Agrigento – Canicattì, non trattato in coniglio il punto sulla rottamazione: scatta la protesta. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo
La proposta in consiglio comunale per discutere la cosiddetta “rottamazione Quinques” non è stata mai inserita all’ordine del giorno dei lavori dell’assemblea cittadina . Un grave errore della presidenza del consiglio comunale che ha discusso soltanto su una mozione presentata da Fratelli d’Italia. Così facendo l’atto non si sarebbe mai potuto approvare nonostante il parere contrario della dirigente dei servizi finanziari la dottoressa Carmelina Meli”. Sono queste le parole del sindaco di Canicattì Vincenzo Corbo il quale risponde alle accuse che in queste ore sono state rivolte a lui e all’amministrazione in carica sulla vicenda. “ L’iter-ricorda il sindaco di Canicattì- ha avuto inizio con un atto di indirizzo approvato dalla Giunta comunale, inteso a dare mandato agli uffici competenti per la predisposizione della proposta di deliberazione da sottoporre all’aula. Gli uffici Tributi e Finanziario hanno espresso una prima valutazione non favorevole e, pertanto, non è stata predisposta alcuna proposta. In seguito alla proroga dei termini di adesione concessa a livello nazionale, la linea politica dell’Amministrazione ha visto il Sindaco e l’Assessore alle Finanze reiterare formalmente la richiesta di fattibilità amministrativa ai settori burocratici. Va evidenziato che le entrate e i crediti riferibili al periodo oggetto di potenziale definizione sono di competenza dell’Organismo Straordinario di Liquidazione (OSL), l’organo nominato con Decreto del Presidente della Repubblica e coordinato dal Ministero dell’Interno per la gestione del piano di rientro e per la liquidazione dei debiti pregressi dell’Ente. Pertanto, la Direzione Finanziaria ha richiesto all’OSL una valutazione in ordine all’adesione; l’Organismo Straordinario ha risposto precisando che: “sulle valutazioni che attengono alla adesione o meno della procedura di definizione agevolata, trattandosi di scelta di competenza dell’Amministrazione attiva, nessuna manifestazione in ordine a detta adesione può essere rilasciata da questo Organismo Straordinario” A seguito di questa nota, – continua Corbo- l’ufficio contabile dell’Ente ha arrestato la procedura esprimendo parere sfavorevole, motivato dall’indeterminatezza degli effetti sulla massa attiva e passiva gestita dall’OSL (non trattandosi di entrate a beneficio delle casse ordinarie dell’Ente, bensì della gestione liquidatoria. Contestualmente,- aggiunge il sindaco- la dirigente degli uffici finanziari del comune di Canicattì ha formalmente evidenziato i profili di responsabilità contabile e il concreto rischio di danno erariale per i Consiglieri Comunali qualora avessero approvato un atto in contrasto con i pareri tecnici e finanziari negativi. Alla vigilia della scadenza per l’adesione il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha presentato una mozione per sollecitare il Consiglio Comunale a esprimersi sul tema. Durante i lavori dell’Aula sono emerse argomentazioni orientate a sostenere la possibilità di votare la misura prescindendo dalle valutazioni dell’ufficio contabile, nell’assunto di presunti errori valutativi da parte della burocrazia. Le successive verifiche hanno tuttavia chiarito che né la Giunta né gli uffici avevano commesso omissioni o ritardi, essendosi attenuti scrupolosamente al quadro normativo del Testo Unico degli Enti Locali previsto per i Comuni in riequilibrio o dissesto. Su input dell’organo consiliare, i settori preposti sono stati incaricati di completare la stesura dello schema di delibera. Lo schema formale della proposta, accompagnato dal parere negativo è stato così definito, posto alla sottoscrizione dei consiglieri comunali proponenti (tutti i presenti hanno firmato), è stata protocollata per essere trasmessa al Collegio dei Revisori dei Conti per l’acquisizione del parere di competenza. Nonostante si ribadisce che la proposta fosse stata protocollata, quindi c’era, ma non è stata inserita nell’ordine del giorno dei lavori e la seduta consiliare si è conclusa senza alcuna votazione. L’intera vicenda – conclude il sindaco di Canicattì- evidenzia la distanza tra l’articolata procedura tecnico-amministrativa e le letture offerte all’esterno dell’organo consiliare. Le ricostruzioni di alcuni operatori della politica (compreso l’ex sindaco), che attribuiscono scorrettamente l’esito a una presunta inerzia politica, hanno finito per generare aspettative infondate tra i contribuenti, ignorando in maniera maldestra e voluta i precisi limiti giuridici a cui sono sottoposti gli Amministratori e le conseguenti responsabilità dinanzi alla Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti”.
