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Agrigento – AICA, dieci giorni dopo la richiesta di dimissioni è calato il silenzio: Sodano e Controcorrente passino dalle parole ai fatti

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Agrigento – AICA, dieci giorni dopo la richiesta di dimissioni è calato il silenzio: Sodano e Controcorrente passino dalle parole ai fatti. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

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Il 21 agosto Controcorrente Agrigento, il movimento politico del sindaco Michele Sodano, ha certificato pubblicamente quello che Report Sicilia denuncia da tempo: il fallimento della gestione del servizio idrico e la necessità di un cambio ai vertici di AICA.

Una posizione politicamente pesante. Controcorrente ha invitato il Consiglio di amministrazione della società consortile a «valutare un passo indietro», mentre il sindaco di Agrigento aveva già annunciato, l’8 agosto, di avere richiesto la convocazione urgente dell’Assemblea dei sindaci.

Sono passati più di dieci giorni dall’intervento del movimento e oltre tre settimane dall’annuncio del primo cittadino. Ma dell’assemblea urgente non si conoscono ancora né la data né l’ordine del giorno. Non risulta, inoltre, che la richiesta di dimissioni sia stata trasformata in una proposta formale sottoposta ai Comuni soci.

Che fine ha fatto l’iniziativa politica?

Una richiesta forte, poi più nulla

Controcorrente non aveva utilizzato parole prudenti. Aveva parlato apertamente di «fallimento della gestione del servizio idrico», chiedendo agli amministratori di AICA di valutare le dimissioni.

Una presa di posizione condivisa anche dal leader regionale del movimento Ismaele La Vardera, intervenuto duramente contro la gestione della società consortile.

A quel punto era lecito attendersi un’immediata iniziativa del sindaco di Agrigento. Non soltanto una dichiarazione pubblica o un post sui social, ma una richiesta formale, protocollata e politicamente sostenuta, diretta all’organo realmente competente a discutere la permanenza dell’attuale Consiglio di amministrazione.

Finora, però, la città non conosce:

  • la data della riunione richiesta dal sindaco;
  • il protocollo della richiesta di convocazione;
  • l’ordine del giorno proposto;
  • la posizione degli altri Comuni soci;
  • l’esistenza di una proposta formale di revoca o sfiducia nei confronti del CdA;
  • i nomi dei sindaci disponibili a sostenere il cambio della governance.

Non si tratta di curiosità giornalistiche. Sono informazioni essenziali per capire se siamo davanti a una reale iniziativa amministrativa oppure all’ennesima dichiarazione destinata a esaurirsi nel giro di pochi giorni.

Attenzione: l’ATI non è l’Assemblea dei soci di AICA

C’è poi una distinzione fondamentale che Report Sicilia ha già evidenziato.

L’ATI e AICA non sono la stessa cosa.

L’Assemblea Territoriale Idrica è l’ente di governo dell’ambito: programma, regola e controlla il servizio idrico. Il Consiglio di amministrazione di AICA, invece, viene nominato e può essere revocato dall’Assemblea degli enti consorziati della stessa società.

I sindaci che partecipano ai due organismi sono in gran parte gli stessi, ma le competenze sono differenti.

Se il sindaco Sodano ha chiesto soltanto la convocazione dell’Assemblea dell’ATI, quella sede potrà certamente discutere della qualità del servizio, delle inadempienze e dei poteri di controllo sul gestore. Ma non è quello il luogo nel quale si può decidere direttamente la revoca del CdA di AICA.

Per chiedere davvero le dimissioni o avviare la sostituzione della governance occorre portare la questione davanti all’Assemblea degli enti consorziati di AICA.

È stato fatto?

Se sì, il sindaco pubblichi la richiesta, il numero di protocollo e la risposta ricevuta. Se non è stato fatto, si proceda immediatamente.

Agrigento è il socio più importante: non può limitarsi ad aspettare

Il Comune di Agrigento non è un socio qualsiasi. È il Comune capoluogo e detiene la quota più rilevante all’interno della società consortile.

