Agrigento – Caso Crosta, La Vardera mette il vicesindaco sotto esame: “Voglio vederci chiaro”. E adesso la casa di Zingarello diventa un caso politico. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo
Questa volta la polemica non si può liquidare come il solito attacco dell’opposizione, né come una guerra a colpi di post sui social. Perché a chiedere di fare chiarezza sulla casa del vicesindaco Giovanni Crosta è il suo stesso leader politico, Ismaele La Vardera.
È questo il dato politicamente più pesante emerso dagli Stati Generali di Controcorrente. La Vardera ha annunciato un’indagine interna sul caso dell’immobile di Zingarello attribuito a Crosta e alla sorella. Una decisione che, inevitabilmente, sposta il livello della discussione: non più soltanto accuse, repliche e minacce di querela, ma verifiche formali e documenti.
La vicenda era stata sollevata nei giorni scorsi da Reporsicilia.it, secondo cui l’abitazione sarebbe stata realizzata in una zona sottoposta a inedificabilità assoluta. Crosta aveva reagito duramente, annunciando querele e contestando la ricostruzione.
Ma adesso arriva un elemento nuovo, e tutt’altro che secondario: Controcorrente vuole controllare direttamente la situazione.
La Vardera ha raccontato di avere scritto al vicesindaco chiedendo spiegazioni dettagliate e, soprattutto, ha reso noto di avere già interessato la Regione Siciliana per ottenere una verifica sulla posizione di Crosta. Insomma, nessuna difesa d’ufficio. Il messaggio politico lanciato dal leader di Controcorrente è piuttosto chiaro: se si pretende trasparenza dagli avversari, la stessa trasparenza deve essere applicata ai propri uomini. E quando una vicenda riguarda un amministratore pubblico appartenente al proprio movimento, non basta dire “mi fido”.
La Vardera ha infatti ribadito la propria fiducia in Crosta, ma contemporaneamente ha scelto di sottoporlo alle verifiche del caso. Una contraddizione solo apparente: fidarsi di una persona, infatti, non significa necessariamente rinunciare a controllare i fatti. Anzi, è proprio il contrario.
La frase pronunciata dal leader di Controcorrente – “la coerenza non è qualcosa che si vende al supermercato” – suona quasi come un avvertimento rivolto innanzitutto alla propria squadra. Perché la politica, soprattutto quando pretende di presentarsi come alternativa ai vecchi metodi, non può funzionare secondo il principio dei due pesi e due misure: severissimi con gli altri, comprensivi con gli amici.
E così quella che Crosta aveva inizialmente affrontato come una vicenda da respingere sul piano giudiziario rischia adesso di trasformarsi in un problema politico interno.
La domanda non è più soltanto cosa sostenga chi ha pubblicato la notizia. La domanda diventa: cosa dicono gli atti? Qual è la storia urbanistica dell’immobile? Quali autorizzazioni esistono? Quali eventuali vincoli insistevano sull’area? E, soprattutto, tutto è stato realizzato e mantenuto nel pieno rispetto delle norme? Sono domande legittime. E proprio perché riguardano un amministratore pubblico, meritano risposte altrettanto limpide.
La Vardera, almeno sulla carta, ha scelto la strada più scomoda: non mettere la polvere sotto il tappeto, ma sollevare il tappeto e controllare cosa c’è sotto. Ora toccherà agli atti parlare. E se davvero, come sostiene La Vardera, Crosta non ha nulla da temere, allora le verifiche potranno soltanto contribuire a sgomberare il campo dai dubbi.
Ma una cosa è già cambiata: sul caso della casa di Zingarello, il vicesindaco non dovrà più rispondere soltanto ai suoi accusatori. Dovrà rispondere anche al proprio movimento.
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Fonte: Sicilia24h
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