Agrigento – Fondazione Pirandello, il CdA “gratuito” lo era già: Anche i precedenti avevano rinunciato al gettone. Allora qual è la novità?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

L’EDITORIALE
“Il nuovo CdA lavorerà a titolo gratuito”. La precisazione viene ripetuta nella presentazione della nuova governance della Fondazione Teatro Luigi Pirandello quasi rappresentasse uno dei simboli del cambiamento voluto dal sindaco Michele Sodano. C’è però un particolare tutt’altro che secondario: anche i componenti del precedente Consiglio di amministrazione avevano rinunciato al gettone di presenza. Non solo. Lo Statuto prevedeva comunque appena la metà del gettone dei consiglieri comunali: con 25 euro a seduta, parliamo di 12 euro e 50 centesimi. Dunque: gratuito prima, gratuito adesso. Perché presentarlo come elemento qualificante del nuovo corso?
AGRIGENTO – A questo punto bisogna dirlo chiaramente.
Il nuovo Consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro Pirandello lavorerà gratuitamente. Esattamente come quello precedente.
E allora qualcosa nella narrazione di queste ore non torna.
La gratuità del nuovo CdA è stata infatti sottolineata nella comunicazione che ha accompagnato la presentazione della nuova governance ed è finita persino nei titoli della stampa.
AgrigentoNotizie parla espressamente del nuovo CdA gratuito.
Anche Report Sicilia ha riportato le dichiarazioni del sindaco e la presentazione della nuova governance.
Ma adesso mettiamo insieme tutti i pezzi.
Perché la realtà è molto meno rivoluzionaria di quanto la parola “gratuito”, isolata dal contesto, potrebbe lasciare intendere.
anche il precedente CdA lavorava gratuitamente
Partiamo dal fatto fondamentale.
Anche i componenti del precedente Consiglio di amministrazione avevano rinunciato al gettone di presenza.
Quindi non c’è un “prima” nel quale gli amministratori percepivano il gettone e un “dopo” nel quale i nuovi arrivati, per scelta virtuosa, decidono di lavorare gratuitamente.
La situazione, sotto questo aspetto, è molto più semplice:
prima: gettone previsto, ma rinuncia dei componenti.
adesso: gettone previsto, ma rinuncia dei componenti.
Dov’è la novità?
Non c’è.
E questo non significa togliere alcun merito ai nuovi componenti. Significa semplicemente riconoscere lo stesso merito anche a quelli che c’erano prima.
e sapete a quanto ammontava comunque il gettone? 12 euro e 50
C’è di più.
Abbiamo preso lo Statuto della Fondazione e siamo andati a vedere quale fosse questo compenso al quale si rinunciava.
L’articolo 8 stabilisce:
«Ai membri del Consiglio di Amministrazione spetta, oltre al rimborso delle spese sostenute per lo svolgimento del loro incarico, per ogni presenza alle sedute del consiglio di amministrazione ai componenti compete la metà del gettone di presenza erogato ai consiglieri comunali e comunque fino ad un massimo mensile pari ad un quarto dell’indennità dovuta ai consiglieri comunali».
Traduciamo.
Il gettone di presenza del consigliere comunale è di 25 euro.
Al componente del CdA ne sarebbe spettata la metà:
12 euro e 50 centesimi a seduta.
E anche a quei 12 euro e 50 il precedente CdA aveva rinunciato.
Quindi la gratuità non nasce oggi.
Esisteva già nella precedente gestione per effetto della rinuncia dei suoi componenti.
allora perché sottolinearlo oggi?
Ed eccoci al punto.
Perché presentare il nuovo CdA sottolineando che lavorerà “a titolo gratuito”?
Perché farne un elemento da evidenziare nella comunicazione?
Perché inserirlo nei titoli?
La domanda non è polemica. È giornalistica.
Perché un cittadino che legge soltanto:
“Sodano nomina il nuovo CdA: incarichi a titolo gratuito”
cosa dovrebbe pensare?
La conclusione più immediata potrebbe essere:
“Finalmente. Prima evidentemente venivano pagati”.
E invece no.
Anche prima lavoravano gratuitamente.
Questa seconda parte della frase cambia completamente il significato della prima.
gratuito oggi. gratuito ieri
Proviamo allora a costruire un titolo altrettanto vero, ma completo:
“Fondazione Pirandello, nuovo CdA a titolo gratuito come il precedente”.
Oppure:
“Nuovo CdA, confermata la gratuità: anche i precedenti componenti avevano rinunciato al gettone”.
Sono titoli meno suggestivi?
Probabilmente sì.
Ma raccontano tutta la storia.
Perché il problema non è scrivere che i nuovi componenti lavoreranno gratuitamente.
È vero.
Il problema nasce quando si omette che la stessa identica condizione caratterizzava già il CdA precedente.
non serve sminuire chi c’era prima per valorizzare chi arriva
Questa amministrazione ha tutto il diritto di cambiare il Consiglio di amministrazione.
Ha il diritto di scegliere persone nelle quali ripone fiducia.
Ha il diritto di annunciare un nuovo progetto culturale.
Ha persino il diritto di rivendicare una discontinuità rispetto alla precedente gestione, laddove quella discontinuità esista davvero.
Ma proprio per questo non c’è alcun bisogno di costruire differenze che non esistono.
Se il nuovo CdA sarà migliore, lo dimostrerà.
Se porterà più spettatori al Teatro, lo scriveremo.
Se migliorerà i conti, lo scriveremo.
Se aumenterà la qualità della programmazione, lo scriveremo.
Se riuscirà ad attrarre finanziamenti e produzioni importanti, lo scriveremo.
Ma la gratuità?
