Agrigento – Scuola Pirandello, il Comune non si fida delle verifiche della ex Provincia? Altri 74 mila euro per studiare lo stesso edificio. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Affidamento diretto a un solo professionista, con un ribasso dello 0,87 per cento, per una nuova valutazione della sicurezza sismica e il DOCFAP. Ma nello stesso stabile il Libero Consorzio aveva già effettuato indagini e verifiche sul liceo Politi: ad Agrigento si continua a spendere mentre gli studenti vengono trasferiti
AGRIGENTO – E cosa succede ad Agrigento? Succede che sullo stesso edificio scolastico, già sottoposto alle verifiche tecniche della ex Provincia, il Comune decide di spendere altri 74.303,61 euro per commissionare una nuova valutazione della sicurezza sismica e la redazione di un Documento di fattibilità delle alternative progettuali.
L’immobile è quello di via Acrone che ospita, all’interno dello stesso complesso, il Liceo Scientifico e delle Scienze Umane “Raffaello Politi” e la scuola media “Luigi Pirandello”.
Sul Politi il Libero Consorzio comunale di Agrigento, cioè la ex Provincia, aveva già eseguito indagini e verifiche che avevano portato alla conclusione più grave: l’edificio non poteva continuare a essere utilizzato regolarmente e gli studenti dovevano essere trasferiti.
Quelle stesse criticità riguardavano inevitabilmente anche la parte comunale destinata alla scuola media Pirandello. Report Sicilia lo aveva scritto già nel luglio 2025 e lo aveva documentato nuovamente nel febbraio 2026, quando pubblicò la determina comunale che parlava di «criticità statiche tali da imporre nell’immediato la ricerca di locali ad uso scuola».
Adesso arriva la determinazione dirigenziale numero 2660 dell’8 settembre 2026: il Comune affida all’ingegnere Vincenzo Vitello un ulteriore servizio tecnico relativo alla sicurezza sismica dell’intero edificio Politi-Pirandello.
Costo complessivo per le casse comunali: 74.303,61 euro.
Un incarico da oltre 74 mila euro
L’oggetto della determina è chiarissimo:
«Valutazione della sicurezza sismica e redazione del Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP) per l’edificio scolastico in muratura Liceo Scientifico e Scienze Umane “Politi” e Scuola Media “Pirandello”».
L’importo posto a base dell’affidamento era di 59.076,08 euro.
Alla procedura, svolta attraverso una trattativa diretta sul Mercato elettronico della pubblica amministrazione, è stato invitato un solo professionista: l’ingegnere Vincenzo Vitello.
Il ribasso offerto è stato dello 0,87 per cento, pari ad appena 513,96 euro.
Il quadro economico finale è il seguente:
- importo a base dell’affidamento: 59.076,08 euro;
- ribasso dello 0,87 per cento: 513,96 euro;
- importo netto contrattuale: 58.562,12 euro;
- contributo previdenziale del 4 per cento: 2.342,48 euro;
- Iva al 22 per cento: 13.399,01 euro;
- importo complessivo: 74.303,61 euro.
La somma viene impegnata sul capitolo 9168 del bilancio comunale.
Un solo professionista invitato e un ribasso quasi simbolico
La procedura è formalmente consentita dall’articolo 50 del Codice dei contratti, trattandosi di un servizio di ingegneria e architettura di importo inferiore a 140 mila euro.
Ma ciò che è legalmente consentito non impedisce di formulare valutazioni sull’opportunità amministrativa e sulla convenienza economica della scelta.
Il Comune ha utilizzato una trattativa diretta, invitando un unico professionista. Non c’è stato quindi alcun confronto tra più offerte.
Il risultato è un ribasso dello 0,87 per cento: su una base di oltre 59 mila euro, il risparmio ottenuto è di appena 513,96 euro.
Una cifra quasi simbolica.
