Agrigento – Caro Michele Sodano, sei stato eletto dal 29% degli aventi diritto, ma sei il sindaco di tutti. Accetta il confronto pubblico e vediamo chi deve studiare. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Giuseppe Di Rosa torna sulla richiesta di confronto già trasmessa agli organi di informazione e approfondisce i risultati elettorali, il ruolo delle opposizioni e il diritto di critica. «Hai ottenuto il 72,31% dei voti validi, ma soltanto il 29,08% degli aventi diritto. La democrazia non finisce quando si vince un’elezione».

Caro Michele Sodano, dopo averti pubblicamente sfidato a un confronto sui tuoi primi cinque mesi da sindaco, attraverso una nota stampa inviata agli organi di informazione, ritengo necessario aggiungere alcune considerazioni.
Non devo ripeterti le condizioni della sfida. Le conosci già.
Ti ho lasciato scegliere il luogo, il moderatore, i giornalisti e perfino le persone che potranno accompagnarti. Da Massimo Muglia a Ismaele La Vardera, da Crosta ai tuoi consulenti, esperti e top player.
Io resto disponibile.
Oggi, però, voglio parlarti di democrazia, rappresentanza e rispetto per chi non condivide le tue decisioni.
Sono concetti che un sindaco dovrebbe conoscere a memoria. E, visto che spesso inviti gli altri a studiare, credo sia opportuno partire proprio dai numeri.
Il 72,31% dei voti validi non è il 72,31% degli agrigentini
Caro Michele, al ballottaggio del 7 e 8 giugno 2026 hai ottenuto 14.908 voti, pari al 72,31 per cento dei voti validi.
Hai vinto legittimamente e nessuno lo mette in discussione.
Ma gli aventi diritto al voto erano 51.266.
Questo significa che hai ottenuto il consenso diretto del 29,08 per cento degli elettori.
Meno di tre agrigentini aventi diritto su dieci hanno votato per te al ballottaggio.
È un dato matematico, non un’opinione.
I risultati ufficiali del ballottaggio
| Candidato | Voti | Percentuale |
|---|---|---|
| Michele Sodano | 14.908 | 72,31% |
| Gerlando Alonge | 5.710 | 27,69% |
| Totale voti validi | 20.618 | 100% |
| Dati elettorali | Totale |
|---|---|
| Aventi diritto | 51.266 |
| Votanti | 21.036 |
| Affluenza | 41,03% |
Il tuo mandato è pienamente legittimo, ma la rappresentanza istituzionale va ben oltre il consenso ottenuto alle urne.
Tu sei stato eletto da 14.908 cittadini, ma devi amministrare nell’interesse dell’intera comunità agrigentina.
Anche di chi ha votato Alonge, di chi si è astenuto e di chi oggi critica la tua amministrazione.
Il primo turno racconta un’altra parte della realtà elettorale
Voglio ricordarti anche i risultati del primo turno del 24 e 25 maggio 2026.
I risultati ufficiali del primo turno
| Candidato | Voti | Percentuale |
|---|---|---|
| Michele Sodano | 11.596 | 39,13% |
| Gerlando Alonge | 10.308 | 34,79% |
| Luigi Gentile | 4.182 | 14,11% |
| Giuseppe Di Rosa | 3.546 | 11,97% |
| Totale voti validi | 29.632 | 100% |
| Dati elettorali | Totale |
|---|---|
| Aventi diritto | 51.266 |
| Votanti | 30.349 |
| Affluenza | 59,20% |
Al primo turno avevi ottenuto 11.596 voti. Al ballottaggio ne hai ottenuti 14.908, mentre l’affluenza è scesa dal 59,20 al 41,03 per cento.
Sono numeri che dovrebbero invitare a una riflessione sul rapporto tra amministrazione e cittadini, non a considerare ogni critica come un attacco politico.
In democrazia esiste anche l’opposizione
Caro Michele, voglio ricordarti un principio fondamentale.
In democrazia esistono una maggioranza e un’opposizione.
La maggioranza governa, l’opposizione controlla, propone e critica.
E l’opposizione non esiste soltanto dentro il Consiglio comunale. Esiste anche nella società civile, tra i cittadini, nelle associazioni e nell’informazione.
Quello che contesto al tuo modo di comunicare è il tentativo, a mio giudizio, di far apparire chi non condivide le tue decisioni come un avversario della città.
È una dinamica che mi ricorda quanto accadde all’inizio dell’amministrazione di Franco Miccichè.
Ma voglio chiarirti una cosa.
Essere contrari a Michele Sodano non significa essere contrari ad Agrigento.
Tu non sei la città. Sei il sindaco temporaneamente chiamato ad amministrarla.
E devi rendere conto delle tue decisioni anche a chi non ti ha votato.
Il Consiglio comunale e il rispetto della rappresentanza
C’è poi un’altra questione che non può essere ignorata.
Diciannove consiglieri comunali appartengono a forze politiche che non hanno sostenuto la tua candidatura.
Anche loro sono stati eletti dai cittadini.
Anche loro rappresentano una parte della città.
Eppure, a mio giudizio, in questi mesi il Consiglio comunale ha esercitato un controllo politico insufficiente sulle decisioni della tua amministrazione.
Ho visto troppo silenzio e poca capacità di incidere, mentre alcune forze sembrano più interessate alla ricerca di accordi politici.
