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Agrigento – Autobotti, gli operatori replicano ad AICA: “Basta minacce di denunce. Non siamo controllori urbanistici né dipendenti della società”

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Agrigento – Autobotti, gli operatori replicano ad AICA: “Basta minacce di denunce. Non siamo controllori urbanistici né dipendenti della società”. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

Cosa sta succedendo

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Non si è fatta attendere la risposta degli autobottisti alle dichiarazioni attribuite ai vertici di AICA, secondo cui l’azienda starebbe valutando iniziative legali dopo la sospensione del servizio annunciata da numerosi operatori del territorio.

La replica è durissima e punta il dito contro quella che gli autotrasportatori definiscono una gestione che avrebbe ormai superato ogni limite.

Gli operatori respingono con decisione qualsiasi riferimento a presunte responsabilità penali e ribadiscono la propria natura di imprese private.

“Respingiamo ogni insinuazione circa presunte responsabilità penali. Le imprese di autotrasporto che svolgono il servizio di autobotti sono operatori economici indipendenti e hanno il diritto di tutelare i propri interessi nel pieno rispetto della legge.”

Una presa di posizione che arriva dopo giorni di fortissime tensioni culminate con l’annuncio dello stop al servizio sostitutivo da parte di numerose ditte operanti ad Agrigento, Porto Empedocle, Favara, Raffadali, Sciacca e Canicattì.

“Non vogliamo creare disagi ai cittadini”

Gli autobottisti precisano che la decisione di fermarsi non nasce dalla volontà di penalizzare la popolazione.

“L’eventuale sospensione del servizio non nasce dalla volontà di arrecare disagi ai cittadini, ma dalla necessità di ottenere condizioni contrattuali chiare, sostenibili e coerenti con i costi effettivi del servizio.”

Nei giorni scorsi gli stessi operatori avevano raccontato di lavorare ormai a ritmi insostenibili, con una drastica riduzione del lavoro e centinaia di telefonate quotidiane di cittadini disperati che non riescono ad ottenere acqua attraverso il sistema predisposto da AICA.

“Perché solo ad Agrigento?”

Il cuore della replica riguarda però un altro aspetto.

Gli autobottisti chiedono ad AICA di spiegare perché nel territorio agrigentino siano state introdotte limitazioni che, a loro dire, non troverebbero riscontro in altre realtà siciliane.

Nella nota vengono citati i casi di Trapani e Caltanissetta, dove il servizio sostitutivo tramite autobotte sarebbe organizzato a favore delle utenze colpite dalla carenza idrica senza che, dagli avvisi pubblici, emerga una preventiva distinzione basata sulla regolarità urbanistica degli immobili.

Gli operatori richiamano inoltre quanto avverrebbe anche in alcuni comuni della provincia di Agrigento, indicando Naro e Palma di Montechiaro come esempi di modalità operative differenti.

Da qui una domanda destinata ad alimentare il dibattito.

“I principi fissati da ARERA sulla continuità del servizio idrico valgono in modo uniforme in tutta la Sicilia oppure vengono interpretati diversamente da provincia a provincia?”

“I cittadini hanno gli stessi diritti ovunque”

Secondo gli autobottisti il problema non riguarda soltanto la loro attività imprenditoriale.

Riguarda soprattutto il diritto dei cittadini ad accedere ad un bene essenziale.

“I cittadini siciliani hanno gli stessi diritti ovunque e anche gli operatori economici devono poter contare su regole certe, uniformi e non discriminatorie.”

Per questo chiedono un chiarimento pubblico e definitivo da parte di AICA e delle autorità competenti.

“Non siamo controllori urbanistici”

Tra i passaggi più significativi della nota vi è quello relativo alle responsabilità che gli operatori ritengono siano state impropriamente scaricate sulle imprese.

“Non è accettabile che gli autobottisti vengano esposti a minacce di denuncia mentre manca una disciplina uniforme, chiara e concretamente applicabile sull’intero territorio. Gli operatori non possono essere trasformati in controllori urbanistici né essere chiamati a svolgere accertamenti che competono esclusivamente alle amministrazioni pubbliche.”

Una posizione che richiama uno dei temi più discussi degli ultimi mesi, ovvero il rapporto tra distribuzione dell’acqua e verifica della regolarità urbanistica degli immobili, questione che ha alimentato numerose polemiche soprattutto nel territorio agrigentino.

L’appello: “Sediamoci attorno a un tavolo”

Gli autotrasportatori concludono lanciando un appello alle istituzioni.

Nessuna chiusura pregiudiziale, ma la richiesta di aprire immediatamente un confronto con AICA, ATI, Comuni e autorità competenti, per individuare una soluzione condivisa.

“Servono proposte vere, concrete e realmente attuabili, capaci di tutelare la legalità senza privare le persone di un bene essenziale.”

Gli operatori ribadiscono infine la propria disponibilità a collaborare.

“Siamo pronti a fare la nostra parte con responsabilità e spirito di collaborazione, nell’interesse della collettività e per garantire la continuità dell’approvvigionamento idrico. Chiediamo però regole certe, uniformi e applicabili, non minacce o responsabilità impropriamente scaricate sugli operatori.”

La vicenda, intanto, assume sempre più i contorni di uno scontro istituzionale che rischia di ripercuotersi direttamente sui cittadini. Da un lato AICA valuta possibili iniziative legali, dall’altro gli autobottisti rivendicano la propria autonomia imprenditoriale e chiedono che vengano applicate regole uguali in tutta la Sicilia. Sullo sfondo resta l’emergenza idrica che continua a colpire migliaia di famiglie, attività economiche e strutture ricettive della provincia di Agrigento.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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