Agrigento – PEF TARI, Di Rosa lancia il “video verità”: «Sindaco Sodano, renda pubblico l’accordo e pubblichi la delibera. La trasparenza è l’unica risposta». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

AGRIGENTO – «Non attaccherò l’amministrazione comunale. Anzi, da quello che dirò qualcuno rimarrà sorpreso».
Inizia così il nuovo “video verità” pubblicato da Giuseppe Di Rosa, ex candidato sindaco di Agrigento e presidente del movimento civico Mani Libere, dedicato alla vicenda del Piano Economico Finanziario della TARI, dopo la seduta del Consiglio comunale conclusasi con la mancanza del numero legale.
Un intervento nel quale Di Rosa, pur ribadendo la propria contrarietà all’aumento della tassa sui rifiuti, non punta il dito contro l’amministrazione Sodano per il mancato voto, ma chiede un’operazione di assoluta trasparenza che, a suo giudizio, chiarirebbe definitivamente quanto accaduto.
«Il PEF non è un mostro, ma i cittadini devono sapere cosa contiene»
Nel corso della diretta, registrata dal Campo Sportivo Esseneto, Di Rosa invita gli agrigentini a leggere il Piano Economico Finanziario e richiama l’articolo pubblicato pochi minuti prima da Report Sicilia dedicato proprio al funzionamento del PEF.
«Si continua a parlare del PEF come se fosse uno strumento misterioso – afferma – ma il PEF non è altro che il Piano Economico Finanziario della TARI, il documento che determina i costi del servizio rifiuti e, di conseguenza, quanto pagheranno i cittadini. Prima di discutere bisognerebbe leggerlo.»
Da qui la prima richiesta rivolta al sindaco Michele Sodano.
«Si renda pubblica immediatamente la proposta di deliberazione che il Consiglio comunale era chiamato a votare. La trasparenza rende tutto più semplice. Gli agrigentini hanno il diritto di leggere il documento, conoscere quali servizi vengono finanziati, quali costi sono previsti e comprendere perché si chiedeva al Consiglio di approvarlo.»
«Sindaco, faccia un video verità e dica con chi aveva raggiunto l’accordo»
Ma il passaggio politicamente più rilevante riguarda quanto dichiarato dal sindaco nella diretta successiva al Consiglio comunale.
Secondo Di Rosa, dalle parole di Michele Sodano emerge chiaramente che l’amministrazione riteneva ormai raggiunta un’intesa politica che avrebbe consentito l’approvazione del PEF.
«Il sindaco racconta che era stato raggiunto un accordo e che, improvvisamente, il centrodestra ha fatto venire meno il numero legale. Se è così – afferma Di Rosa – allora faccia un video verità e dica agli agrigentini con chi aveva parlato.»
L’ex candidato sindaco precisa di non chiedere indiscrezioni o retroscena politici, ma chiarezza istituzionale.
«Aveva parlato con uno o più consiglieri? Con i capigruppo? Con qualche dirigente politico? Con un parlamentare? Lo dica apertamente. Se davvero un accordo c’era ed è stato tradito, è giusto che la città sappia come sono andate le cose.»
«Se renderà pubblico tutto, sarò io il primo a difenderlo»
Di Rosa arriva persino a prendere un impegno pubblico.
«Se Michele Sodano farà piena luce su questa vicenda e renderà pubblico l’accordo di cui parla, da quel momento sarò io il primo a difenderlo. Non a sostenerlo politicamente, ma a difendere il principio della correttezza istituzionale.»
Secondo il presidente di Mani Libere, infatti, se qualcuno avesse assunto un impegno politico salvo poi far mancare il numero legale all’ultimo momento, si tratterebbe di un comportamento che meriterebbe di essere conosciuto dall’intera città.
«Io resto contrario all’aumento della TARI»
Questo, però, non cambia la posizione di Di Rosa sul merito del provvedimento.
L’ex candidato sindaco ribadisce di essere sempre stato contrario agli aumenti della pressione fiscale.
«Io l’ho sempre contestato. Ho sempre detto che le tasse non si aumentano ogni volta che c’è un problema da risolvere. Se mancano 400 mila euro, la soluzione non può essere sempre quella di far pagare di più gli agrigentini.»
«Tagliate prima i costi della politica»
Nel video, Di Rosa rilancia una proposta già avanzata nei giorni scorsi.
Secondo i suoi calcoli, riducendo del 20% le indennità del sindaco, degli assessori, del presidente del Consiglio comunale e dei vicepresidenti, oltre a razionalizzare altre spese politiche, si potrebbero recuperare risorse importanti.
«Prima si riducono i costi della politica e poi, eventualmente, si chiedono sacrifici ai cittadini. È questo il principio che abbiamo sempre sostenuto.»
«La trasparenza è l’unica strada»
L’intervento si conclude con un appello rivolto direttamente al sindaco.
«Pubblichi la proposta di delibera del PEF. Faccia sapere agli agrigentini cosa il Consiglio comunale era chiamato a votare. Renda pubblico il percorso politico che aveva portato a ritenere l’approvazione ormai certa. La trasparenza rende tutto più semplice e restituisce fiducia ai cittadini.»
Per Di Rosa, solo mettendo a disposizione della città tutti gli atti e chiarendo quanto accaduto nelle ore precedenti alla seduta consiliare sarà possibile chiudere definitivamente una vicenda che continua ad alimentare il confronto politico ad Agrigento.
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Fonte: Report Sicilia
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