Agrigento – Portatori di Oltreponte esclusi dalla processione di Sant’Angelo, Andrea Burgio: “Basta coi silenzi”. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo
“Apprendo con preoccupazione il comunicato diffuso dall’Associazione Portatori di Oltreponte, che annuncia il rischio di una mancata partecipazione alla processione del Santo Patrono e, di conseguenza, della possibile esclusione del quartiere Oltreponte dal tradizionale percorso”.

Lo scrive in una nota Andrea Burgio, consigliere comunale del movimento Controcorrente di Ismaele La Vardera.
Ecco il testo integrale del documento diffuso da Burgio:
“Se quanto riportato dovesse corrispondere al vero, ci troveremmo davanti a una modifica significativa di una tradizione che accompagna la Festa di Sant’Angelo da più di cinquant’anni e che appartiene al patrimonio identitario della nostra città.
Per questo motivo ritengo che non sia più il tempo dei silenzi.
L’Associazione Pro Sant’Angelo ha il dovere morale di spiegare ai licatesi quali siano le reali motivazioni che avrebbero portato a una scelta tanto delicata. Cosa è realmente accaduto? Quali sono le ragioni del mancato coinvolgimento dei Portatori di Oltreponte? Sono questioni organizzative, economiche, di sicurezza o vi sono altre motivazioni che la città ancora non conosce?
Allo stesso modo non convince il silenzio dell’Amministrazione comunale.
Se il Sindaco sta realmente svolgendo un ruolo di mediazione, come dichiarato dagli stessi Portatori di Oltreponte, è giusto che i cittadini sappiano quale sia la posizione ufficiale dell’Amministrazione e quali iniziative siano state concretamente intraprese per evitare una frattura che rischia di dividere la città proprio in occasione della sua festa più importante.
Un chiarimento appare ancora più opportuno considerando che l’Assessore Toty Burgio, delegato alle feste religiose, è anche socio dell’Associazione Pro Sant’Angelo. Una circostanza che, di per sé, non rappresenta certamente un problema e che anzi testimonia il suo coinvolgimento nelle tradizioni della nostra città.
Proprio in ragione del ruolo istituzionale che oggi ricopre, tuttavia, è importante che la sua posizione e quella dell’intera Amministrazione comunale siano espresse con la massima chiarezza e trasparenza, affinché ogni cittadino possa comprendere quali iniziative siano state intraprese per tutelare una delle tradizioni più sentite della nostra comunità.
Desidero infine rivolgere un pensiero al clero licatese e, in particolare, al Rettore del Santuario di Sant’Angelo.
Siamo certi che la Chiesa, custode della dimensione religiosa della festa e delle tradizioni legate al nostro Santo Patrono, stia seguendo con la dovuta attenzione l’evolversi di questa vicenda e saprà offrire il proprio autorevole contributo affinché prevalgano il buon senso, il dialogo e l’unità della comunità.
L’auspicio è che venga preservata una tradizione che, secondo la memoria storica della nostra città, accompagna la processione fin dai primi anni Settanta, consentendo a Sant’Angelo di abbracciare l’intera comunità licatese, compreso il quartiere Oltreponte, senza divisioni e senza inutili contrapposizioni.
Il Santo Patrono appartiene a tutti i licatesi. Ed è proprio nei momenti più delicati che occorre lavorare affinché la fede, la storia e le tradizioni continuino ad essere un elemento di unione e mai di divisione.
Mi auguro, inoltre, che anche la neo Deputazione di Sant’Angelo, recentemente istituita, faccia conoscere il proprio orientamento su una vicenda che riguarda direttamente la più importante tradizione religiosa e popolare della nostra comunità.
A tutto questo si aggiunge un’altra scelta che sta facendo discutere molti cittadini: quella relativa alle bande musicali.
Negli ultimi anni la processione è sempre stata accompagnata da due bande, una in testa e una in coda al fercolo. Quest’anno, invece, sembrerebbe essere stata scelta una sola banda locale, escludendo un’altra formazione composta da oltre trenta giovani musicisti licatesi.
Anche qui le domande sono inevitabili. Perché cambiare una formula che negli ultimi anni ha sempre funzionato? Quali sono le motivazioni? Si tratta di una scelta organizzativa, economica o di altro genere?
Forse esistono spiegazioni assolutamente legittime. Se è così, vengano illustrate alla città. Se invece dietro questi cambiamenti vi sono dinamiche diverse, è giusto che i cittadini ne siano informati.
Quando, nel giro di pochi mesi, cambiano consuetudini storiche, percorsi della processione, rapporti con associazioni che da anni collaborano alla festa e perfino l’organizzazione musicale, è inevitabile che nascano interrogativi.
Ed è proprio per evitare il diffondersi di polemiche, supposizioni e ricostruzioni contrastanti che chiediamo un gesto semplice: la verità, tutta, raccontata con trasparenza ai licatesi.
La Festa di Sant’Angelo non appartiene a una singola associazione, né a una parte politica, né a un’amministrazione. Appartiene all’intera città.
Per questo motivo chi oggi è chiamato ad organizzarla ha anche il dovere di spiegare ogni scelta che incide su tradizioni tanto sentite. Perché la trasparenza non indebolisce le istituzioni: le rafforza. E i licatesi meritano rispetto, chiarezza e risposte”.
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Fonte: quilicata.it
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