilizia. Dopo che la Soprintendenza, invece di disporre lo stop ai lavori, ha solo intimato di “coprire la vergogna” posizionando piante anche sopra il tetto e ai lati della struttura in cemento, le maestranze stanno eseguendo quanto ordinato. La colpa di quanto sta accadendo sotto gli occhi di tutti, nella totale impunità, non  è ovviamente degli operai che stanno solo facendo il loro lavoro, ma soprattutto di coloro i quali autorizzarono questa opera, in questo luogo e non hanno mosso un dito per stoppare tutto, alla luce della totale inedificabilità dell’area nella quale sta sorgendo questo mostro.

Il consiglio comunale precedente che lo scempio aveva autorizzato, forse tratto in inganno da un’amministrazione comunale che presentò l’opera come “agile, snella e prefabbricati”, ormai non può più nulla, anche se molti dei consiglieri della precedente tornata sono stati rieletti nel maggio scorso, con tanto di conferma del presidente di quello stesso consiglio comunale, Giovanni Civiltà. Il disastro deve essere completato, non ci sono santi che tengono. Gli esposti, le denunce, le segnalazioni fatte dal presidente dell’associazione Mani Libere Giuseppe Di Rosa, le perplessità dell’opinione pubblica non trovano riscontro nell’attività della magistratura. Il silenzio assordante delle associazioni ambientaliste fa il resto, a dispetto perfino della presenza di un esponente di Legambiente nella giunta Sodano, l’ingegnere Giuseppe Riccobene che dello stop  ai lavori e conseguente avvio dell’iter per la demolizione del fabbricato, dovrebbero farne una bandiera. Intanto, la mimetizzazione continua, come da programma, per nascondere il più possibile lo scempio nel cuore della città.

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Fonte: Report Sicilia

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