Agrigento – Visita al carcere Pagliarelli, il Si.N.A.P.Pe denuncia «gravissime anomalie»: Chiesti accertamenti immediati. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Secondo il sindacato, un senatore avrebbe utilizzato la visita istituzionale per incontrare un detenuto, indicato come amico d’infanzia. Preannunciato un esposto alla Procura. Nel mirino anche il ruolo del provveditore regionale Maurizio Veneziano
Una visita formalmente istituzionale alla Casa circondariale “Pagliarelli” di Palermo che, secondo quanto denunciato dal Si.N.A.P.Pe, potrebbe avere avuto finalità molto diverse da quelle previste dall’Ordinamento penitenziario.
È quanto emerge dalla durissima nota trasmessa il 30 agosto dal segretario generale aggiunto del sindacato, Nicolò Lauricella, al provveditore dell’Amministrazione penitenziaria della Sicilia Maurizio Veneziano, alla direzione del carcere palermitano, ai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e all’Ufficio relazioni sindacali del Dap.
Il Si.N.A.P.Pe parla apertamente di «gravissime anomalie», chiede accertamenti immediati e preannuncia la presentazione di un dettagliato esposto-denuncia all’autorità giudiziaria.
È necessario precisare che le circostanze riportate nella nota rappresentano, allo stato, contestazioni e richieste di verifica formulate dall’organizzazione sindacale. Dovranno quindi essere riscontrate dagli organismi competenti, nel pieno rispetto delle posizioni di tutte le persone coinvolte.
La visita e l’incontro con un detenuto
Secondo le informazioni che il sindacato afferma di avere acquisito, anche attraverso il comandante di reparto del Pagliarelli, la visita di un senatore della Repubblica non sarebbe stata realmente finalizzata a verificare le condizioni della struttura, la situazione della popolazione detenuta e il rispetto dei diritti delle persone ristrette.
L’obiettivo sarebbe stato, invece, quello di incontrare uno specifico detenuto, descritto come amico e conoscente del parlamentare fin dall’infanzia.
Se questa ricostruzione dovesse essere confermata, secondo il Si.N.A.P.Pe si porrebbe un serio problema sull’effettiva finalità dell’ingresso nell’istituto e sull’eventuale utilizzo di una prerogativa istituzionale per ragioni personali.
L’articolo 67 dell’Ordinamento penitenziario consente, infatti, a determinate autorità, tra le quali i parlamentari, di visitare gli istituti senza preventiva autorizzazione. Una prerogativa legata all’esercizio delle funzioni istituzionali, che non dovrebbe essere utilizzata per scopi estranei.
«Rapporto di particolare familiarità»
Il sindacato sostiene che l’incontro si sarebbe svolto in un clima di particolare familiarità e confidenza. Lo stesso senatore avrebbe precisato, davanti ai presenti, che il detenuto era una sua vecchia conoscenza d’infanzia.
Durante il colloquio, inoltre, il detenuto avrebbe avanzato alcune richieste personali che, sempre secondo le informazioni giunte all’organizzazione sindacale, avrebbero successivamente trovato seguito.
È proprio questo uno degli aspetti considerati più delicati. Il Si.N.A.P.Pe domanda di conoscere quali richieste siano state presentate, a chi siano state rivolte, chi abbia deciso di accoglierle e attraverso quali atti, canali o interventi amministrativi.
Non si tratta, dunque, soltanto di accertare se l’incontro sia avvenuto, ma anche di verificare se da quel colloquio siano derivate iniziative in favore del detenuto e se queste siano state adottate nel rispetto delle procedure e del principio di parità di trattamento.
La visita sarebbe proseguita soltanto nel teatro
Un ulteriore elemento segnalato riguarda il seguito della visita.
Secondo la ricostruzione contenuta nella nota, il senatore e il provveditore regionale Maurizio Veneziano avrebbero successivamente visitato soltanto il teatro del carcere, senza compiere una verifica più ampia delle sezioni detentive, delle condizioni della struttura e della situazione complessiva della popolazione carceraria.
Anche questo passaggio, secondo il sindacato, contribuirebbe a sollevare dubbi sulla reale natura istituzionale dell’accesso.