PM
“Il Consiglio ha provato a dare risposte il 28, 30 e 31 luglio ma la Giunta ha scelto il silenzio e lo scarica barile, in aula nei confronti dell’OSL e oggi nei confronti della presidenza”. Così il presidente del consiglio comunale di Canicattì, Domenico Licata, che accusa la giunta Corbo.
“Per questa amministrazione le colpe sono sempre degli altri. Peccato che la città ha già capito da tempo il giochetto. Le dichiarazioni del Sindaco Corbo sulla mancata approvazione della “Rottamazione Quinquies” certificano una cosa sola: l’incapacità politica di questa Amministrazione di assumersi le proprie responsabilità. Dalla sua stessa ricostruzione emergono gravissime criticità che i cittadini di Canicattì hanno il diritto di conoscere. L’atto non è mai arrivato in Aula. Il Consiglio comunale non ha potuto votare perché l’Amministrazione non ha mai trasmesso nei tempi utili una proposta di deliberazione completa. Una mozione non può sostituire un atto amministrativo. Era dovere della Giunta predisporlo. Non lo ha fatto. E ora la colpa è degli uffici della presidenza del Consiglio”.
Per Licata e un iter fermato dalla stessa Giunta.
“È stata la Giunta a dare l’indirizzo. Sono stati gli uffici contabili a dare parere negativo. Se c’era un problema politico, lo si doveva portare in Consiglio e votare. Invece si è scelto di bloccare tutto nel silenzio del sindaco e dell’amministrazione. La competenza dell’OSL sui crediti pregressi non è una novità. Era nota da anni”.
Il presidente chiede: “Perché la verifica è arrivata solo alla scadenza? Per negligenza o per convenienza? Da evidenziare il tentativo di addossare le responsabilità all’OSL, smascherato dalla presidenza del consiglio durante i lavori di giorno 28 luglio”.
“Il parere degli uffici rimane un parere. La decisione politica spetta al Consiglio . Impedire all’Aula di votare significa negare la democrazia e nascondersi dietro le firme dei dirigenti. I giorni 28, 30 e 31 luglio: il Consiglio c’è, la GiGiuntao. In quei tre giorni il Consiglio comunale ha cercato di dare risposte alla città. Risposte che l’Amministrazione ha negato. Per paura dei rilievi della Corte dei Conti o forse perché gli uffici hanno ammesso di non avere contezza della massa creditoria? Un elemento che, se confermato, risulterebbe particolarmente grave in un comune in dissesto”.
Per Licata: “Con una gestione amministrativa di questo tipo qualcuno ha trasformato la politica in una rappresentazione surreale degna di Pirandello, dove nessuno è responsabile, tutti hanno ragione e alla fine a pagare sono sempre i cittadini. Questa città è stanca di amministratori che fuggono -sottolinea – che si nascondono, che scaricano colpe su altri per coprire la propria inadeguatezza. È stanca di una gestione vergognosa ed indecorosa che ha portato all’abbandono, all’inciviltà e all’umiliazione. Questa città ha bisogno di chiarezza, programmazione e assunzione di responsabilità. Non servono più comunicati. Servono le dimissioni di chi non ha avuto il coraggio di mettere una proposta sul tavolo e farla votare. I canicattinesi non chiedono elemosine. Chiedono rispetto. Chiedono amministratori che decidono e rispondono – conclude – Non scaricatori su altri di scelte difficili”.
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