Agrigento – “Orme d’ombra – Sicilia 2026” fa tappa all’Istituto “Enrico Fermi”: la scuola in cammino contro la violenza di genere. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
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Un incontro di testimonianza, memoria e consapevolezza per parlare ai giovani di rispetto, relazioni e responsabilità. L’Istituto “Enrico Fermi” di Aragona, da sempre attento alle tematiche sociali ed educative che coinvolgono le nuove generazioni, ha accolto il progetto promosso da Artemixia APS ETS e guidato dall’artivista e formatrice Rosalba Castelli.
Nella mattinata di venerdì 25 settembre 2026, l’Istituto di Istruzione Superiore “Enrico Fermi” di Aragona ha ospitato una tappa del progetto “Orme d’ombra – Sicilia 2026”, il cammino a piedi contro la violenza di genere promosso dall’associazione Artemixia APS ETS e guidato dall’artivista e formatrice Dott.ssa Rosalba Castelli.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso educativo portato avanti dall’Istituto, da sempre sensibile non soltanto alla formazione culturale e professionale degli studenti, ma anche alla loro crescita personale, emotiva e civile. Ancora una volta il Fermi ha scelto di aprire i propri spazi a un tema di forte rilevanza sociale, trasformando la scuola in luogo di ascolto, confronto e consapevolezza.
L’incontro, svoltosi nell’aula polifunzionale dell’Istituto, ha coinvolto gli studenti in una mattinata intensa, durante la quale testimonianze, immagini e racconti hanno aperto una riflessione su questioni che riguardano direttamente le nuove generazioni: il rispetto, la cura, le relazioni, la dignità della persona e la responsabilità individuale e collettiva.
Ad accogliere Rosalba Castelli sono stati la Dirigente scolastica, Dott.ssa Elisa Enza Maria Casalicchio, il Sindaco di Aragona, Dott. Giuseppe Pendolino, il Vicesindaco di Joppolo Giancaxio, prof.ssa Carmelina Argento, insieme ai docenti e alla comunità scolastica dell’Istituto.
“Orme d’ombra” attraversa la Sicilia a piedi, alternando il cammino a incontri nelle scuole dedicati alle donne vittime di femminicidio. Un viaggio fatto non soltanto di chilometri, ma soprattutto di storie, nomi e memorie, che di tappa in tappa vengono affidati alle comunità incontrate lungo il percorso.
Nel corso della mattinata Rosalba Castelli ha dialogato direttamente con gli studenti, avvicinandosi ai ragazzi e coinvolgendoli in prima persona. Attraverso il racconto del cammino, le immagini e le testimonianze, l’artivista ha affrontato il tema della violenza di genere senza limitarlo alla dimensione della cronaca, invitando i giovani a riflettere sulle dinamiche che possono svilupparsi nelle relazioni e sul peso che assumono parole, comportamenti e scelte quotidiane.
Proprio la scuola rappresenta uno dei luoghi più importanti nei quali costruire questa consapevolezza. L’attenzione dimostrata dall’Istituto “Enrico Fermi” verso iniziative di questo tipo conferma una concezione della formazione che va oltre la didattica tradizionale e che guarda all’educazione dei ragazzi nella sua dimensione più ampia: culturale, sociale ed emotiva.
Come sottolinea la Dirigente scolastica, Dott.ssa Elisa Enza Maria Casalicchio:
«Educare significa anche fornire ai nostri ragazzi gli strumenti per riconoscere e contrastare ogni forma di violenza, a partire dalla costruzione di relazioni fondate sul rispetto e sulla dignità della persona. Accogliere “Orme d’ombra” nella nostra scuola significa trasformare la memoria in responsabilità educativa e ricordare ai nostri studenti che ciascuno, attraverso le proprie parole, le proprie scelte e i propri comportamenti, può contribuire alla costruzione di una società più consapevole e più giusta.»
Particolarmente significativo è stato il momento dedicato alla memoria di Patrizia Russo. A conclusione dell’incontro, sulla panchina rossa presente all’interno dell’Istituto è stato legato un nastro recante il suo nome, affidandone simbolicamente il ricordo alla comunità scolastica.
I “nastri della memoria” che accompagnano il progetto custodiscono a loro volta una storia particolare: vengono ricamati a mano da donne detenute, creando un legame tra memoria e riscatto sociale. Nel corso delle diverse tappe, ogni nastro diventa così un segno tangibile lasciato nei luoghi attraversati dal cammino.
La giornata vissuta al Fermi ha mostrato, anche attraverso l’attenzione e la partecipazione degli studenti, quanto la scuola possa svolgere un ruolo fondamentale nell’affrontare questioni complesse attraverso la conoscenza, il dialogo e l’ascolto.
L’Istituto “Enrico Fermi” conferma così la propria attenzione verso percorsi capaci di accompagnare i giovani non soltanto nell’acquisizione di competenze, ma anche nella costruzione di una maggiore consapevolezza di sé, degli altri e della società nella quale sono chiamati a vivere.
La tappa aragonese di “Orme d’ombra – Sicilia 2026” si è conclusa lasciando nell’Istituto qualcosa di concreto e, insieme, profondamente simbolico: un nastro, un nome e una storia affidati ai giovani.
Perché ogni passo di questo cammino porta con sé una memoria. E ogni giovane che sceglie di ascoltarla contribuisce a non lasciarla nell’ombra.
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Fonte: Sicilia24h
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