Il Si.N.A.P.Pe chiede pertanto di accertare quali locali siano stati effettivamente visitati, quali persone siano state incontrate e quale ruolo abbia avuto il provveditore regionale nell’organizzazione e nello svolgimento della visita.
I riferimenti a vicende politiche e giudiziarie
La nota sindacale contiene anche riferimenti alla posizione del parlamentare, il cui nome non viene indicato nel documento.
Secondo quanto rappresentato dal Si.N.A.P.Pe, all’epoca dei fatti il senatore sarebbe stato interessato da un procedimento giudiziario relativo a ipotesi di reato, fra le quali associazione per delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio e falso.
Il sindacato richiama inoltre una presunta vicinanza politica tra il parlamentare, già appartenente al Nuovo Centrodestra, e il percorso che avrebbe condotto alla nomina del provveditore dell’Amministrazione penitenziaria.
Sono circostanze che il Si.N.A.P.Pe chiede di verificare e collocare correttamente nel tempo, allo scopo di accertare l’eventuale esistenza di rapporti o collegamenti capaci di compromettere, anche soltanto sul piano dell’apparenza, l’imparzialità dell’azione amministrativa.
Anche in questo caso si tratta di affermazioni contenute nella segnalazione sindacale, sulle quali dovranno pronunciarsi gli organi competenti e rispetto alle quali resta fermo il principio di presunzione di innocenza.
Nove domande rivolte al Dap
Il documento non si limita a denunciare genericamente la vicenda, ma formula nove precise richieste di chiarimento.
Il Si.N.A.P.Pe vuole sapere quale fosse l’effettiva finalità della visita e quale motivazione istituzionale fosse stata formalmente dichiarata; se il detenuto sia stato realmente incontrato e con quali modalità; quali richieste abbia formulato e se siano state accolte.
Il sindacato domanda inoltre chi, tra i rappresentanti dell’Amministrazione, fosse presente durante l’incontro, quale ruolo abbia avuto il provveditore regionale, quali locali siano stati visitati e se siano state redatte relazioni, annotazioni o informative di servizio.
Infine, chiede di conoscere se siano già state avviate verifiche interne e se siano stati individuati eventuali profili di carattere disciplinare, amministrativo o penale.
Per ricostruire l’accaduto, l’organizzazione sindacale sollecita l’acquisizione dei registri degli accessi, delle autorizzazioni, delle annotazioni del personale, delle eventuali relazioni di servizio e di tutta la documentazione relativa alla visita.
Preannunciato un esposto-denuncia
Il tono della nota è particolarmente netto. Il Si.N.A.P.Pe avverte che non accetterà risposte generiche, interlocutorie o prive di documentazione.
Secondo il sindacato, se le circostanze denunciate dovessero trovare conferma potrebbero emergere responsabilità disciplinari, amministrative e, ricorrendone i presupposti, penali. Per questa ragione viene formalmente preannunciata la presentazione di un esposto-denuncia alla competente autorità giudiziaria.
L’organizzazione sindacale sottolinea anche che un’eventuale inerzia dell’Amministrazione davanti a fatti potenzialmente rilevanti non potrebbe essere considerata priva di conseguenze.
In arrivo “Il sistema – Atto quarto”
Nella parte conclusiva del documento, il Si.N.A.P.Pe annuncia la preparazione di un nuovo dossier intitolato “Il sistema – Atto quarto”.
Il documento dovrebbe contenere ulteriori circostanze ritenute gravi, che si sarebbero verificate nell’ambito dell’Amministrazione penitenziaria nazionale e che coinvolgerebbero, secondo quanto anticipato dal sindacato, anche esponenti delle istituzioni politiche nazionali.
La vertenza, dunque, appare destinata ad allargarsi.
Adesso la parola passa al provveditore regionale, alla direzione del Pagliarelli e ai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria. Spetterà loro chiarire se la visita abbia rispettato pienamente le finalità istituzionali o se una prerogativa riconosciuta dalla legge sia stata utilizzata per favorire un incontro personale.
Report Sicilia resta disponibile a pubblicare integralmente eventuali precisazioni, repliche o smentite dei soggetti interessati.
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Fonte: Report Sicilia
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