Agrigento – Editoriale – le due facce di Michele Sodano sull’acqua: Ieri la protesta al Comune, oggi da Sindaco manda i cittadini davanti ad AICA. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

di Giuseppe Di Rosa
Ci sono immagini che, a distanza di appena due anni, diventano documenti politici. E qualche volta sono sufficienti per ricordare ciò che la politica preferirebbe dimenticare.
Guardate bene questa fotografia.
Era il periodo della crisi idrica di due anni fa. Ad Agrigento si protestava per l’acqua e tra coloro che partecipavano alle iniziative c’era anche Michele Sodano.
Sì, proprio lui.
Lo stesso Michele Sodano che oggi, da sindaco, davanti ai cittadini esasperati di Maddalusa sostiene sostanzialmente che piazza Municipio non sarebbe il luogo più appropriato nel quale protestare per l’acqua e invita piuttosto ad andare davanti agli uffici di AICA.
La memoria, però, qualche volta gioca brutti scherzi alla politica.
Perché due anni fa la protesta per l’acqua arrivava proprio al Comune.
Due anni fa Sodano protestava al Municipio
Durante quella crisi idrica il corteo partì da Porta di Ponte e raggiunse piazza Municipio.
Davanti al Comune intervennero cittadini, rappresentanti sindacali e altri esponenti della protesta. E tra coloro che presero la parola c’era anche Michele Sodano.
Allora Sodano non era sindaco.
Eppure nessuno spiegava ai manifestanti che il Municipio fosse il posto sbagliato nel quale protestare perché la gestione del servizio idrico apparteneva ad altri soggetti.
Nessuno diceva: «Andate davanti ad AICA».
Al contrario, il Comune diventava il naturale punto di arrivo della protesta e la politica chiedeva risposte alle istituzioni.
Ancora più significativa è un’altra immagine di quel periodo, quella rilanciata in queste ore sui social e relativa all’iniziativa dell’associazione “Agrigento in Comune”: anche allora le istanze sull’emergenza idrica venivano portate dentro le istituzioni comunali, con la richiesta di coinvolgere il Consiglio comunale.
Allora andava bene.
Oggi improvvisamente no.
Oggi Sodano è sindaco e scopre che il Comune «forse non è il posto giusto»
Durante la manifestazione di oggi, invece, Sodano ha pronunciato parole che meritano di essere conservate.
«Sappiamo benissimo tutti che non è il Comune forse il posto giusto dove vengono prese tutte le scelte che riguardano la gestione dell’acqua».
E ancora, parlando dei cittadini:
«Siamo pronti con questo popolo ad andare negli uffici di AICA affinché si battano i pugni su un tavolo».
Perfetto.
Ma allora una domanda sorge spontanea.
Cosa ci faceva Michele Sodano due anni fa davanti al Municipio a protestare per la crisi idrica?
Perché allora era legittimo portare la protesta sotto Palazzo dei Giganti e oggi, guarda caso proprio quando dentro Palazzo dei Giganti siede Michele Sodano, il luogo corretto sarebbe diventato la sede di AICA?
È cambiata la normativa?
Sono cambiate le competenze?
Oppure è cambiato semplicemente il ruolo di Michele Sodano?
C’è una differenza enorme: oggi Sodano conta molto più di allora
Il paradosso diventa ancora più evidente perché oggi Sodano ha strumenti politici e istituzionali che due anni fa non possedeva.
Oggi non è un manifestante.
È il sindaco di Agrigento.
E il Comune di Agrigento è socio di AICA con una partecipazione che si aggira intorno al 20 per cento, la più consistente della società.
Sodano, inoltre, rappresenta Agrigento negli organismi dell’ATI Idrico insieme agli altri sindaci dell’Ambito.
E allora il paradosso è straordinario.
Quando Sodano non aveva alcun potere sulla gestione del servizio idrico, protestava davanti al Comune. Adesso che rappresenta il maggiore Comune azionista di AICA, dice ai cittadini che il Comune non sarebbe il posto giusto e propone di accompagnarli a protestare davanti ad AICA.
Contro chi dovrebbe protestare?
Anche contro se stesso?
AICA non è un’entità arrivata da Marte
Bisogna smetterla di raccontare AICA come se fosse una multinazionale privata arrivata ad Agrigento da un altro continente.
