Agrigento – Serradifalco: il sindaco voluto dal popolo contro i giochi del potere. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo
Per “sindaco voluto dal popolo” intendiamo Leonardo Burgio che viene eletto a furor di popolo, per la terza volta consecutiva, nel comune nisseno. Per “giochi di potere” intendiamo quello dei franchi tiratori dell’ARS che hanno bocciato, a tradimento, nel segreto dell’urna, per ben due volte la norma sull’estensione da due a tre dei mandati per i sindaci dei comuni con popolazione inferiore a 15 mila abitanti. Ma per “giochi di potere” intendiamo anche quelli che vogliono far applicare l’istituto della rimozione del sindaco fuori dai casi degli “atti contrari alla Costituzione” o dai “gravi e persistenti violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblico”.
La questione concreta riguarda dunque il sindaco di Serradifalco, Leonardo Burgio, che si è candidato sindaco per la terza volta ininterrottamente ed è stato eletto con ampi suffragi.
Questa questione è odiernamente alla ribalta del dibattito politico perché la legge regionale siciliana limita la sindacatura a due mandati consecutivi e, soprattutto, perché l’ARS ha bocciato per ben due volte -con voto segreto e l’apporto dei franchi tiratori- l’ampliamento a tre mandati per i sindaci dei Comuni sino a 15mila abitanti.
Ma la questione tiene banco anche perché il coordinamento del Movimento per l’Autonomia, guidato dall’ex governatore Raffaele Lombardo -con un comunicato ufficiale- ha sollecitato il presidente Renato Schifani a firmare il provvedimento di rimozione dalla carica del sindaco di Serradifalco, probabilmente già predisposto dall’assessorato regionale delle Autonomie Locali, guidato dall’assessora Elisa Ingala, appartenente al partito dello stesso Raffaele Lombardo.
Politicamente, va sottolineato come Leonardo Burgio militi nella Lega che in Sicilia è guidata da Luca Sammartino, il quale a suo tempo aveva posto il veto alla federazione del MpA di Lombardo con la Lega di Salvini.
Oggi, così, il Movimento per l’Autonomia torna a richiedere la rimozione del sindaco Burgio, sebbene la rimozione costituisca un provvedimento abnorme per il caso concreto. Infatti, non ci sono norme o istituti giuridici che possano portare alla decadenza del sindaco di Serradifalco. L’eventuale violazione di legge doveva essere rilevata in sede di approvazione delle candidature da parte della Commissione Elettorale Circondariale o in sede di proclamazione degli eletti da parte dell’Adunanza dei Presidenti di Sezione. Adesso non esistono più altri rimedi amministrativi per “annullare” l’elezione a sindaco nel Comune di Serradifalco. Vi è solo quello giurisdizionale di ricorrere al giudice.
Non ha senso appellarsi all’istituto della rimozione ex art. 40, come fa oggi il MpA dell’ex governatore Lombardo e dell’assessora Ingala. La rimozione de qua riguarda infatti casistiche del tutto estranee a quella in considerazione. D’altronde, il nostro quotidiano online lo aveva già evidenziato a giugno con l’articolo che potete leggere cliccando su questo link.
Non si capisce quale disegno possa esserci dietro questa insistenza a ricorrere alla rimozione che è prevista dall’ordinamento solo ed esclusivamente nei confronti dei sindaci i quali “compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblico”.
Peraltro, qualora il presidente della regione (che è stato un valente avvocato) si facesse convincere dal Mpa rischierebbe di incorrere in una magra figura istituzionale. Infatti, il sindaco Burgio impugnerebbe l’eventuale rimozione davanti al giudice, chiedendone la sospensione cautelare e domandando la questione di legittimità costituzionale della norma siciliana che impone il limite dei due mandati.
Il giudice concederebbe quasi sicuramente la sospensione del provvedimento di rimozione (con la conseguenza che Leonardo Burgio tornerebbe immediatamente in carica) e certamente solleverebbe la questione di costituzionalità. Con lo stesso esito registrato per la legge regionale della Valle d’Aosta, limitativa dei mandati elettorali del sindaco. Ovvero con la dichiarazione di incostituzionalità da parte dal giudice delle leggi (cfr. sentenza Corte Costituzionale n. 16/2026-cliccare qui per leggerla o per scaricarla).
In tal modo, il Mpa rischia di far diventare Leonardo Burgio prima una vittima e dopo un eroe.
A lui d’altronde è già arrivata la solidarietà ufficiale di un primo gruppo di sindaci ed ex sindaci siciliani, interessati al terzo mandato nel maggio 2026 e nella primavera 2027. Si tratta di Marco Rubino (Sant’agata Li Battiati), Giuseppe Catania (Mussomeli), Silvio Cuffaro (Raffadali), Francesca Draià (Valguarnera Caropepe), Giuseppe Castiglione (Campobello Di Mazara), Luciano Marino (Lercara Friddi), Pietro Puccio (Capaci), Giosuè Maniaci (Terrasini), Angelina De Luca (Altofonte, Giuseppe Virga (Altavilla Milicia), Gino Bertolami (Novara Di Sicilia), Bruno Mancuso (Sant’Agata di Mililtello), Rosario Petta (Piana Degli Albanesi), Mario La Malfa (Pace Del Mela), Francesco Agnello (Villafrati), Alvaro Riolo (Acquedolci), Franco Ribaudo (Marineo), Tommaso Di Giorgio (Bisacquino).
Sindaci di tutti i colori politici e anche d’ispirazione civica, ai quali certamente se ne aggiungeranno altri nei prossimi giorni.
L’articolo Serradifalco: il sindaco voluto dal popolo contro i giochi del potere proviene da Sicilia ON Press.
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Fonte: Sicilia On Press
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