Agrigento – Consiglio comunale, è iniziata la guerriglia: salta il Pef, è scontro di accuse. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Alla fine la prova dei numeri è arrivata molto prima di quanto ci si aspettasse in Consiglio comunale ad Agrigento. L’opposizione, maggioranza numerica in aula, aveva in realtà già dimostrato con l’elezione dell’ufficio di presidenza di poter fare il bello e il cattivo tempo, ma è con la mancata approvazione del Piano economico finanziario (non bocciato, solo non adottato entro i termini previsti e quindi mandato al macero) che si è manifestato come l’amministrazione di Michele Sodano avrà davanti a sé un cammino abbastanza complicato che non potrà immaginare di percorrere senza confrontarsi con le altre forze politiche.
Non si allude, chiaramente, ad un “do ut des”, ma semplicemente alla necessità di trovare una quadra numerica per le cose che servono alla città. Un esempio è appunto il Pef: nessun incontro, nessun confronto. Solo l’atto presentato al Consiglio in semplice applicazione della normativa con un adeguamento dei costi che – va detto per chi fa il furbo e ha poca memoria – l’amministrazione precedente adottava praticamente ogni anno per il semplice fatto che il sistema dei rifiuti è ormai andato in tilt e differenziare non porta quasi benefici economici apprezzabili.
Così è accaduto, banalmente, che dopo una prima seduta caduta per mancanza del numero legale, l’Amministrazione contava di far passare il Pef con ben 6 voti (uno lo avrebbe dovuto garantire la Dc) su 24 consiglieri, grazie al gioco di astensioni e assenze. L’indisponibilità dello Scudocrociato a votare favorevolmente e la volontà di Fratelli d’Italia di non bocciare direttamente il Piano (anche perché l’ombra di un danno erariale c’è sempre) ha spinto questi ultimi a lasciare i lavori, facendo cadere nuovamente la seduta e facendo “bucare” la data in cui il piano doveva essere votato, cioè lo scorso 31 luglio.
“Adesso vado a fare una diretta social”, avrebbe tuonato ai consiglieri di centrodestra Sodano, che poco dopo nella stanza del sindaco si è rivolto ai cittadini ancora una volta denunciando quanto avvenuto e annunciando che per recuperare i 400mila euro circa che il Comune non incasserà dall’adeguamento Tari bisognerà tagliare servizi anche alle fasce deboli.
Stando al prospetto fatto dal neo assessore al Bilancio Trano, “la Giunta sarà costretta ad applicare dolorosi e immediati tagli ad altri capitoli strategici del bilancio cittadino, tra i quali: capitoli dedicati ai servizi essenziali per i quartieri e alle attività culturali della città; i fondi destinati ai servizi sociali e al sostegno delle fasce deboli della popolazione e le risorse stanziate per la manutenzione stradale, del verde pubblico e del decoro urbano”. In particolare il riferimento è stato, nella diretta social del sindaco, al taglio dell’assistenza per la comunicazione (Asacom), fondi che però in realtà il Comune non ha e non ha mai avuto perché il costo è enorme per il bilancio comunale.
Se questo quanto è certo, il resto è terreno da scontro politico: da una parte ci sono Forza Italia, Forza Azzurri, Lega e Mpa che rimproverano al sindaco di non aver cercato alcun confronto politico sulle delibere e anzi lo incalzano a spiegare cosa sarebbe avvenuto tra il 30 e il 31 luglio (cioè, come abbiamo scritto, la promessa del voto in supporto della Dc) e dall’altra Fratelli d’Italia che invita Sodano a non usare i più fragili “come scudo politico”. A sostegno di Sodano, fin da ieri, è ovviamente il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera, che attacca a testa bassa il centrodestra. Sai che novità.
Insomma, il clima è buono e non potrà che migliorare.
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Fonte: Grandangolo Agrigento
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