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Agrigento – La banda che ha terrorizzato i commercianti: due restano in carcere, il terzo ai domiciliari

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Agrigento – La banda che ha terrorizzato i commercianti: due restano in carcere, il terzo ai domiciliari. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.

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Due restano in carcere, al terzo indagato concessi i domiciliari. Lo ha disposto il gip del tribunale di Agrigento, Nicoletta Sciarratta, nei confronti dei tre giovani componenti di una presunta banda di rapinatori che avrebbe terrorizzato i commercianti di Canicattì. Carmelo Pio Di Vinci, 22 anni, difeso dall’avvocato Sergio Baldacchino, è stato scarcerato e posto ai domiciliari. Il giovane era stato arrestato negli scorsi giorni insieme ad altre due ragazzi, Christian Capizzi, 19 anni e Denny Li Calzi, 20 anni, con le accuse, a vario titolo, di rapina, furto, lesioni aggravate ma anche indebito utilizzo di carte di credito.

Capizzi e li Calzi restano in carcere. In meno di un mese, secondo quanto ricostruito dai poliziotti del Commissariato di Canicattì, si sarebbero resi protagonisti di furti con spaccata, rapine violente e spedizioni punitive ai danni di commercianti aggrediti con calci, pugni e colpiti con manganelli e bastoni. Agli atti una lunga lista di episodi violenti che hanno scosso la comunità canicattinese tra la fine del 2025 e gli inizi del 2026. Tra i casi, all’alba del 23 dicembre, la banda è entrata in azione sfondando, con il metodo della spaccata, la saracinesca di una tabaccheria in Corso Umberto riuscendo a portare via mille euro.

Il 20 ed il 21 gennaio si registrano rapine violente ai danni di due commercianti. Ad un 68enne, titolare di una tabaccheria, furono sottratte le chiavi del negozio, i documenti, un’auto e anche le carte di credito poi utilizzate dai malviventi per piccole spese. Un copione simile si è verificato ai danni di un altro commerciante: un 62enne, che aveva reagito il giorno precedente ad un tentativo di rapina, fu accerchiato e picchiato con un bastone all’alba mentre stava chiudendo la saracinesca del suo box. In quell’occasione il commando gli portò via l’automobile. E, ancora, il furto in negozio di bambini dal quale vennero rubati 1.500 euro dal registratore di cassa dopo aver sfondato la vetrina.

Gli investigatori sono riusciti a a chiudere il cerchio grazie ai filmati delle telecamere di sorveglianza, le analisi della Scientifica su tracce biologiche rivenute sulle auto rubate ma anche l’abbigliamento indossato dalla banda poi comparato con quello rinvenuto durante le perquisizioni. Un altro dettaglio decisivo uno dei membri postò una foto su TikTok con lo stesso vestiario utilizzato per compiere uno dei colpi.

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Fonte: AgrigentoOggi

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