Al momento stai visualizzando Agrigento – «Bravo!» – «Grazie!». Quando la conferenza stampa diventa teatro. La nostra solidarietà al giornalista Domenico Vecchio

Agrigento – «Bravo!» – «Grazie!». Quando la conferenza stampa diventa teatro. La nostra solidarietà al giornalista Domenico Vecchio

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Politica
  • Commenti dell'articolo:0 commenti

Agrigento – «Bravo!» – «Grazie!». Quando la conferenza stampa diventa teatro. La nostra solidarietà al giornalista Domenico Vecchio. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 2 min

conferenza stampa

Nel Nerone del 1930, diretto da Alessandro Blasetti e scritto e interpretato da Ettore Petrolini, c’è una scena che ogni giornalista dovrebbe rivedere almeno una volta all’anno. L’imperatore si affaccia per arringare il popolo romano: appena pronuncia una frase, dal basso sale un «Bravo!», e lui risponde subito «Grazie!». Il meccanismo si ripete, accelera, si avvita su sé stesso, finché l’applauso diventa autonomo e Nerone non riesce quasi più a parlare. «Domani Roma rinascerà più bella e più superba che pria…» resta la battuta più citata, ma la satira vera sta altrove: il pubblico, una volta abituato ad applaudire, finisce per applaudire a prescindere da ciò che viene detto.

Abbiamo pensato a quella scena vedendo ciò che è accaduto nel foyer del Teatro Pirandello durante la conferenza stampa del sindaco di Agrigento Michele Sodano. In una conferenza stampa, per definizione, ci sono due soggetti: chi convoca e chi domanda. Non c’è una terza categoria. La presenza di un pubblico di sostenitori, che in più occasioni ha applaudito gli interventi, non è un dettaglio di colore: cambia la natura stessa dell’incontro, che smette di essere uno strumento di lavoro e diventa un piccolo comizio con i cronisti dentro.

Il punto più grave, però, è un altro. Quando il collega Domenico Vecchio ha fatto notare che quel «tifo da stadio» non era consentito, dal pubblico qualcuno si è permesso di replicare, facendosi ben sentire,  che era stato lui a fare «domande da stadio». Qui si supera una linea. Le domande di un giornalista si valutano dalle risposte che ricevono, non dal gradimento della platea. Un cronista non è in sala per compiacere chi ascolta: è lì per conto di chi non c’è — i lettori — e la sua unica misura è la pertinenza della domanda, non l’applausometro.

Alla Redazione di ReportSicilia questo comportamento appare inaccettabile, e a Domenico Vecchio va la nostra piena solidarietà. Non si tratta di una questione personale né politica: riguarda la tenuta di una regola elementare del rapporto fra istituzioni e informazione. Chi convoca la stampa ha la responsabilità di garantire che quella sia una conferenza stampa, e non un’assemblea di sostenitori.

Petrolini aveva capito tutto un secolo fa: il «Bravo!» che precede le parole non è un omaggio, è un rumore. E quando il rumore copre le domande, a rimetterci non sono i giornalisti. Sono i cittadini.

Leggi anche: Altre notizie su Politica

Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

Lascia un commento