“Agrigento capitale UNESCO”: Se lo avesse detto un avversario, Sodano e i suoi lo avrebbero sfottuto fino allo stremo. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Il sindaco attribuisce alla città un titolo che non esiste. La verità è un’altra: l’Area archeologica di Agrigento è Patrimonio mondiale dell’UNESCO e Agrigento è stata Capitale italiana della Cultura 2025. Quando si pretende di impartire lezioni a tutti, bisognerebbe almeno utilizzare correttamente parole e riconoscimenti
«Agrigento capitale UNESCO, Agrigento capitale del patrimonio del Mediterraneo».
Lo ha detto il sindaco Sodano nel tracciare il bilancio dei suoi primi cento giorni di amministrazione, tra difficoltà finanziarie, carenza di personale, servizi garantiti e investimenti futuri.
Ma fermiamoci proprio a quelle parole: “Agrigento capitale UNESCO”.
Capitale di cosa? Da quando? In forza di quale proclamazione?
Il titolo, semplicemente, non esiste.
Agrigento è stata Capitale italiana della Cultura 2025, riconoscimento ufficiale attribuito dal Ministero della Cultura. L’Area archeologica di Agrigento, comprendente la Valle dei Templi, è invece iscritta dal 1997 nella Lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Sono due cose importanti, prestigiose e precise. Ma nessuna delle due trasforma Agrigento in una fantomatica “capitale UNESCO”.
Non è una distinzione da pignoli. È la differenza tra comunicare correttamente un riconoscimento internazionale e inventare, forse per enfasi o per confusione, un titolo che non esiste.
La vicenda potrebbe persino chiudersi con un sorriso, se non fosse per un particolare: se una frase del genere fosse uscita dalla bocca di un avversario politico, Sodano e parte della sua squadra social l’avrebbero probabilmente trasformata in un tormentone.
Screenshot, battute, risatine, commenti sarcastici e lezioncine sarebbero andati avanti fino allo stremo. L’errore sarebbe stato presentato come la prova dell’incompetenza altrui.
Adesso, invece, che a pronunciare quelle parole è stato il sindaco, immaginiamo che qualcuno tenterà di liquidare tutto come una semplice imprecisione, una licenza espressiva o una frase pronunciata parlando a braccio.
Ecco il punto: ciò che per gli altri diventa motivo di dileggio, per loro non può improvvisamente diventare irrilevante.
Chi ha costruito una parte della propria comunicazione sull’ironia contro gli avversari deve accettare che lo stesso metro venga applicato alle proprie dichiarazioni. Soprattutto quando non si tratta del commento frettoloso di un cittadino, ma delle parole pronunciate dal sindaco mentre illustra l’azione amministrativa e il futuro della città.
Anche l’espressione “capitale del patrimonio del Mediterraneo” meriterebbe una spiegazione: qual è il titolo ufficiale richiamato? Quale organismo lo avrebbe conferito? Con quale atto?
Il Mediterraneo era certamente al centro del progetto di Agrigento Capitale italiana della Cultura 2025, ma questo non autorizza a trasformare slogan e suggestioni in qualifiche istituzionali.
Agrigento non ha bisogno di titoli inventati. Possiede già un patrimonio autentico, straordinario e riconosciuto nel mondo. Proprio per questo chi la rappresenta dovrebbe conoscerne e citarne correttamente i riconoscimenti.
La formula esatta era semplice:
Agrigento, già Capitale italiana della Cultura 2025, ospita un’Area archeologica riconosciuta Patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Tutto il resto è retorica. E quando la retorica inciampa nei fatti, resta una domanda inevitabile: se a dire “Agrigento capitale UNESCO” fosse stato uno dei vostri avversari, per quanto tempo lo avreste sfottuto?
Forse fino allo stremo.
Noi, invece, ci limitiamo a ristabilire la verità. Quella documentata, senza titoli di fantasia.
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Fonte: Report Sicilia
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