AICA appartiene ai Comuni.
Sono i Comuni i soci.
Sono i sindaci, attraverso gli strumenti societari e istituzionali previsti, a dover esercitare il proprio peso.
E Agrigento non è uno dei soci più piccoli.
È quello che detiene la partecipazione maggiore.
Per questo quando Sodano dice di avere inviato una «pesante diffida» ad AICA, la domanda successiva dovrebbe essere inevitabile:
Sindaco, e dopo la diffida cosa intende fare nella qualità di rappresentante del maggiore Comune socio?
Perché un sindaco può certamente diffidare il gestore quando ritiene che non stia adempiendo ai propri obblighi.
Ma se contemporaneamente rappresenta il socio con circa un quinto della società, ha anche una responsabilità politica ulteriore.
Se la governance non funziona, Sodano chieda ai sindaci di cambiarla
Arriviamo quindi alla domanda che continuiamo a porre.
Se Sodano ritiene che AICA stia operando così male da meritare una «pesante diffida»; se ritiene necessario mettere a disposizione un’autobotte; se considera la situazione talmente grave da essere pronto ad accompagnare i cittadini davanti agli uffici dell’azienda per «battere i pugni sul tavolo», perché non porta la questione dentro gli organismi competenti?
Perché non chiede ai colleghi sindaci di affrontare politicamente il problema dell’attuale governance?
Perché non propone, nelle forme previste dallo statuto, di verificare se esista ancora la fiducia nei confronti di chi guida AICA?
E soprattutto: cosa pensano gli altri sindaci soci nel vedere il rappresentante del Comune che possiede la quota maggiore della loro azienda partecipare ad una manifestazione e sparare politicamente contro AICA?
Sono domande semplicissime.
Se la governance presieduta da Danila Nobile funziona, Sodano lo dica e se ne assuma la responsabilità politica.
Se invece ritiene che non funzioni, agisca negli organismi nei quali oggi ha titolo per farlo.
Non servono cortei del sindaco contro la società partecipata dal Comune del quale è sindaco.
Servono atti.
Ieri contestatore, oggi contestato
È questa la fotografia delle due facce della stessa medaglia.
Ieri Michele Sodano era dalla parte della folla che arrivava davanti al Municipio e lì prendeva la parola sulla crisi idrica.
Oggi Michele Sodano è dall’altra parte di quel portone.
È sindaco.
Ed è proprio adesso che scopre che il Municipio «forse» non sarebbe il luogo giusto dove protestare per l’acqua.
Troppo comodo.
Perché se ieri piazza Municipio era il luogo nel quale chiedere conto alla politica della crisi idrica, deve esserlo anche oggi.
Con una differenza sostanziale: oggi Michele Sodano non è più quello che deve chiedere le risposte. È uno di quelli che deve darle.
Non serve accompagnare i cittadini davanti ad AICA
I cittadini non hanno bisogno che il sindaco li accompagni davanti agli uffici di AICA.
Sanno arrivarci da soli.
Hanno bisogno che il sindaco utilizzi il peso politico, istituzionale e societario del Comune di Agrigento.
Hanno bisogno che chieda conto ad AICA degli atti con i quali è stato negato o interrotto il servizio sostitutivo delle autobotti.
Hanno bisogno che, se considera inadeguata la governance, ponga il problema davanti agli altri sindaci.
E hanno bisogno che utilizzi fino in fondo gli strumenti che ritiene legittimamente disponibili per affrontare l’emergenza.
Perché due anni fa Michele Sodano poteva permettersi di essere il contestatore.
Oggi è il sindaco.
E un sindaco che manifesta contro una società della quale il proprio Comune è il maggiore azionista, mentre suggerisce ai cittadini di non protestare davanti al Municipio, rischia di mettere in scena un paradosso difficile da spiegare.
Le fotografie e i video di due anni fa restano.
E la memoria, fortunatamente, anche.
Ieri la protesta davanti al Comune andava bene perché Sodano era tra quelli che protestavano. Oggi non andrebbe più bene perché Sodano è diventato quello contro cui i cittadini protestano.
È questa la differenza.
Non le competenze. Non AICA. Non la piazza.
È cambiata la poltrona sulla quale siede Michele Sodano.
Leggi anche: Altre notizie su Politica
Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

