Agrigento, il comune mette in vendita immobili per oltre sei milioni. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Sei immobili di valore, 28 unità e aree destinate alla vendita, beni residenziali e immobili da valorizzare attraverso locazioni o concessioni. È il contenuto del piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari per il triennio 2026, 2027 e 2028, approvato dalla Giunta comunale e proposto al Consiglio.
Il piano indica entrate stimate per 6.865.192,19 euro. È una previsione, non denaro già incassato. La stessa delibera specifica che l’entrata derivante dalla vendita di un immobile si accerta al momento del rogito. Perché le somme previste arrivino nelle casse comunali occorrerà, quindi, completare le procedure e concludere le vendite.
L’elenco pone una domanda di fondo. Quali beni è opportuno vendere, quali possono rendere di più attraverso una gestione pubblica o una concessione e quali richiedono prima una verifica sulla loro funzione attuale?
I sei immobili con procedure previste nel 2027
L’allegato A comprende sei immobili, con procedure da avviare nel 2027 e un valore indicativo complessivo di 5.913.860 euro.
- L’area dell’ex scuola elementare di Villaseta, descritta nell’atto come destinata agli uffici della Procura della Repubblica e oggi sede della caserma dei Carabinieri. Il complesso comprende un edificio di tre elevazioni, con 1.504 metri quadrati coperti e un lotto recintato di 1.765 metri quadrati. Valore indicato 1.760.000 euro.
- Il magazzino di via Garibaldi 248, attualmente adibito a deposito dell’Ufficio tecnico comunale. Valore indicato 11.700 euro.
- L’immobile di via Orfane 4 e 6, composto da sei elevazioni e con una superficie di 2.487 metri quadrati, utilizzato come sede del Boccone del Povero. Valore indicato 1.120.000 euro.
- Le fondazioni e i pilastri in cemento armato a Villaggio Mosè, in viale Leonardo Sciascia, di fronte all’Hotel Akrabello. Valore indicato 149.160 euro.
- L’unità immobiliare al primo piano di via Garibaldi 246. Valore indicato 45.000 euro.
- L’ex caserma dei Vigili del Fuoco in viale della Vittoria, descritta con una superficie di 1.565 metri quadrati e un’area scoperta di 986 metri quadrati. Valore indicato 2.828.000 euro.
Le descrizioni fanno emergere situazioni da chiarire prima di avviare le procedure. L’area dell’ex scuola di Villaseta e l’edificio di via Orfane risultano collegati a funzioni e utilizzatori attuali. Per il Boccone del Povero, in particolare, l’allegato A indica la vendita, mentre l’allegato D inserisce lo stesso immobile tra quelli da valorizzare attraverso una concessione. Occorre spiegare quale destinazione l’amministrazione intenda effettivamente perseguire e con quali tempi.
Le 28 unità e aree dell’allegato B
L’allegato B prevede procedure da avviare nel 2026 e un valore di realizzo complessivo di 336.803,29 euro. Il piano suddivide i beni in 25 immobili descritti come in stato di degrado, due aree e un relitto stradale.
Le unità immobiliari con indirizzo leggibile nell’elenco sono le seguenti.
- Unità al primo piano di via Diaz.
- Unità in via XXV Aprile 125.
- Unità al piano terra di via Diaz.
- Unità al piano terra di via Diaz, identificata anche con i subalterni 1 e 2.
- Unità al piano terra di via Diaz.
- Unità al piano terra di via Diaz.
- Unità al piano terra di via Diaz.
- Unità tra via Cobaitari e cortile Navarra, al piano terra e al primo piano.
- Unità al primo piano di via Belvedere 39.
- Unità in cortile Navarra 12, distribuita tra piano terra, primo piano e sottotetto.
- Unità al primo piano del cortile Bubella 1.
- Unità al piano terra di via Belvedere 8.
- Unità al piano terra di via Belvedere 12.
- Unità tra piano terra, primo piano e piano ammezzato in via Zuppardo.
- Unità al piano terra del cortile Zicari 4.
- Unità al piano terra di via Zuppardo 26.
- Unità al piano terra di via Santa Croce 4.
- Unità al piano terra e al primo piano in via Santa Croce.
- Unità al piano terra di via Garibaldi 206.
- Unità al piano terra e al primo piano di via Santa Croce, vicolo Acquario 4.
- Unità al piano terra e al primo piano di via Santa Croce 31.
- Unità nel cortile all’angolo con via Barone.
