ASACOM ad Agrigento, cosa è successo dopo l’avviso del 7 agosto: Il Comune fa marcia indietro sull’UVM e riscrive gli atti. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Eventi.
Cosa sta succedendo

AGRIGENTO – Prima l’avviso, pubblicato sulla base della determinazione dirigenziale n. 2421 del 7 agosto 2026. Poi, appena sei giorni dopo, una revoca parziale in autotutela, la cancellazione di alcuni passaggi sostanziali contenuti negli atti originari e la loro sostituzione con una formulazione completamente diversa.
È quanto emerge dall’esame incrociato della documentazione relativa all’aggiornamento dell’Albo comunale degli enti accreditati per il servizio ASACOM, l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione destinata agli alunni con disabilità grave delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado di Agrigento.
Una vicenda che merita di essere ricostruita con precisione, perché non si tratta della correzione di un refuso.
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Il 7 agosto il Comune approva il primo impianto
Tutto parte dalla determinazione dirigenziale n. 2421 del 7 agosto 2026, con la quale il Comune avvia la procedura per aggiornare l’Albo degli enti accreditati e approva l’avviso pubblico, il Documento esplicativo, il Patto di accreditamento e l’istanza.
La determina stabilisce inoltre che per gli enti già accreditati non sia necessario presentare una nuova istanza, essendo sufficiente un’autocertificazione sul mantenimento dei requisiti, ferma restando la sottoscrizione del Patto di accreditamento.
Ma è soprattutto la motivazione iniziale della determina a essere importante.
Il Comune richiama infatti una nota dell’Autorità Garante della Persona con Disabilità della Regione Siciliana, protocollo n. 19/Gpd del 5 maggio 2026, sostenendo che con quella comunicazione i Comuni sarebbero stati invitati ad applicare con sollecitudine le procedure di transizione previste dal decreto legislativo 62/2024 e indicando come centrale il nuovo “Progetto di Vita Individuale, Personalizzato e Partecipato”.
Da questa premessa l’atto del 7 agosto fa discendere una scelta precisa: il Comune dichiara di voler attivare da gennaio 2027 i Progetti di Vita e programma inizialmente il servizio ASACOM fino al 31 dicembre 2026, riservandosi una successiva prosecuzione per gennaio-giugno 2027 dopo una rivalutazione del monte orario da parte dell’istituenda UVM, nell’ambito dei Progetti di Vita.
Lo stesso concetto finisce nell’avviso pubblico.
Nell’avviso originario si legge infatti che il Comune intende attivare i Progetti di Vita da gennaio 2027 e che l’affidamento viene programmato fino al 31 dicembre, con eventuale prosecuzione fino a giugno 2027 dopo la rivalutazione del monte ore da parte dell’UVM, tenendo conto anche del tempo scolastico effettivo, degli ulteriori interventi socio-sanitari e delle risorse disponibili.
Il medesimo impianto viene trasferito nel Patto di accreditamento: il documento prevedeva espressamente l’adeguamento del servizio al Progetto di Vita dal primo gennaio 2027 e la successiva rivalutazione del monte orario attraverso l’UVM.
Dunque il 7 agosto non siamo davanti a una frase isolata: la scelta attraversa determina, avviso, Documento esplicativo e Patto di accreditamento.
Ma c’è un particolare nella nota del Garante che merita attenzione
C’è poi un elemento documentale che non può essere ignorato.
Abbiamo esaminato anche la nota n. 19/Gpd del 5 maggio 2026 richiamata dalla determina n. 2421.
Nella pagina della comunicazione regionale allegata agli atti, i destinatari indicati sono i Distretti socio-sanitari delle province di Caltanissetta, Catania, Messina e Palermo e “tutti i Comuni dei suddetti Distretti Socio-Sanitari in cui è in vigore la sperimentazione della Riforma per la disabilità”, oltre ai Garanti comunali ove nominati. La stessa nota invita “tutti i Comuni in indirizzo, coinvolti nella sperimentazione” ad essere solerti nell’applicazione delle procedure indicate nel vademecum.
Agrigento non compare tra le province indicate nella comunicazione.
Questo non significa, da solo, che il D.Lgs. 62/2024 non abbia rilevanza per Agrigento o che il Comune non debba prepararsi all’applicazione della riforma. Significa però che, leggendo letteralmente il documento prodotto, la nota del 5 maggio richiamata come premessa della determina del 7 agosto è indirizzata ai territori coinvolti nella sperimentazione indicati nella stessa comunicazione.
