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Agrigento – Maddalusa, La Vardera al cittadino: «Si vergogni lei ad essersi fatto la casa abusiva». E sui social esplode la rabbia

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Agrigento – Maddalusa, La Vardera al cittadino: «Si vergogni lei ad essersi fatto la casa abusiva». E sui social esplode la rabbia. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 7 min

Un cittadino contesta il sindaco Michele Sodano sotto un post di Ismaele La Vardera ricordando gli oltre cento giorni senza acqua a Maddalusa. La replica del deputato regionale è lapidaria: «Si vergogni lei ad essersi fatto la casa abusiva». Una risposta che apre un problema politico enorme: è questo il modo con cui si intende affrontare il dramma di migliaia di persone? E soprattutto, La Vardera conosce la situazione urbanistica personale dell’uomo al quale si è rivolto?

C’è una frase che rischia di raccontare molto più di cento comunicati stampa.

È comparsa sui social, sotto un post pubblicato dalla pagina “Ismaele La Vardera e ControCorrente”.

Un cittadino, Toto Di Betta, interviene criticando duramente il sindaco di Agrigento Michele Sodano e scrive, fra l’altro:

«Il sindaco di Agrigento non rappresenta i suoi elettori e non rappresenta Agrigento, ha lasciato Maddalusa al suo destino, 2000 persone senza acqua da 106 giorni».

Il commento prosegue con parole durissime e ripetuti «vergogna» rivolti all’amministrazione.

A quel punto interviene direttamente Ismaele La Vardera, contrassegnato da Facebook come autore del post.

La risposta è questa:

«Si vergogni lei ad essersi fatto la casa abusiva».

Poche parole.

Ma sono parole pesantissime, soprattutto perché pronunciate da un deputato regionale nei confronti di un cittadino che stava contestando politicamente il sindaco di Agrigento per il caso Maddalusa.

La prima domanda è semplicissima: La Vardera come sa che la casa di quel cittadino è abusiva?

Prima ancora della valutazione politica, c’è una domanda che Report Sicilia ritiene doveroso porre.

Ismaele La Vardera conosce personalmente la situazione urbanistica dell’immobile del signor Toto Di Betta?

Ha verificato documenti, concessioni, eventuali domande di sanatoria, procedimenti amministrativi o provvedimenti definitivi riguardanti proprio quell’immobile?

Oppure ha semplicemente associato il cittadino che protestava per Maddalusa alla categoria degli “abusivi”?

Perché sono due cose completamente diverse.

Ed è proprio qui che quella risposta diventa giornalisticamente interessante.

Non possiamo stabilire dalla schermata quale sia la situazione urbanistica dell’immobile eventualmente riconducibile all’autore del commento. Possiamo però documentare ciò che La Vardera gli ha scritto pubblicamente.

E chiedergli su quali elementi abbia fondato quell’affermazione.

Da «l’acqua è un diritto» a «si vergogni»

C’è poi una questione politica ancora più importante.

Quando esplose il caso Maddalusa, La Vardera arrivò sul posto, raccolse testimonianze, realizzò video e trasformò la vicenda in una battaglia politica.

Il messaggio era chiarissimo: l’acqua è un diritto e non può essere negata alle persone.

Una posizione sulla quale, peraltro, Report Sicilia ha sempre sostenuto un principio altrettanto semplice: una cosa è l’abuso edilizio, altra cosa è il diritto delle persone ad avere accesso a un bene essenziale.

Oggi, però, davanti a un cittadino che protesta perché a Maddalusa si continua a vivere senza acqua, la risposta del deputato diventa:

«Si vergogni lei ad essersi fatto la casa abusiva».

Allora qualcosa non torna.

Perché delle due l’una.

Se l’acqua è un diritto primario indipendentemente dalla condizione urbanistica dell’immobile, quel principio deve valere anche quando un cittadino critica il sindaco sostenuto politicamente da La Vardera.

Se invece l’abusivismo diventa motivo per rispondere «si vergogni» a chi reclama acqua, allora bisogna spiegare cosa sia cambiato.

Il cittadino aveva criticato Sodano, non La Vardera

C’è un particolare che rende l’episodio ancora più significativo.

Il commentatore non stava attaccando direttamente La Vardera.

Stava criticando Michele Sodano.

Scrive che il sindaco «ha lasciato Maddalusa al suo destino» e contesta i giorni trascorsi senza acqua.

A rispondergli non è Sodano.

È La Vardera.

Ed è impossibile non rilevare politicamente questo passaggio.

La Vardera è stato uno dei principali riferimenti politici della candidatura di Michele Sodano. ControCorrente ha sostenuto il progetto che ha portato Sodano a Palazzo dei Giganti.

Oggi, davanti alla critica di un cittadino rivolta al sindaco, è proprio La Vardera a intervenire.

E non per spiegare cosa abbia fatto l’amministrazione.

Non per indicare quando tornerà l’acqua.

Non per contestare il numero dei giorni indicato dal cittadino.

Ma per rispondergli:

«Si vergogni lei ad essersi fatto la casa abusiva».

