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Agrigento verso le capitali europee, partendo dal pavimento di Palazzo dei Giganti: Sodano riceve “Nostalgia Canaglia” in perfetto stile casual

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Agrigento verso le capitali europee, partendo dal pavimento di Palazzo dei Giganti: Sodano riceve “Nostalgia Canaglia” in perfetto stile casual. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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AGRIGENTO – Ci sono fotografie che documentano semplicemente un incontro istituzionale. E poi ce ne sono altre che, senza volerlo, riescono a raccontare molto di più. A volte basta abbassare lo sguardo di qualche centimetro.

Ieri il sindaco di Agrigento, Michele Sodano, ha ricevuto una copia del libro “NOSTALGIA CANAGLIA”, un viaggio nella memoria della città degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta.

Il volume è stato consegnato al primo cittadino con un auspicio preciso: che conoscere com’era Agrigento in quegli anni, attraverso immagini, ricordi, personaggi e luoghi della città, possa servire anche a chi oggi ha la responsabilità di amministrarla e di provare a riportarla ai livelli che meriterebbe.

Un incontro cordiale, una fotografia ricordo, un libro tra le mani.

Fin qui tutto normale.

Poi, però, guardiamo meglio la fotografia.

E scopriamo che potrebbe essere una delle immagini più rappresentative della nuova Agrigento che avanza.

Un sindaco senza formalismi: Palazzo dei Giganti come casa propria

Partiamo dal sindaco.

Maglietta, pantaloni e sandali ai piedi.

Niente giacca, niente cravatta e soprattutto nessuna particolare preoccupazione per quell’abbigliamento istituzionale al quale per decenni siamo stati abituati.

Ma attenzione: non vogliamo trasformare un paio di sandali in un caso politico.

Potrebbe essere esattamente il contrario.

Forse siamo davanti a una precisa visione del futuro.

Il sindaco Sodano potrebbe aver deciso di abbattere anche l’ultima barriera tra il cittadino e le istituzioni: se il Comune è la casa degli agrigentini, il sindaco può sentirsi perfettamente a casa propria.

E allora perché preoccuparsi troppo dell’abbigliamento?

Una scelta quasi rivoluzionaria.

Altro che vecchia politica ingessata tra completi scuri, cravatte e cerimoniale. Qui siamo già proiettati verso un modello internazionale: informale, giovane, libero dalle convenzioni.

Agrigento guarda all’Europa.

E lo fa comodamente.

Ma il vero protagonista della fotografia è sotto i piedi

A rubare la scena, tuttavia, non sono soltanto i sandali del primo cittadino.

Bisogna scendere ancora un po’ con lo sguardo.

Il pavimento dell’ufficio del sindaco.

Nella fotografia sono visibili numerosi segni, aloni e tracce sul parquet, particolarmente evidenti proprio nella zona centrale della stanza.

Naturalmente da una fotografia non possiamo stabilire quando quel pavimento sia stato pulito, né possiamo conoscere la natura delle tracce che si vedono.

Possiamo soltanto osservare ciò che l’immagine mostra.

Ed è proprio qui che la fotografia diventa interessante.

Perché se Agrigento vuole davvero proiettarsi verso le grandi città italiane ed europee, forse si potrebbe iniziare proprio dal calpestio dell’ufficio del primo cittadino.

Un programma amministrativo decisamente realizzabile.

Questa volta non dovrebbero servire milioni di euro.

Niente PNRR.

Niente finanziamenti regionali.

Niente conferenze di servizi.

Niente tavoli tecnici.

Nessuna delibera da portare in Consiglio comunale.

Probabilmente potrebbe bastare molto meno.

Se è la casa degli agrigentini, almeno quando arrivano gli ospiti…

E qui torniamo al concetto di Comune come casa dei cittadini.

L’ufficio del sindaco, infatti, non è un luogo privato.

È uno degli ambienti più rappresentativi di Palazzo dei Giganti. È lì che vengono ricevuti cittadini, associazioni, rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, professionisti e ospiti della città.

È, in qualche modo, il salotto istituzionale di Agrigento.

E nelle case siciliane esiste una regola che attraversa praticamente tutte le generazioni: quando sappiamo che stanno arrivando ospiti, una sistemata al salotto la diamo.

Se poi l’obiettivo è confrontarsi con le grandi capitali europee, magari possiamo cominciare proprio da lì.

Dalle piccole cose.

Dalla cura degli ambienti.

Dal modo in cui ci presentiamo.

Perché il decoro non è necessariamente una questione di grandi opere o di milioni di euro. Molto spesso è semplicemente attenzione.

Ed ecco perché “Nostalgia Canaglia” arriva nel momento perfetto

A questo punto persino il titolo del libro consegnato ieri al sindaco assume un significato particolare.

“NOSTALGIA CANAGLIA”.

Nostalgia di un’Agrigento degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta.

Una città che naturalmente aveva i suoi problemi, le sue contraddizioni e le sue difficoltà, ma che attraverso le immagini conservate nel volume racconta anche un modo diverso di vivere gli spazi urbani e di percepire l’identità cittadina.

Il senso della consegna del libro a Sodano è proprio questo.

Guardare indietro non per vivere di nostalgia, ma per capire cosa abbiamo perduto e cosa potremmo recuperare.

Magari sfogliando quelle pagine il sindaco potrà trovare qualche idea.

Non necessariamente una grande opera.

Forse qualcosa di molto più semplice: cura, attenzione ai dettagli, decoro, rispetto dei luoghi pubblici e consapevolezza che persino l’immagine di un ufficio istituzionale contribuisce a raccontare una città.

I sandali non amministrano una città

Naturalmente sarebbe assurdo giudicare l’attività di un sindaco dal tipo di scarpe che indossa.

I sandali non approvano bilanci, non riparano strade, non raccolgono rifiuti, non fanno arrivare l’acqua nelle case e non risolvono i problemi di Agrigento.

E, allo stesso modo, una giacca e una cravatta non trasformerebbero automaticamente un cattivo amministratore in un buon sindaco.

Il punto è un altro.

La fotografia racconta un primo cittadino che evidentemente non sente la necessità di costruire un’immagine formale di sé neppure all’interno del proprio ufficio.

Può perfino essere considerato un segnale di semplicità.

Ma proprio perché quell’ufficio non è casa del sindaco, bensì casa di tutti gli agrigentini, qualche attenzione in più all’immagine complessiva del luogo non guasterebbe.

La forma non sostituirà mai la sostanza.

Ma nelle istituzioni, qualche volta, anche la forma comunica la sostanza.

Una fotografia da conservare

E allora questa fotografia merita di essere conservata.

C’è dentro un po’ di tutto.

C’è “NOSTALGIA CANAGLIA”, che racconta l’Agrigento che fu.

C’è Michele Sodano, chiamato oggi a costruire quella che verrà.

Ci sono i sandali del sindaco, simbolo involontario di un Palazzo dei Giganti sempre più informale.

E c’è quel pavimento che, almeno nell’immagine, sembra chiedere un po’ di attenzione.

Passato, presente e futuro racchiusi in un solo scatto.

Noi vogliamo leggerlo con ottimismo.

Agrigento è pronta a proiettarsi verso le grandi capitali europee.

Il viaggio può cominciare da Palazzo dei Giganti.

Magari, prima di partire, una passata al parquet.

Poi penseremo al resto della città.

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Fonte: Report Sicilia

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