Ed è un particolare tutt’altro che secondario nella ricostruzione di quanto accaduto successivamente.
Passano sei giorni e il Comune cambia impostazione
Arriviamo al 13 agosto 2026.
Con la determinazione n. 2461, il responsabile del Settore interviene in autotutela proprio sulla determina del 7 agosto e sui suoi allegati.
Il Comune riconosce esplicitamente che nella precedente determina, nel Patto, nel Documento esplicativo e nell’avviso pubblico era stata prevista la possibile rivalutazione del monte orario da parte dell’UVM nell’ambito dei Progetti di Vita. Ma subito dopo arriva il passaggio decisivo:
il riferimento all’istituenda UVM nell’ambito dei Progetti di Vita viene ritenuto “non pertinente” ai fini della definizione del monte orario del servizio di assistenza alla comunicazione.
È scritto nero su bianco nella nuova determina.
In sostanza, ciò che il 7 agosto costituiva uno degli elementi qualificanti della programmazione del servizio per il 2027, il 13 agosto viene giudicato dallo stesso Comune non pertinente per stabilire le ore di assistenza.
Chi stabilisce allora il monte ore? Il PEI
Ed è qui che avviene il cambiamento più importante.
La nuova impostazione stabilisce che:
“Il monte orario settimanale è stabilito, in relazione alle esigenze del singolo alunno e in relazione alle condizioni ambientali e di apprendimento, dal PEI e dai successivi eventuali aggiornamenti in funzione dei bisogni degli utenti e della loro integrazione con gli altri servizi socio-sanitari resi disponibili con le iniziative progettuali del Comune”.
Scompare quindi il meccanismo che collegava la rivalutazione delle ore all’istituenda UVM nell’ambito dei Progetti di Vita.
Il riferimento centrale torna a essere il Piano Educativo Individualizzato – PEI, con i suoi eventuali aggiornamenti.
Non è una differenza puramente terminologica: cambia il soggetto e il meccanismo indicato negli atti per la determinazione e l’aggiornamento del monte orario ASACOM.
Cancellato il passaggio dal Documento esplicativo
La determina n. 2461 è particolarmente chiara perché riporta materialmente ciò che viene eliminato e ciò che viene inserito.
Dal Documento esplicativo viene cancellato l’intero periodo nel quale si prevedeva l’attivazione dei Progetti di Vita da gennaio 2027, l’affidamento ASACOM fino al 31 dicembre 2026 e la prosecuzione gennaio-giugno subordinata alla rivalutazione del monte ore attraverso l’UVM.
Al suo posto viene inserita la disposizione che attribuisce al PEI e ai suoi successivi aggiornamenti la determinazione del monte orario.
Modificato anche il Patto che gli enti devono sottoscrivere
Stessa operazione sul Patto di accreditamento.
Nel documento originario era scritto che dal primo gennaio 2027 il servizio sarebbe stato adeguato al nuovo Progetto di Vita e che, proprio per questo, l’affidamento era programmato fino al 31 dicembre 2026, con prosecuzione successiva alla rivalutazione effettuata dall’UVM.
Quel periodo viene eliminato.
Anche qui viene sostituito dalla regola secondo cui il monte orario settimanale viene stabilito dal PEI e dai suoi successivi aggiornamenti.
Riscritto anche l’avviso pubblico
La correzione investe infine lo stesso avviso rivolto agli enti.
Dal vecchio avviso vengono eliminati sia il riferimento all’attivazione dei Progetti di Vita da gennaio 2027 sia la previsione della rivalutazione del monte orario da parte dell’UVM.
Nel nuovo avviso compare invece direttamente il principio secondo il quale il monte ore viene determinato dal PEI e dai suoi aggiornamenti. Il nuovo testo richiama inoltre espressamente la riapprovazione degli atti e la revoca parziale della precedente determinazione e dei relativi allegati.
Non viene cancellata tutta la procedura
Va precisato un punto fondamentale.
Il Comune non annulla l’intera procedura di accreditamento.
La determina n. 2461 dispone una revoca parziale e conferma espressamente, per tutto ciò che non è stato modificato, la validità, l’efficacia e la motivazione della determina n. 2421 e dei relativi allegati.
La scadenza indicata nell’avviso per la presentazione delle domande resta, nella documentazione esaminata, fissata alle ore 12 del 31 agosto 2026.