E intanto Sodano sarà speaker agli Stati generali di ControCorrente

C’è un altro elemento che completa il quadro politico.

La Vardera ha appena annunciato gli Stati generali del civico ControCorrente, previsti ad Agrigento il 5 e 6 settembre.

Nel materiale promozionale pubblicato sui social compare anche Michele Sodano, sindaco di Agrigento, indicato come speaker.

La manifestazione viene presentata come il momento nel quale saranno illustrate le proposte del movimento per «cambiare la Sicilia».

Dunque il legame politico non è un ricordo della campagna elettorale.

È presente.

Ed è rivendicato pubblicamente.

Proprio per questo diventa ancora più legittimo chiedere dove finisca l’attività istituzionale del sindaco di tutti gli agrigentini e dove cominci il progetto politico di ControCorrente.

La durissima lettera pubblica di Alessandra Russo

La risposta di La Vardera non è passata inosservata.

Alessandra Russo ha pubblicato un lungo intervento rivolto direttamente al deputato.

Russo ricorda innanzitutto che La Vardera era andato a Maddalusa «insieme al sindaco Michele Sodano» e aveva realizzato video e interventi rivendicando il diritto all’acqua delle persone che abitano la zona.

Poi arriva al punto centrale.

Secondo Russo, La Vardera prima avrebbe difeso «i residenti sul piano dei diritti primari», mentre adesso, davanti alle critiche rivolte al sindaco, punterebbe il dito contro gli stessi residenti parlando di case abusive.

La critica diventa quindi politica:

se il principio era che l’acqua spettasse alle persone indipendentemente dalla situazione degli immobili, perché quel principio sembra improvvisamente scomparire quando viene criticato Sodano?

Russo accusa inoltre La Vardera di utilizzare i social per ottenere visibilità e conclude annunciando che la questione peserà politicamente al momento del voto.

Sono opinioni della cittadina, naturalmente, e come tali vanno considerate.

Ma pongono domande alle quali La Vardera potrebbe rispondere.

La politica dell’acqua rischia di mostrare il suo vero cortocircuito

Report Sicilia lo scrive da tempo: Maddalusa rischia di diventare un enorme laboratorio politico costruito contemporaneamente sull’acqua e sull’abusivismo.

Prima le telecamere.

Poi le visite.

Poi le battaglie sui social.

Poi la politica regionale e nazionale.

Ma alla fine rimangono i cittadini e rimane una domanda elementare:

l’acqua quando arriva?

Perché Michele Sodano oggi non è più un candidato che può limitarsi a denunciare ciò che non funziona.

È il sindaco.

E Ismaele La Vardera non è un osservatore neutrale dell’amministrazione Sodano: è uno dei protagonisti del progetto politico che lo ha sostenuto e oggi lo presenta come speaker agli Stati generali di ControCorrente.

Per questo la risposta rivolta al cittadino assume un significato politico che va ben oltre una schermaglia su Facebook.

«Si vergogni»: ma il problema è la casa o la persona?

La questione che continuiamo a porre resta sempre la stessa.

Se una costruzione è abusiva e deve essere demolita, si applichi la legge.

Non compete a Report Sicilia stabilire quali immobili debbano essere demoliti e quali possano eventualmente essere sanati.

Esistono uffici, procedimenti, giudici e norme.

Ma le persone non diventano abusive.

I bambini non sono abusivi.

Gli anziani non sono abusivi.

I disabili non sono abusivi.

L’acqua serve alle persone, non alle pratiche edilizie.

Ed è proprio questo il principio sul quale La Vardera aveva costruito la propria battaglia a Maddalusa.

Per questo oggi quella frase pesa ancora di più.

Una domanda direttamente a La Vardera

Noi non intendiamo stabilire attraverso Facebook chi abbia ragione e chi torto.

Facciamo però alcune domande pubbliche al deputato regionale:

su quali documenti La Vardera afferma che proprio il cittadino al quale ha risposto si sia “fatto la casa abusiva”?

E ancora:

ritiene che un cittadino che vive in un immobile abusivo debba vergognarsi quando reclama l’acqua?

E se è così, perché nei mesi precedenti il messaggio politico era stato quello del diritto all’acqua per tutti?

Ma soprattutto:

cosa è cambiato da quando Michele Sodano è diventato sindaco?

Perché è questa la domanda politica che oggi appare inevitabile.

Quando bisognava denunciare il problema, Maddalusa era una battaglia per i diritti.

Adesso che bisogna risolverlo e che un cittadino critica il sindaco, quello stesso cittadino si sente rispondere:

«Si vergogni lei ad essersi fatto la casa abusiva».

La differenza sta tutta qui.

E forse quella risposta di poche parole racconta il cortocircuito politico di Maddalusa meglio di qualsiasi conferenza stampa.

L’acqua era un diritto soltanto quando serviva a denunciare il problema oppure rimane un diritto anche adesso che chi era al fianco della protesta governa Agrigento?

A questa domanda, più che a Facebook, sarebbe opportuno rispondere ai cittadini.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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