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Agrigento – Presentazione del libro “Tra Magistratura e fede operosa” di L. D’Angelo: Livatino raccontato da chi ha lavorato con lui fianco a fianco

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Agrigento – Presentazione del libro “Tra Magistratura e fede operosa” di L. D’Angelo: Livatino raccontato da chi ha lavorato con lui fianco a fianco. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Giovedì 3 settembre 2026, alle ore 17.30, presso la Biblioteca Lucchesiana di Agrigento sarà presentato il libro “Rosario Livatino. Tra Magistratura e fede operosa”, del magistrato Luigi D’Angelo

AGRIGENTO — Non una biografia tradizionale né un freddo saggio accademico, bensì la testimonianza diretta, e profonda di chi con Rosario Livatino ha condiviso per dodici anni le stanze del Tribunale di Agrigento, le ansie delle indagini più delicate e la quotidianità del servizio allo Stato.

Giovedì 3 settembre 2026, alle ore 17.30, la storica Biblioteca Lucchesiana di Agrigento (sita via Duomo, 94) farà da cornice alla presentazione del volume “Rosario Livatino. Tra Magistratura e fede operosa”, di Luigi D’Angelo, edito dalla medesima biblioteca.

Nell’anno in cui ricorre il trentaseiesimo anniversario del brutale agguato mafioso che il 21 settembre 1990 spezzò la vita del giudice lungo la statale tra Canicattì e Agrigento, l’opera di D’Angelo offre un contributo prezioso e inedito alla storiografia dedicata al magistrato proclamato Beato nel 2021.

Luigi D’Angelo, magistrato ad Agrigento fin dal 1975 e già presidente della sezione locale dell’Associazione Nazionale Magistrati negli anni in cui Livatino ne era segretario, parla con l’autorevolezza della conoscenza diretta. Escusso anche come teste nella fase informativa della causa di beatificazione, D’Angelo restituisce l’immagine autentica dell’uomo e del collega: un uomo rigoroso ma mai distante, riservato ma profondo conoscitore della realtà sociale ed economica del territorio.
Nel libro, l’autore ripercorre le quattro tappe decisive della formazione del giovane Rosario: La famiglia, alveo di valori umani ed etici fondamentali; il liceo classico di Canicattì e l’insegnamento decisivo della professoressa Ida Abate; il rinnovamento conciliare, con la riscoperta di un cristianesimo incarnato nella storia; la magistratura, vissuta come scelta professionale irrinunciabile e vera e propria vocazione al servizio della comunità.
Emblematica, in questo senso, la celebre annotazione scritta da Livatino sul diario nel giorno del giuramento, il 18 luglio 1978: «Che Iddio mi accompagni».

Una sezione centrale del saggio è dedicata al cruciale biennio 1984-1986. D’Angelo ricolloca le annotazioni personali dei diari di Livatino nel contesto della complessa attività giudiziaria di quegli anni, dominata dall’istruttoria del maxi-processo “Ferro + 44”. È proprio in questo periodo di forte pressione che tra le sue carte compare frequentemente la nota sigla “S.T.D.”, comunemente interpretata come acronimo di Sub Tutela Dei.

L’autore evidenzia la straordinaria modernità di Livatino come inquirente:
Livatino fu un anticipatore nell’azione di contrasto alla criminalità organizzata: dalle misure di prevenzione patrimoniali alla comprensione dei rapporti tra mafia, politica e imprenditoria, fino ai meccanismi del voto di scambio.  «Livatino lo coglieva con il rigore della sua riflessiva intelligenza e il suo intuito fecondo» scrive D’Angelo.

Il volume ripropone inoltre i passaggi chiave delle due storiche conferenze tenute da Livatino -nel 1984 sul ruolo del giudice nella società e nel 1986 su “Fede e diritto”-,  lasciando emergere la voce viva del magistrato sulla responsabilità personale e sull’etica del servizio pubblico.

Il percorso del libro si chiude ricostruendo l’itinerario civile e spirituale che ha accompagnato la memoria del giudice: dallo storico anatema pronunciato da San Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi il 9 maggio 1993, fino agli interventi di Benedetto XVI e Papa Francesco e al completamento dell’iter di beatificazione.
Nelle ultime pagine, D’Angelo si misura con le sfide della contemporaneità: laicità, pluralismo e cooperazione tra credenti e non credenti nel solco della Costituzione e del pensiero del cardinale Carlo Maria Martini.

L’incontro del 3 settembre si preannuncia come un’occasione fondamentale per riscoprire Livatino non solo come martire e vittima della mafia, ma come figura altissima di magistrato e cittadino.

IL PROGRAMMA DELL’INCONTRO

Introduzione di Don Angelo Chillura Direttore della Biblioteca Lucchesiana
Interventi: Mons. Vincenzo Bertolone, Arcivescovo emerito di Catanzaro-Squillace e postulatore della fase romana della Causa di Beatificazione
Toni Mira, Giornalista, già capo della redazione romana di Avvenire
Don Giuseppe Cumbo, Vicario Generale della Diocesi di Agrigento
Modera l’incontro il giornalista Luigi Mula
Sarà l’autore del libro, Luigi D’Angelo, a concludere l’evento

L’ingresso è libero fino a esaurimento posti

Info: biblioteca.lucchesiana@gmail.com / 0922 52148

Locandina:

 

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Fonte: Sicilia On Press

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