Per questo motivo Michele Sodano non può comportarsi come un semplice osservatore né limitarsi a chiedere genericamente una convocazione. Ha il peso politico e societario per promuovere un fronte tra i sindaci, raccogliere le adesioni necessarie e portare in assemblea una proposta chiara.

Report Sicilia lo aveva scritto già dieci giorni fa: se Controcorrente ritiene davvero fallimentare l’attuale gestione, chiami i sindaci politicamente vicini e verifichi chi è disposto a sostenere il cambio del CdA.

Agrigento, Sciacca, Favara, Ravanusa, Aragona, Grotte, Siculiana, Montallegro e Joppolo Giancaxio rappresentano complessivamente una quota importante della società. Non basta, dunque, rivolgersi agli amministratori di AICA sperando in dimissioni spontanee.

Bisogna costruire una maggioranza e assumersi la responsabilità della decisione.

Sodano dica chi sostiene ancora questo CdA

Il sindaco potrebbe anche avere incontrato resistenze da parte degli altri Comuni. È una possibilità concreta.

Ma, proprio per questo, deve parlare con chiarezza.

Quali sindaci ha contattato? Chi ha condiviso la richiesta di dimissioni? Chi, invece, ritiene che l’attuale CdA debba rimanere al proprio posto? Chi sta bloccando la convocazione? Quale posizione assume il presidente dell’Assemblea degli enti consorziati?

I cittadini hanno il diritto di conoscere le risposte.

Non sarebbe accettabile chiedere pubblicamente un cambio di governance e poi proteggere politicamente, attraverso il silenzio, coloro che quel cambiamento non lo vogliono.

Se alcuni sindaci intendono confermare la fiducia alla presidente Antonina Nobile e agli altri componenti del Consiglio di amministrazione, lo dichiarino pubblicamente e se ne assumano la responsabilità davanti alle comunità che continuano a ricevere l’acqua con turnazioni estenuanti.

Nel frattempo, i problemi rimangono

Mentre la politica annuncia dimissioni e assemblee urgenti, in diversi quartieri di Agrigento i cittadini continuano a convivere con turni che possono arrivare a venti giorni, perdite stradali, guasti, ritardi e difficoltà nell’accesso alle autobotti.

A Maddalusa centinaia di famiglie continuano a vivere una condizione che non può più essere trattata come una normale disfunzione amministrativa. In altre zone della città le condotte perdono acqua per giorni mentre le abitazioni restano a secco.

È in questo contesto che Controcorrente ha parlato di fallimento. Ma, se il fallimento è stato realmente accertato sul piano politico, non si comprende perché tutto sia rimasto fermo alle dichiarazioni del 21 agosto.

Basta annunci: pubblicate gli atti

Report Sicilia pone quindi alcune domande precise al sindaco Michele Sodano:

La richiesta di convocazione urgente è stata formalmente protocollata? A quale organismo è stata indirizzata? È stata richiesta anche la convocazione dell’Assemblea degli enti consorziati di AICA? È stata presentata una proposta sulla revoca del CdA? Quali Comuni hanno aderito? Perché, dopo oltre dieci giorni, non è stata ancora comunicata una data?

Il tempo delle dichiarazioni è finito.

Se il sindaco e Controcorrente ritengono che il CdA abbia fallito, devono tradurre quella valutazione in un atto ufficiale. Se non dispongono dei numeri necessari, dicano pubblicamente quali sindaci si oppongono. Se, invece, hanno cambiato idea, abbiano il coraggio di spiegarlo agli agrigentini.

La crisi idrica non può diventare soltanto materiale per conferenze stampa e social network. Servono atti, convocazioni, voti e assunzioni di responsabilità.

Altrimenti anche la richiesta di dimissioni del CdA di AICA rischierà di trasformarsi nell’ennesimo annuncio: rumoroso al momento della pubblicazione e dimenticato appena dieci giorni dopo.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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