- Unità tra via delle Mura 24 e via Sant’Onofrio 38, su tre livelli.
- Unità in via Diana 3.
L’elenco comprende inoltre un cortile con pertinenza stradale in via Cesare Battisti 28 e 30, nella frazione di Giardina Gallotti. La superficie indicata è di 20 metri quadrati e il valore è di 12.000 euro. È inserita anche l’area di sedime del Bar Manzoni, in via Manzoni 187 e 195, di 238 metri quadrati, valutata 105.000 euro. Completa il gruppo un relitto stradale.
C’è un punto da verificare nel prospetto. La delibera dichiara 25 immobili in stato di degrado, ma la prima riga dell’elenco non riporta descrizione o identificativo catastale. Le unità con indirizzo leggibile sono 24. Il Comune dovrebbe chiarire quale sia il venticinquesimo immobile e completare la scheda prima di procedere.
Le aree Peep e il caso Casa del Vigile
Il piano include anche 82 aree P.E.E.P. concesse in diritto di superficie alle cooperative edilizie. Per gli aventi diritto è prevista la possibilità di trasformare il diritto di superficie in diritto di proprietà, con un corrispettivo confermato in 30 euro al metro quadrato per le aree di Villaseta Monserrato, Fontanelle e Madonna delle Rocche.
Tra gli altri beni compare il sedime di un magazzino in via Amari a Villaseta. La relazione lo descrive con una superficie di 9,20 metri quadrati, mentre la tabella dell’allegato riporta 19,20 metri quadrati. Anche questa differenza va chiarita.
Il piano ricostruisce inoltre la vicenda della cosiddetta Casa del Vigile. Il valore originario indicato è di 1.702.571,33 euro. Per gli alloggi già oggetto di riscatto il Comune dichiara di avere incassato 865.732,58 euro e indica un residuo da riscuotere di 614.528,90 euro. Alcuni occupanti hanno rinunciato al riscatto e riconsegnato gli immobili, che il Comune propone di valorizzare dopo aver definito le pratiche edilizie, ipotecarie e catastali.
Il patrimonio da vendere e quello da valorizzare
Il piano non contiene soltanto vendite. Nell’allegato D sono elencati immobili da gestire con locazioni, concessioni o iniziative istituzionali. Tra questi figurano i parcheggi di Cugno Vela e di Porta V, locali e chioschi in piazzale Aldo Moro, Palazzo Tomasi, l’immobile di via Quartararo e beni utilizzati da enti e operatori.
Il documento prospetta quindi diverse strade, dalla vendita alla concessione, dalla locazione al mantenimento di un uso pubblico. La scelta dovrebbe dipendere dalle condizioni del bene, dalla domanda di mercato, dai costi di recupero e dal valore che l’immobile può produrre nel tempo.
La nostra proposta, una scheda pubblica per ogni bene
La nostra idea è semplice. Prima di mettere in vendita un immobile, il Comune pubblichi una scheda completa e facilmente consultabile con indirizzo, superficie, stato di manutenzione, destinazione attuale, eventuali occupanti, vincoli, valore di stima, metodo usato per calcolarlo e costi necessari per renderlo vendibile.
Per gli immobili che risultano utilizzati per servizi o attività sociali, come quelli indicati per la caserma dei Carabinieri, l’Ufficio tecnico e il Boccone del Povero, la scheda dovrebbe spiegare se la funzione sarà trasferita, mantenuta con una concessione o interrotta. La vendita non può essere valutata soltanto in base all’incasso immediato. Vanno resi pubblici anche gli effetti sui servizi e le eventuali spese per trovare sedi alternative.
Proponiamo inoltre che il Consiglio comunale valuti, per ogni bene, una comparazione tra vendita e valorizzazione. Un immobile in condizioni critiche può richiedere investimenti, ma la cessione a un prezzo contenuto potrebbe non essere la scelta migliore se una locazione o una concessione consentono di recuperarlo e conservarne la funzione. La vendita può invece essere ragionevole quando il bene non serve più all’ente e non esiste un progetto sostenibile per riutilizzarlo.
L’obiettivo dovrebbe essere chiaro per ogni immobile, evitare il degrado, tutelare i servizi e ricavare il maggiore beneficio possibile per la città. Le stime del piano sono un punto di partenza. Per decidere con consapevolezza servono dati completi, valutazioni comparabili e una spiegazione pubblica delle scelte.
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Fonte: Report Sicilia
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