Quella c’era già.
Patti, Cirino e gli altri avevano già rinunciato
E allora va riconosciuto anche a chi ha preceduto l’attuale CdA ciò che oggi viene valorizzato nei nuovi arrivati.
Il precedente Consiglio, guidato da Alessandro Patti e del quale faceva parte anche Andrea Cirino, non percepiva quel gettone perché i componenti vi avevano rinunciato.
Questo è un fatto che non può scomparire semplicemente perché è cambiata l’amministrazione comunale.
Anzi, c’è quasi un paradosso.
Cirino è stato il primo a dimettersi per lasciare libera la nuova amministrazione di compiere le proprie scelte.
Poi è arrivato il nuovo CdA.
E oggi tra le caratteristiche positive del nuovo organismo viene evidenziata proprio quella gratuità che apparteneva già anche al Consiglio precedente.
e stiamo parlando comunque di 12,50 euro
Poi c’è la dimensione economica, che rende tutto ancora più singolare.
Anche se il precedente CdA non avesse rinunciato, staremmo parlando – per il gettone – di 12,50 euro per ogni presenza.
Quattro sedute?
50 euro.
Otto sedute?
100 euro.
Ma persino questa modestissima somma non veniva percepita perché i componenti avevano rinunciato.
Quindi il risparmio prodotto oggi rispetto al precedente CdA, sotto la voce gettoni di presenza, qual è?
Zero.
Prima la Fondazione non pagava quei gettoni perché i componenti vi rinunciavano.
Oggi continuerà a non pagarli perché i nuovi componenti vi rinunciano.
Questo è il confronto corretto.
attenzione ai rimborsi spese
Rimane semmai un altro elemento sul quale sarebbe utile fare chiarezza.
Lo Statuto distingue il gettone di presenza dal rimborso delle spese sostenute per lo svolgimento dell’incarico.
Quindi, se vogliamo utilizzare l’espressione “a titolo gratuito” in maniera rigorosa, bisognerebbe chiarire anche questo.
I nuovi componenti rinunciano soltanto al gettone?
Oppure rinunciano anche a qualsiasi rimborso spese?
E qual era la situazione del precedente CdA relativamente ai rimborsi?
Questo sì sarebbe un confronto interessante.
Perché quando si parla di soldi pubblici bisogna confrontare voci omogenee, non slogan.
“addio alle spartizioni politiche”: giudicheremo anche questo
Durante la presentazione del nuovo CdA Michele Sodano ha utilizzato un’altra espressione importante: “addio alle spartizioni politiche”.
Anche su questo saranno i fatti a parlare.
Il sindaco ha scelto i nuovi componenti e se ne assume evidentemente la responsabilità politica.
Giusto così.
Vedremo il lavoro che produrranno e giudicheremo quello.
Ma sarebbe opportuno che la stessa regola valesse anche per il passato.
Se si sostiene che prima esistessero spartizioni politiche, bisogna spiegare quali.
Se si sottolinea che oggi il CdA è gratuito, bisogna ricordare che lo era anche ieri.
La discontinuità non può essere semplicemente dichiarata.
Deve esistere.
la vera notizia sarebbe stata il contrario
Anzi, ragioniamoci.
La vera notizia sarebbe stata se Sodano avesse nominato un nuovo CdA che, diversamente dal precedente, avesse deciso di percepire il gettone.
Quello sì sarebbe stato un cambiamento.
Ma è accaduto esattamente il contrario: è stata mantenuta la stessa scelta di gratuità già adottata da chi c’era prima.
Ed allora bene hanno fatto i nuovi componenti a rinunciare.
Ma altrettanto bene avevano fatto quelli precedenti.
Parità di trattamento.
diamo a ciascuno i propri meriti
Questo dovrebbe essere il principio.
Non abbiamo alcuna necessità di difendere il vecchio CdA e nessuna intenzione di attaccare preventivamente quello nuovo.
Abbiamo invece il dovere di raccontare correttamente i fatti.
Il nuovo Consiglio lavorerà gratuitamente?
Sì.
È una scelta apprezzabile?
Sì.
È una novità introdotta con l’amministrazione Sodano?
No.
Anche il precedente CdA aveva rinunciato al gettone?
Sì.
E quel gettone, comunque, sarebbe stato pari a circa 12 euro e 50 centesimi per ogni seduta.
Questa è la storia completa.
la rivoluzione comincerà quando vedremo i risultati
Sodano vuole cambiare la Fondazione Teatro Pirandello?
Benissimo.
Ma la rivoluzione non può essere rappresentata dalla gratuità del CdA.
Perché il CdA era già gratuito.
La rivoluzione, eventualmente, dovrà vedersi altrove.
Nella qualità della stagione teatrale.
Nel numero degli spettatori.
Nei bilanci.
Nella capacità di attrarre risorse.
Nella valorizzazione del Teatro.
Nella trasparenza.
Nella capacità di trasformare la Fondazione in uno strumento realmente centrale nella politica culturale della città.
È su questo che misureremo il nuovo Consiglio.
Non sui 12 euro e 50 centesimi ai quali rinuncia.
Perché a quelli avevano già rinunciato gli altri.
E allora, la prossima volta che qualcuno presenterà il nuovo CdA ricordandoci che è “a titolo gratuito”, aggiungiamo soltanto cinque parole:
“Esattamente come quello precedente”.
Non tolgono nulla ai nuovi.
Ma restituiscono ai vecchi ciò che sarebbe scorretto cancellare.
E soprattutto restituiscono ai cittadini una cosa che vale molto più di un gettone da 12 euro e 50:
la completezza dell’informazione.
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Fonte: Report Sicilia
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