Il Consiglio non può rinunciare al proprio ruolo.
E tu non puoi considerare il confronto con le opposizioni un fastidio da evitare.
I miei 3.546 voti e il significato del voto disgiunto
Caro Michele, durante la campagna elettorale hai più volte richiamato il consenso personale e il voto disgiunto.
Io ho ottenuto 3.546 voti come candidato sindaco, pari all’11,97 per cento dei voti validi.
Le due liste collegate alla mia candidatura hanno raccolto circa 900 voti, secondo i dati che ho richiamato.
La differenza dimostra che il mio consenso personale è stato sensibilmente superiore a quello delle liste collegate. Per quantificare esattamente il voto disgiunto occorre esaminare il dettaglio ufficiale delle schede.
Quei 3.546 voti rappresentano comunque cittadini che hanno liberamente scelto la mia candidatura.
Non mi attribuiscono alcun privilegio, ma nemmeno possono essere considerati irrilevanti.
Il voto non conferisce al vincitore il diritto di pretendere il silenzio degli altri.
Io Agrigento l’ho scelta per costruire la mia vita
Voglio rivolgermi anche a chi continua a offendermi sui social perché critico la tua amministrazione.
A gennaio compirò 62 anni.
Ho costruito la mia casa ad Agrigento. Ho cresciuto qui le mie figlie, le ho fatte studiare e ho investito nella loro formazione e nel loro futuro.
Ho lavorato per quarant’anni alle dipendenze del Ministero della Giustizia, guadagnandomi onestamente il mio stipendio.
Non ho avuto bisogno di incarichi politici per mantenere la mia famiglia.
Agrigento è la città nella quale ho scelto di vivere e investire.
E proprio per questo ritengo di avere il diritto e il dovere civico di pretendere trasparenza, correttezza amministrativa e rispetto delle istituzioni.
Non devo sostenere Michele Sodano per dimostrare di amare Agrigento.
Perché ero disposto all’apparentamento con Dino Alonge
Durante la campagna elettorale mi sono dichiarato disponibile a un apparentamento con Dino Alonge.
Non con Roberto Di Mauro, ma con Dino Alonge.
Una scelta che avrei affrontato anche tappandomi il naso, superando distanze politiche e riserve personali.
Lo avrei fatto perché ritenevo necessario contrastare il progetto amministrativo che proponevi.
Temevo che dietro la promessa di una rivoluzione potessero riprodursi dinamiche politiche già conosciute.
Era una mia valutazione politica e oggi ritengo necessario verificare quanto quelle preoccupazioni trovino riscontro nelle decisioni amministrative adottate.
I finanziamenti regionali e le domande ancora senza risposta
Caro Michele, continui a contestare ai deputati regionali di centrodestra la mancata assegnazione di finanziamenti ad Agrigento.
Ma io continuo a chiederti quali emendamenti abbiano presentato per la nostra città i deputati delle forze politiche che sostengono la tua amministrazione.
Quali risorse hanno richiesto? Quali proposte sono state approvate? Quali respinte?
E se tu e Ismaele La Vardera avete criticato in passato determinate modalità di distribuzione dei contributi regionali, perché oggi rivendicate risorse attraverso quegli stessi strumenti?
Sono domande politiche alle quali ritengo necessario rispondere con documenti, non con slogan.
La mia sfida resta sul tavolo
Caro Michele, non intendo trasformare questo approfondimento nella ripetizione della sfida che ti ho già lanciato.
Quella richiesta è stata formulata pubblicamente e trasmessa agli organi di informazione.
Resta valida.
Oggi voglio soltanto ricordarti che il confronto non è una concessione che un sindaco fa ai propri critici.
È una componente fondamentale della vita democratica.
Fare video nei quali si parla senza contraddittorio è facile.
Rispondere pubblicamente alle contestazioni, mostrando gli atti e accettando le domande, è un esercizio diverso.
E proprio perché hai più volte invitato gli altri a studiare, resto disponibile a discutere con te delle norme, dei bilanci, delle procedure amministrative e delle responsabilità degli organi comunali.
Vediamo chi di noi due deve studiare.
Non ti chiedo di condividere le mie opinioni.
Ti chiedo di confrontarti con esse.
E soprattutto di ricordare che i tuoi 14.908 voti ti hanno consentito di diventare sindaco, ma non ti hanno attribuito il diritto di considerare irrilevanti gli altri agrigentini.
Caro Michele, sei anche il mio sindaco. E proprio per questo continuerò a chiederti conto delle tue decisioni.
Perché Agrigento non appartiene a chi vince un’elezione.
Appartiene ai suoi cittadini.
Elezioni amministrative di Agrigento 2026. Il consenso ottenuto da Michele Sodano al ballottaggio rapportato alla totalità degli aventi diritto al voto. Elaborazione Report Sicilia sui dati ufficiali del Comune di Agrigento.
Il grafico evidenzia che Michele Sodano ha ottenuto 14.908 voti, pari al 29,08% dei 51.266 aventi diritto, pur avendo conquistato il 72,31% dei voti validi al ballottaggio.
La parte restante comprende gli elettori di Alonge, gli astenuti e chi ha espresso scheda bianca o nulla. Non rappresenta un unico schieramento di opposizione.
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Fonte: Report Sicilia
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