In una città che lamenta continuamente l’assenza di risorse per le scuole, le strade, gli interventi di sicurezza e i servizi essenziali, sarebbe stato davvero impossibile consultare più professionisti e ottenere condizioni economicamente più vantaggiose?
La legge consente l’affidamento diretto. Ma non obbliga l’amministrazione a rinunciare alla concorrenza e al confronto tra preventivi.
Ma le verifiche della ex Provincia non esistevano già?
Il punto principale, tuttavia, è un altro.
Lo stesso complesso di via Acrone era già stato sottoposto a indagini diagnostiche e verifiche tecniche commissionate dal Libero Consorzio comunale di Agrigento.
Quelle verifiche interessavano l’edificio nel quale convivono il Politi e la Pirandello. Proprio sulla base dei risultati ottenuti, la ex Provincia aveva avviato il trasferimento degli studenti del liceo Politi.
Nel luglio 2025 Report Sicilia scriveva che le verifiche statiche avevano evidenziato criticità strutturali tali da rendere inevitabile il trasferimento.
Nel febbraio 2026, poi, fu lo stesso Comune di Agrigento a richiamare formalmente una verifica tecnica sulla stabilità dell’edificio.
Nella determinazione numero 256 del 6 febbraio si leggeva:
«A seguito di una verifica tecnica della stabilità del fabbricato sito in via Acrone, sede della Scuola Secondaria di Primo Grado “Pirandello”, sono emerse criticità statiche tali da imporre nell’immediato la ricerca di locali ad uso scuola».
Dunque le verifiche esistevano. Le criticità erano state individuate. La necessità di trovare altri locali era stata formalizzata.
Adesso il Comune commissiona una nuova «valutazione della sicurezza sismica» dello stesso edificio, comprendendo nell’oggetto dell’incarico non soltanto la Pirandello, di competenza comunale, ma anche il liceo Politi.
La domanda è inevitabile: il Comune non ritiene sufficienti o attendibili le prove già effettuate dal Libero Consorzio?
Il Comune spieghi cosa manca nelle vecchie verifiche
Non contestiamo la necessità di approfondimenti tecnici quando riguardano la sicurezza di studenti, docenti e personale scolastico.
Su questi temi non si deve risparmiare a ogni costo.
Ma proprio perché si stanno spendendo altri 74 mila euro di denaro pubblico, il Comune dovrebbe spiegare dettagliatamente:
- quali verifiche erano già state eseguite dal Libero Consorzio;
- quanto erano costate;
- quali risultati avevano prodotto;
- se tali risultati siano stati formalmente trasmessi al Comune;
- perché non possano essere utilizzati anche per la parte dell’edificio occupata dalla Pirandello;
- quali accertamenti ulteriori saranno effettuati dal nuovo professionista;
- se esista una sovrapposizione tra il precedente incarico e quello appena aggiudicato;
- perché il nuovo incarico riguardi anche il Politi;
- quali documenti tecnici manchino per arrivare alla progettazione degli interventi.
Senza questi chiarimenti, il rischio è che i cittadini assistano all’ennesima moltiplicazione di studi, incarichi, relazioni e parcelle sullo stesso immobile.
Sicurezza sismica e DOCFAP non sono la stessa cosa
L’incarico comprende due attività: la valutazione della sicurezza sismica e la redazione del DOCFAP, cioè il Documento di fattibilità delle alternative progettuali.
Quest’ultimo può essere necessario per individuare le possibili soluzioni: ristrutturazione, adeguamento, demolizione e ricostruzione o altre alternative tecniche.
Ma allora l’amministrazione deve distinguere con precisione le due prestazioni.
Se la sicurezza sismica dell’immobile era già stata valutata, quanto dell’incarico riguarda nuove prove e quanto invece la predisposizione del DOCFAP?
Qual è il compenso previsto per ciascuna attività?
Le indagini precedentemente svolte saranno utilizzate oppure verranno ripetute?