Quindi la procedura continua, ma con regole corrette su un punto estremamente delicato: la determinazione del monte orario dell’assistenza agli alunni con disabilità.
E chi aveva già presentato la domanda deve rifarla
C’è infine una conseguenza pratica che dimostra quanto la modifica non sia soltanto formale.
La determina del 13 agosto stabilisce espressamente che “le istanze già inoltrate dovranno essere ripresentate con la sottoscrizione degli allegati modificati”.
Dunque un ente che, confidando nell’avviso pubblicato dal Comune, avesse già trasmesso la propria documentazione, deve tornare sulla procedura e ripresentare l’istanza con i nuovi allegati.
Anche questo conferma la portata concreta dell’intervento in autotutela.
Al posto dell’UVM arriva un tavolo permanente
La determina del 13 agosto non si limita comunque a cancellare il riferimento all’UVM.
Il Comune ritiene necessaria l’istituzione di un tavolo permanente di confronto che coinvolga i responsabili del Dipartimento di Neuropsichiatria infantile, del Dipartimento Cure Primarie dell’ASP di Agrigento e il dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale di Agrigento.
Obiettivo dichiarato: procedere a un aggiornamento periodico dei PEI sulla base dell’evoluzione dei bisogni degli utenti e dell’integrazione con gli altri servizi socio-sanitari.
È questa, dunque, la nuova architettura delineata dall’atto: non più rivalutazione del monte ore affidata all’istituenda UVM nell’ambito dei Progetti di Vita, ma centralità del PEI, dei suoi aggiornamenti e di un tavolo permanente di confronto istituzionale.
Dal 7 al 13 agosto: la cronologia parla da sola
La sequenza degli atti è semplice.
Il 7 agosto viene approvata la determina n. 2421.
Con quella determina viene pubblicato un avviso che collega il secondo periodo dell’anno scolastico 2026/2027 alla futura attivazione dei Progetti di Vita e a una possibile rivalutazione del monte orario ASACOM attraverso l’UVM.
Il termine per presentare le istanze viene fissato al 31 agosto.
Il 13 agosto, mentre quel termine è ancora aperto, il Comune interviene con la determina n. 2461.
Nello stesso provvedimento riconosce che l’atto è recente e che, essendo ancora aperti i termini dell’avviso, non si è consolidata alcuna posizione di vantaggio in capo a terzi.
E soprattutto stabilisce che il riferimento all’UVM utilizzato appena sei giorni prima è “non pertinente” per la definizione del monte orario ASACOM.
Da qui la revoca parziale, la sostituzione dei passaggi contestati, la pubblicazione degli allegati modificati e l’obbligo, per chi avesse già presentato istanza, di ripresentarla.
La domanda inevitabile: perché quel passaggio è entrato negli atti del 7 agosto?
Ed è questo il punto sul quale, al di là delle valutazioni politiche, sarebbe utile una spiegazione dell’Amministrazione.
Se il 13 agosto il riferimento all’UVM viene formalmente considerato “non pertinente”, perché era stato inserito sei giorni prima non soltanto nella determina, ma ripetuto nell’avviso pubblico, nel Documento esplicativo e nel Patto di accreditamento?
E soprattutto: quanto ha inciso sulla formulazione originaria il richiamo alla nota del Garante regionale del 5 maggio 2026, considerato che il documento prodotto indica espressamente come destinatari i distretti e i Comuni coinvolti nella sperimentazione nelle province di Caltanissetta, Catania, Messina e Palermo, e non Agrigento?
Sono domande che nascono dagli stessi documenti.
Il dato amministrativo, invece, è già certo: l’avviso ASACOM pubblicato sulla base della determina del 7 agosto è stato corretto durante il periodo utile per presentare le domande; una parte sostanziale della disciplina sul monte ore è stata ritirata; gli allegati sono stati sostituiti e le istanze eventualmente già presentate devono essere ripresentate.
Il 7 agosto l’UVM veniva indicata come soggetto destinato a rivalutare il monte orario. Il 13 agosto quello stesso riferimento viene definito “non pertinente”.
Sei giorni sono bastati al Comune per cambiare impostazione.
E quando si parla dell’assistenza scolastica destinata agli alunni con disabilità grave, capire come e perché sia stato necessario correggere in autotutela un avviso appena pubblicato non è una questione burocratica: è una questione di trasparenza amministrativa e, soprattutto, di certezza delle regole per le famiglie, per gli studenti e per gli enti chiamati a garantire il servizio.
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Fonte: Report Sicilia
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