Agrigento – Caso Crosta, adesso parli il Sindaco Sodano: Può restare Vicesindaco chi possiede una casa abusiva e in parte insanabile?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Dopo avere chiesto pubblicamente a Legambiente di assumere una posizione chiara sul caso che coinvolge il vicesindaco Giovanni Crosta, Report Sicilia rivolge la stessa domanda direttamente al sindaco di Agrigento, Michele Sodano.
Il primo cittadino non può continuare a tacere davanti a una vicenda che coinvolge il suo vice, un esponente di primo piano di Controcorrente e, soprattutto, un amministratore al quale sono state affidate deleghe particolarmente delicate: Affari legali, Trasparenza e anticorruzione, Polizia municipale, Patrimonio, Tributi e rapporti con il Consiglio comunale.
Giovanni Crosta ha ammesso pubblicamente di essere proprietario dell’immobile di contrada Zingarello finito al centro degli articoli di Report Sicilia. Ha sostenuto che si tratterebbe di una costruzione “non residenziale” e ha fatto riferimento a una pratica di sanatoria. Non ha però mostrato, almeno pubblicamente, la concessione edilizia in sanatoria né il nulla osta della Soprintendenza che potrebbero smentire quanto emerge dalla documentazione in nostro possesso.
È quindi necessario essere precisi: Crosta ha ammesso la proprietà dell’immobile e l’esistenza di una situazione urbanistica per la quale è stata presentata una richiesta di sanatoria. L’insanabilità di una parte rilevante della costruzione, invece, è la conclusione che emergerebbe dagli atti e dalla sua collocazione entro la fascia dei 150 metri dalla battigia, sottoposta a inedificabilità assoluta.
Se Crosta ritiene falsa questa ricostruzione, la strada per smentirla è semplicissima: renda pubblici i documenti.
Mostri la sanatoria già rilasciata, il titolo edilizio, il nulla osta paesaggistico della Soprintendenza e la planimetria dalla quale risultino con precisione le parti eventualmente regolarizzate. Chiarisca inoltre quando l’immobile sia stato realizzato, quale destinazione d’uso abbia, come venga approvvigionato d’acqua e dove siano convogliati gli scarichi.
Fino a oggi, però, al posto dei documenti sono arrivati l’annuncio di una querela e gli attacchi contro Report Sicilia e contro il suo editore. Una querela non trasforma un immobile abusivo in un immobile regolare e non sostituisce gli atti amministrativi necessari a dimostrarne la legittimità.
Sindaco Sodano, il silenzio non è più sufficiente
A questo punto la questione non riguarda più soltanto Giovanni Crosta. Riguarda direttamente Michele Sodano, che lo ha scelto come vicesindaco e gli ha affidato deleghe che richiedono una credibilità istituzionale ancora maggiore.
Chiediamo pertanto al sindaco:
- è a conoscenza della situazione urbanistica dell’immobile di proprietà del suo vicesindaco?
- ha chiesto a Crosta di consegnargli la documentazione edilizia e paesaggistica?
- ha verificato se esista una sanatoria effettivamente concessa oppure soltanto una domanda ancora pendente?
- ritiene compatibile il mantenimento delle deleghe alla legalità, alla trasparenza, al patrimonio, ai tributi e alla Polizia municipale con la proprietà di un immobile abusivo e, secondo gli atti in nostro possesso, in parte insanabile?
- intende chiedere le dimissioni del vicesindaco oppure considera questa vicenda irrilevante?
Sodano è stato eletto promettendo cambiamento, legalità e trasparenza. Adesso deve dimostrare che quelle parole valgono anche quando il problema riguarda il suo più stretto collaboratore.
Non è possibile invocare la legalità soltanto contro gli avversari, contro i cittadini di Maddalusa o contro chi eredita immobili realizzati dai propri genitori, per poi voltarsi dall’altra parte quando una situazione analoga coinvolge il vicesindaco.
Due pesi e due misure?
La vicenda diventa ancora più grave se confrontata con il dramma vissuto dai residenti di Maddalusa, ai quali viene negato persino l’accesso all’acqua perché abitano in immobili ricadenti in aree sottoposte a vincolo.
Se l’immobile di Crosta è servito dalla condotta idrica, il sindaco deve spiegare perché quella casa può ricevere l’acqua mentre intere famiglie di Maddalusa vengono lasciate senz’acqua da mesi.
Se, invece, non è collegato alla rete idrica o fognaria, occorre chiarire da dove provenga l’acqua utilizzata e dove vengano scaricate le acque reflue. Non si tratta di curiosità personali, ma di questioni urbanistiche, ambientali e sanitarie che assumono una rilevanza pubblica proprio perché interessano il vicesindaco di Agrigento.
Report Sicilia ha già chiesto a Legambiente e al suo rappresentante in giunta di esprimersi. Ora la domanda viene rivolta al vertice dell’amministrazione.
Sindaco Sodano, può Agrigento avere un vicesindaco proprietario di una casa abusiva e, sulla base della documentazione disponibile, almeno in parte insanabile?
Può un amministratore che detiene deleghe alla trasparenza, alla legalità, al patrimonio e alla Polizia municipale limitarsi ad annunciare querele senza mostrare gli atti?
Il sindaco deve rispondere. E deve farlo pubblicamente.
Se i documenti dimostreranno che la nostra ricostruzione è sbagliata, Report Sicilia ne darà conto con la stessa evidenza riservata alla vicenda. Se quei documenti non esistono, invece, le dimissioni di Crosta non saranno soltanto opportune: diventeranno politicamente inevitabili.
Il silenzio del sindaco, da questo momento, equivale a una precisa assunzione di responsabilità politica.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