La determina indica un importo complessivo, ma non consente ai cittadini di comprendere immediatamente se e in quale misura si stiano pagando nuovamente attività già eseguite.
Una procedura avviata a maggio e conclusa a settembre
Anche la cronologia merita attenzione.
La trattativa diretta sul MEPA è stata avviata il 13 maggio 2026, durante la precedente amministrazione. Il termine per presentare l’offerta era fissato al 19 maggio e la proposta di aggiudicazione è stata comunicata il 20 maggio.
L’aggiudicazione efficace e l’impegno definitivo della spesa arrivano però soltanto con la determina dell’8 settembre 2026, quando è ormai insediata la nuova amministrazione guidata dal sindaco Michele Sodano.
La nuova amministrazione, quindi, completa una procedura iniziata dalla precedente gestione.
Questo non elimina la necessità politica di spiegare alla città se l’incarico sia stato riesaminato, se sia ancora ritenuto indispensabile e se siano state verificate eventuali sovrapposizioni con gli accertamenti già svolti.
Intanto gli studenti sono stati trasferiti
Mentre gli incarichi vengono affidati e le somme vengono impegnate, gli studenti della Pirandello devono lasciare la sede di via Acrone.
Otto classi e circa 180 alunni devono essere distribuiti in altre strutture, con tutti i disagi organizzativi che ne derivano per le famiglie, i docenti e il personale scolastico.
Report Sicilia aveva denunciato il problema quando i ragazzi erano ancora nell’edificio.
Il 10 febbraio pubblicammo l’atto sulle criticità statiche.
L’11 febbraio raccogliemmo la protesta dei genitori.
Il 12 febbraio evidenziammo la contraddizione tra la determina, che imponeva la ricerca immediata di altri locali, e il comunicato politico che consentiva la prosecuzione delle attività.
Oggi il plesso viene abbandonato e il Comune spende altri 74 mila euro per studiare ciò che, almeno in parte, sembrava già essere stato studiato.
Soldi per le verifiche, ma ancora nessun progetto di recupero
Il vero problema di Agrigento è che si continua a pagare la conoscenza dei problemi senza arrivare rapidamente alla loro soluzione.
Prima le indagini del Libero Consorzio.
Poi gli atti comunali che richiamano le criticità statiche.
Poi le ulteriori interlocuzioni e contestazioni.
Adesso una nuova valutazione sismica e un nuovo documento da oltre 74 mila euro.
Ma quanti soldi serviranno materialmente per recuperare l’edificio? Da quale finanziamento arriveranno? Quali saranno i tempi? Il Comune intende adeguare la struttura o ricostruirla? E soprattutto: dopo questo incarico ne serviranno altri per la progettazione definitiva ed esecutiva?
Il rischio è che i 74 mila euro rappresentino soltanto l’inizio di una nuova catena di affidamenti.
Cose da altro mondo
Ad Agrigento accade anche questo: due enti pubblici si occupano di porzioni dello stesso complesso scolastico, uno esegue le verifiche e trasferisce i propri studenti, l’altro lascia aperta la scuola, contesta o approfondisce i risultati e infine commissiona un nuovo incarico sull’intero edificio.
Sulla sicurezza non si scherza e ogni verifica realmente necessaria deve essere effettuata.
Ma proprio per questo il denaro pubblico deve essere speso con razionalità, coordinamento e trasparenza.
Il Comune dica chiaramente se si fida o meno degli accertamenti svolti dal Libero Consorzio. Se non si fida, spieghi per quali ragioni tecniche. Se invece quelle verifiche sono valide, chiarisca quali prestazioni nuove giustifichino altri 74.303,61 euro.
Perché non si possono spendere soldi su soldi per studiare più volte lo stesso edificio mentre gli studenti vengono spostati da una sede all’altra e Agrigento continua a non avere una soluzione definitiva.
Cose da altro mondo. Ma, purtroppo, cose che accadono al Comune di Agrigento.
Leggi anche: Altre notizie su Politica
Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

