Agrigento – Vino, allarme nell’Agrigentino: giacenze in aumento e prezzi dell’uva in caduta, Salvaggio chiede la distillazione di crisi. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

La crisi del comparto vitivinicolo rischia di trasformarsi in una vera emergenza economica e sociale per il territorio agrigentino. Cantine con serbatoi pieni, consumi in calo, costi di produzione sempre più pesanti e prezzi delle uve che rischiano di precipitare proprio mentre si avvicina la vendemmia.
A lanciare l’allarme è il deputato regionale Luigi Salvaggio, che in un comunicato stampa dell’11 agosto mette nero su bianco una situazione che interessa direttamente una delle filiere agricole più importanti della provincia di Agrigento.
Il problema riguarda in maniera particolare le numerose cantine sociali presenti sul territorio, soprattutto nell’hinterland canicattinese e nell’area menfitana. Secondo Salvaggio, senza provvedimenti immediati ed efficaci la crisi del vino potrebbe andare ben oltre le difficoltà delle singole aziende e trasformarsi in un problema sociale per intere comunità che vivono direttamente o indirettamente di viticoltura.
Cantine piene e consumi che diminuiscono
Il primo campanello d’allarme riguarda le giacenze.
Nelle cantine si accumula vino che il mercato fatica ad assorbire. Al surplus produttivo si accompagna infatti una diminuzione dei consumi che, secondo quanto evidenziato nel documento, si registra ormai da alcuni anni.
A questo si aggiunge una situazione economica particolarmente pesante per aziende agricole e cantine, costrette a fare i conti con il caro energia, l’aumento dei carburanti e il rincaro dei fertilizzanti. Costi che comprimono ulteriormente la redditività delle imprese e finiscono inevitabilmente per incidere sulle famiglie che lavorano nel settore.
Ma è soprattutto un altro passaggio del comunicato a destare preoccupazione.
L’accumulo di vino nei serbatoi e la difficoltà di collocare il prodotto sul mercato, collegata in particolare alla contrazione dei consumi di vino rosso, starebbero già determinando un abbassamento del prezzo dell’uva conferita dai produttori. Il rischio, dunque, non rimane confinato alle cantine, ma si trasferisce direttamente sui viticoltori.
Più produzione, ma il mercato non assorbe il vino
Il quadro descritto da Salvaggio è abbastanza semplice quanto preoccupante: nelle ultime due annate la produzione è tornata a crescere, ma a questa ripresa non è corrisposto un analogo incremento dei consumi.
Il risultato è l’aumento delle giacenze e, di conseguenza, una pressione verso il basso sui prezzi delle uve e del vino rosso.
Una situazione che diventa ancora più delicata considerando il periodo dell’anno: la nuova vendemmia è ormai alle porte.
Se le cantine arrivano alla raccolta con quantità importanti di prodotto ancora nei serbatoi, diventa evidente il rischio che la difficoltà di collocamento del vino finisca per scaricarsi sul prezzo riconosciuto a chi produce l’uva.
Salvaggio incontrerà Sammartino e Tamajo
Il deputato regionale annuncia quindi un’iniziativa politica immediata.
Nonostante il periodo ferragostano, Salvaggio fa sapere che nei prossimi giorni incontrerà l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino e l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo.
L’obiettivo dichiarato è chiedere interventi capaci di sostenere il settore e creare condizioni che consentano ai viticoltori di affrontare la vendemmia imminente con maggiori garanzie sulla continuità produttiva e, per quanto possibile, sulla redditività.
La proposta: distillazione di crisi
Tra le misure indicate c’è innanzitutto la distillazione di crisi, strumento del quale si discute da tempo e che consentirebbe, relativamente a vini specificamente individuati, di sottrarre parte delle eccedenze al mercato.
L’obiettivo sarebbe duplice: ridurre le giacenze che oggi appesantiscono le cantine e contemporaneamente creare le condizioni per ridare ossigeno economico alla filiera.
Ma Salvaggio chiede anche interventi capaci di garantire liquidità alle aziende.
Il nodo decisivo: quanto verrà pagata l’uva?
C’è poi una questione che riguarda direttamente migliaia di produttori e che rischia di diventare il vero tema della prossima vendemmia: il prezzo dell’uva.
Salvaggio chiede un piano di controlli «severi e concreti» affinché il prezzo riconosciuto ai viticoltori non scenda mai sotto i costi medi di produzione elaborati dall’ISMEA.
È probabilmente questo il punto sul quale nelle prossime settimane si misurerà concretamente la gravità della crisi.
Perché una vendemmia abbondante non rappresenta necessariamente una buona notizia se il prodotto viene conferito a prezzi incapaci persino di coprire i costi sostenuti per produrlo.
Una partita che riguarda tutta la provincia
La viticoltura nell’Agrigentino non è soltanto vino. Significa aziende agricole, cantine sociali, lavoratori stagionali, trasporti, mezzi agricoli, servizi, forniture e migliaia di famiglie che, direttamente o indirettamente, dipendono dalla tenuta economica della filiera.
Per questo l’allarme lanciato alla vigilia della vendemmia merita risposte rapide e soprattutto concrete.
Salvaggio annuncia che lavorerà anche per sensibilizzare gli altri deputati e gli assessori regionali interessati, con l’obiettivo di arrivare, se necessario, a interventi urgenti di spesa destinati alla distillazione di crisi e al sostegno della liquidità delle aziende.
Adesso la questione passa alla Regione.
La vendemmia, infatti, non aspetta i tempi della politica. E con le cantine ancora cariche di vino, i consumi in contrazione e i costi di produzione elevati, il rischio è che a pagare il conto della crisi siano ancora una volta gli ultimi anelli della filiera: i viticoltori e le loro famiglie.
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Fonte: Report Sicilia
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