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Agrigento – TARI, Di Rosa smonta la linea di Sodano: «Il cambiamento era aumentare le tasse? E l’accordo con il centrodestra per far passare tutto in silenzio?»

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Agrigento – TARI, Di Rosa smonta la linea di Sodano: «Il cambiamento era aumentare le tasse? E l’accordo con il centrodestra per far passare tutto in silenzio?». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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AGRIGENTO – Il giorno dopo il mancato voto sul Piano Economico Finanziario della TARI, lo scontro politico si sposta fuori dall’aula del Consiglio comunale e assume toni ancora più duri.

Da una parte il sindaco Michele Sodano, che in una lunga diretta social accusa il centrodestra di avere fatto venir meno il numero legale impedendo l’approvazione del PEF e mettendo così a rischio gli equilibri finanziari del Comune, oltre a servizi ritenuti essenziali come gli ASACOM.

Dall’altra Giuseppe Di Rosa, ex candidato sindaco e presidente del movimento civico Mani Libere, che ribalta completamente la lettura dell’accaduto e punta il dito contro quella che definisce una clamorosa contraddizione politica.

Secondo il sindaco, l’aumento della TARI dell’1,5% rappresentava una scelta necessaria per consentire al Comune di proseguire nel percorso di risanamento finanziario e garantire servizi indispensabili. Nella sua diretta, Sodano ha sostenuto che la sua amministrazione si era assunta la responsabilità di chiedere un piccolo sacrificio ai cittadini, ritenendolo indispensabile per assicurare stabilità ai conti comunali e continuità ai servizi.

Una ricostruzione che Di Rosa contesta senza mezzi termini.

«Allora il cambiamento era aumentare le tasse?»

«Ho ascoltato con attenzione il sindaco Michele Sodano – afferma Di Rosa – e più lo ascoltavo più cresceva una domanda: davvero il cambiamento promesso agli agrigentini consisteva nell’aumentare la TARI? Se questa era la soluzione ai problemi della città, gli elettori meritavano di saperlo prima delle elezioni e non dopo cinquanta giorni di amministrazione.»

Per l’ex candidato sindaco il punto politico è semplice.

Durante la campagna elettorale si è parlato di cambiamento, di una nuova stagione amministrativa, di una gestione diversa rispetto al passato.

Oggi, invece, la prima grande misura economica illustrata alla città è un aumento della tassa sui rifiuti.

«Se bastava aumentare le tasse per risolvere i problemi – prosegue Di Rosa – allora era giusto dirlo chiaramente agli agrigentini durante la campagna elettorale.»

La contraddizione politica

Secondo Di Rosa, la vicenda mette in luce una contraddizione che gli agrigentini non possono ignorare.

«Per anni abbiamo assistito a critiche durissime contro ogni aumento di tasse o tariffe. Oggi, invece, chi contestava quelle scelte sostiene che senza aumentare la TARI non si possano garantire i servizi. È una posizione che lascia sinceramente sorpresi.»

L’ex candidato sindaco ricorda inoltre il proprio impegno negli anni passati.

«Quando aumentavano tasse, tributi e tariffe comunali a contestarli pubblicamente c’ero io. C’ero con il Codacons, con Mani Libere, con esposti, conferenze stampa, raccolte firme e accessi agli atti. Molti di coloro che oggi governano la città non c’erano. E diciamolo chiaramente: molti non sapevano nemmeno cosa significasse fare opposizione.»

Il passaggio che apre un caso politico

Ma è soprattutto un passaggio della diretta del sindaco ad attirare l’attenzione di Di Rosa.

Nel corso dell’intervento, infatti, Michele Sodano lascia intendere che fino all’ultimo momento l’approvazione del PEF fosse considerata possibile e attribuisce al centrodestra la responsabilità di avere cambiato atteggiamento facendo venir meno il numero legale.

Una circostanza che, secondo Di Rosa, apre inevitabilmente interrogativi politici.

«Dalle parole del sindaco emerge chiaramente che l’amministrazione confidava nell’approvazione del PEF. Considerato che la maggioranza dispone soltanto di cinque consiglieri, è evidente che contava sul sostegno di una parte del centrodestra. La domanda che oggi si pongono gli agrigentini è un’altra: perché tutto questo è rimasto chiuso nelle stanze della politica? Perché nessuno ha detto ai cittadini che era in corso un’interlocuzione per approvare un aumento della TARI?»

Per Di Rosa, la vera notizia non è soltanto il mancato voto.

«La vera notizia è che la città ha scoperto solo dopo il fallimento del Consiglio comunale che il piano di risanamento dell’amministrazione passava attraverso un aumento della tassa sui rifiuti. Se il numero legale non fosse venuto meno, probabilmente oggi l’aumento sarebbe stato approvato senza che gli agrigentini ne avessero avuto preventiva conoscenza.»

Gli ASACOM e l’aumento della TARI

L’ex candidato sindaco contesta anche il continuo richiamo fatto dal sindaco al servizio ASACOM.

Durante la diretta, infatti, Sodano ha sostenuto che il mancato via libera al PEF mette a rischio anche importanti servizi sociali.

«Gli ASACOM meritano rispetto e non possono diventare l’argomento con cui si giustifica un aumento della TARI. Il sindaco sa perfettamente che la Regione Siciliana ha previsto maggiori risorse per questo servizio. Se davvero bastava aumentare la tassa sui rifiuti per garantirlo, allora anche le precedenti amministrazioni avrebbero potuto sostenere la stessa identica tesi.»

La proposta di Mani Libere

Di Rosa rilancia quindi una proposta che, ricorda, faceva parte del programma elettorale di Mani Libere.

«Noi avevamo promesso un’altra strada. Prima di chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini bisogna ridurre i costi della politica.»

Per questo invita il sindaco Michele Sodano a deliberare già dalla prossima riunione di Giunta una riduzione del 20% delle indennità del sindaco, del vicesindaco e degli assessori.

«L’attuale amministrazione ha mantenuto le indennità nella misura massima consentita dalla legge. Se davvero servono risorse per garantire servizi come gli ASACOM, il primo sacrificio deve partire da chi governa e non dalle famiglie agrigentine.»

La trasparenza che, secondo Di Rosa, è mancata

L’ultima critica riguarda il metodo.

Secondo Di Rosa, il sindaco e la sua maggioranza hanno comunicato pubblicamente ogni dettaglio di altre vicende politiche, come quella della Fondazione Agrigento 2025, mentre sull’aumento della TARI sarebbe calato il silenzio fino all’ultimo giorno utile.

«Gli agrigentini – conclude – meritavano di sapere prima delle elezioni e prima del Consiglio comunale che il cambiamento annunciato avrebbe comportato un aumento della TARI. Il nostro programma prevedeva l’esatto contrario: ridurre gli sprechi, abbattere i costi della politica, efficientare la macchina comunale e alleggerire, non aumentare, il peso fiscale sui cittadini. Questa era la differenza tra la nostra idea di amministrazione e quella che oggi, nei fatti, sta emergendo.»

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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